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SU 11RADIO “C’È SPAZIO PER…VOI”

SU 11RADIO “C’È SPAZIO PER…VOI”

Su 11Radio il programma "C'è spazio per...voi", in diretta il martedì, racconta le esperienze di chi anima le associazioni di volontariato del Lazio

Entrando nelle postazioni di 11Radio non c’è quel silenzio artificiale tipico degli studi radiofonici. C’è sempre un rumore di fondo, mentre si cammina verso i microfoni, il mixer e la gommapiuma colorata pronta ad assorbire tutte le parole che ci sono da dire. Un rumore che sa di movimento, di collaborazione, di coinvolgimento. Si sentono voci, musica, risate, e per qualcuno che racconta un’idea c’è quasi sempre, nello stesso momento, qualcun altro pronto a raccoglierla e commentarla.
Dalla collaborazione con i Csv del Lazio Cesv e Spes, che ha accolto una delle postazioni della web radio nella sua sede di Via Laurentina, è nato “C’è Spazio per… Voi”. In diretta, ogni martedì alle 16:30, il programma ospita gli attori del mondo dell’associazionismo e del volontariato di Roma e del Lazio. Per 11Radio, trovarsi a trasmettere gomito a gomito con i Centri di Servizio per il Volontariato ha rappresentato un ulteriore apporto di materie prime, utili alla costruzione di un ponte. Non c’è solo una connessione via etere, o meglio via server, tra chi trasmette e chi ascolta, ma anche un contatto fatto di sguardi, di gesti, e di pause. È l’interazione in studio, tra chi domanda e chi racconta, ad aggiungere mattoni al percorso, permettendo di portare il territorio all’interno della radio.

11Radio: in rete per fare rete

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La postazione 11Radio Montagnola, realizzata in collaborazione con Cesv e Spes

La webradio, nata a Roma nel 2011 dall’impegno di un gruppo di cittadini, ha da subito iniziato a costruire un dialogo che creasse una rete tra le fibre del tessuto urbano. Dalle singole persone alle associazioni, ai comitati, alle organizzazioni che quotidianamente operano e si impegnano nella Capitale. Cinque anni di attività “on web” in cui 11Radio ha coinvolto un centinaio di realtà del Terzo settore, a 360 gradi. C’è chi ha partecipato alla singola puntata di una trasmissione, chi ad un’intera stagione, e chi è diventato parte del network stesso. Le quattro postazioni, dislocate tra Montagnola, Laurentina, San Paolo e Magliana, hanno ospitato, sin dalla loro apertura, vari cicli di incontri per orientare le persone al mondo della comunicazione sociale, e fornire loro gli strumenti necessari non solo a realizzare le trasmissioni, ma anche a strutturare le mini-redazioni gestite da ogni sede in completa autonomia.

Uno spazio che amplifica le voci

La trasmissione è uno spazio per rendere nota tutta una serie di attività e iniziative di cui spesso non si sente parlare, e alle quali perciò la cittadinanza non sa di poter partecipare e contribuire. In questo senso, “C’è Spazio per… Voi” diventa uno strumento per diffondere consapevolezza civica, abbattere barriere e pregiudizi, e veicolare quel desiderio di riappropriazione dei molti beni comuni – abbandonati o inutilizzati – che potrebbero contribuire sensibilmente a migliorare la qualità della vita di chi abita questa metropoli. Nella stagione in corso, iniziata a novembre del 2015, un fil rouge ha cucito insieme le diverse puntate, dando forma, con punti semplici e doppi e a volte anche a zig zag, a un ricamo di esperienze umane. Da un grande esempio umanitario come Emergency, raccontato dalle voci dei volontari delle sedi romane, che hanno parlato del Programma Italia e dei Polibus – ambulatori itineranti che garantiscono assistenza sanitaria a migranti, irregolari e indigenti, bypassando muri burocratici e difficoltà linguistiche – a una realtà più piccola e piena di coraggio come Asinitas, che ha da poco festeggiato i primi dieci anni del suo centro interculturale a Torpignattara – struttura che offre supporto, istruzione e formazione a donne, rifugiati e richiedenti asilo – “C’è Spazio per… Voi”, in questi ultimi mesi, ha amplificato molte voci.

Le storie

Quella dell’associazione Mameli 7 Onlus – promotrice di una raccolta fondi attraverso l’organizzazione di alcuni concerti – che ha per obiettivo un’estate di musica insegnata ai ragazzi di una scuola nel sud del Libano. Le parole del Comitato di quartiere di Torpignattara – ogni giorno con le maniche tirate su per migliorare un quadrante di città che sta declinando il suo multiculturalismo in una risorsa che mescoli e non in una paura che divida – vincitore del bando Socialmente 2, con cui ha potuto riqualificare l’area totalmente degradata del Parco Sangalli, offrendo a venti persone un contratto di lavoro annuale per la manutenzione e la pulizia dei giardini.

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La postazione mobile di 11Radio

I progetti del coworking Millepiani di Garbatella – costruito sulle fondamenta dell’economia dello scambio e del mutualismo – teatro della formazione di imprese collaborative di successo, nate dall’incontro di professionisti che, vicini di scrivania, si sono trovati a contribuire l’uno al lavoro dell’altro. Le emozioni dell’associazione Immensa…Mente – in origine un gruppo di auto mutuo aiuto di famigliari di utenti psichiatrici, motivati a collaborare con l’ente pubblico per facilitarne con solerzia le buone pratiche e stimolare quel percorso culturale necessario per la corretta applicazione della legge Basaglia – dove genitori, fratelli e figli delle persone con disagi psichici organizzano, insieme ai loro cari, incontri di ascolto settimanale al Centro di Salute Mentale, pianificano interventi all’interno di un orto urbano, programmano musical e campionati di calcetto, e viaggiano per ventuno giorni in treno da Venezia a Pechino realizzando gioielli fatti di bottoni e seguendo un percorso di cura progettuale e inclusivo, oltre che dignitoso.
“C’è Spazio per… Voi” si può definire il paradigma di quello che è il sentimento di questa webradio partecipata: l’informazione, per essere socialmente utile, va pensata, costruita e condivisa insieme. Va coinvolto chiunque abbia voglia di raccontare ed essere raccontato, di discutere ed essere discusso. Perché è solo cambiando continuamente il punto di osservazione che si allarga il campo visivo. Perché è interessandosi dei beni negati ad alcuni che si comprende quali siano i diritti da esigere per tutti. E perché è con le storie delle persone che si costruiscono i ponti. E senza ponti, non si arriva da nessuna altra parte.

 

 

 

 

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Marina Berarducci
Marina Berarducci

Nata e cresciuta a Roma, diventata grande altrove. Una mezza dozzina di lavori, una macchina col bagagliaio sempre pieno e il bisogno di sapersi immaginare nella vita degli altri. A 33 anni un master in giornalismo che segna l'inizio della sua ventunesima vita, in cui capisce che per raccontare una storia, prima delle parole, servono gli occhi

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