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CHAT YOURSELF: L’APP CHE AIUTA I MALATI DI ALZHEIMER

CHAT YOURSELF: L’APP CHE AIUTA I MALATI DI ALZHEIMER

Il sistema di Young & Rubicam per aiutare le persone a ricordare, chattando con se stesse.

E se fossi tu stesso a rassicurarti, e a rispondere alle tue domande? La cosa terribile di una malattia come il morbo di Alzheimer è proprio il fatto di perdere la memoria, e di non ricordarsi le cose più semplici che ci riguardano, di non riconoscere i nostri cari.

Chat Yourself è una app basata su una chatbot, cioè un servizio di messaggistica che usa l’intelligenza artificiale, che permette di aiutare le persone ad ovviare in qualche modo a questo problema. L’agenzia di comunicazione Young & Rubicam, con il patrocinio di Italia Longeva, il network dedicato all’invecchiamento creato dal Ministero della Salute, dalla Regione Marche e dall’IRCCS INRCA, e la collaborazione di Facebook, ha creato un sistema, una chatbot su Messenger, in grado di aiutare le persone a ricordare alcune informazioni fondamentali, “chattando con se stessi”.

Chat yourselfChat Yourself è quindi la prima chat da utilizzare per conversare con se stessi 24 ore su 24, e ottenere in questo modo informazioni vitali.

Chat Yourself è stato pensato per aiutare le persone nella prima fase dell’Alzheimer, che è caratterizzata da perdita della memoria e da un disorientamento spazio temporale. Un aiuto concreto per ricordare alcune cose essenziali può fare la differenza e sostenere il malato in quella che è una fase difficile e impegnativa. Viverla in un modo diverso, allora, può ridare dignità, ma soprattutto indipendenza, ai malati: da ora potranno avere uno strumento per ricordare tutta una serie di cose che solo loro possono sapere. E farlo da soli, chattando con sé stessi. Senza alcuna paura, né vergogna.

 

CHE COSA È UN CHATBOT. Sembrano passati i tempi in cui eravamo tutti diffidenti di fronte alle nuove tecnologie. In cui, alle parole “intelligenza” e “artificiale” pensavamo subito al computer HAL 9000 di 2001: Odissea nello spazio. La tecnologia è al nostro servizio, ormai lo abbiamo capito. E se robot con un’intelligenza artificiale oggi aiutano i bambini con autismo, un chatbot può aiutare i malati di Alzheimer.

Ma che cos’è un chatbot? Si tratta di un assistente virtuale che, grazie appunto a un’intelligenza artificiale, è capace di memorizzare l’intera vita di una persona, basandosi sulle informazioni date da questa persona, e quindi di rispondere a ogni sua richiesta su informazioni fondamentali. Per esempio il nome e il contatto della propria moglie e dei propri figli, la strada per tornare a casa, le scadenze della settimana, eventuali allergie o medicinali da assumere, e tutte le informazioni utili ad affrontare al meglio una giornata.

 

SEMPLICE DA USARE. La chatbot è sviluppata su Messenger, l’applicazione di messaggistica istantanea di Facebook, uno strumento che 1,2 milioni di persone in tutto il mondo, ogni giorno, usano per comunicare. E si tratta anche di persone di una certa età.

Chat yourselfUsare Chat Yourself, è molto semplice: è come il gesto che facciamo ogni giorno, quando vogliamo mandare un messaggio a un amico su Facebook. Solo che a risponderci non c’è una persona, ma una macchina che ci fornisce informazioni che gli abbiamo precedentemente dato noi. Oltre a rispondere alle domande, Chat Yourself aggiorna, con notifiche push, sulla possibilità di usare questo supporto, e aiuta il malato a rispettare la sua routine quotidiana, come l’orario dei pasti o l’assunzione delle medicine.

Chat Yourself è stato sviluppato grazie all’apporto fondamentale di nextopera, l’acceleratore di idee, progetti e persone, che si è occupato di progettazione e sviluppo, e con un team di psicologici, fondamentale per creare la lista di domande a cui il malato deve rispondere per fornire al chatbot tutte le informazioni necessarie alla creazione di risposte utili, rassicuranti e precise.

 

UN MODO DI VIVERE LA MALATTIA. «Con Chat Yourself abbiamo voluto mettere le nostre competenze tecnologiche e la nostra creatività a disposizione di tutte le persone che ogni giorno devono fare i conti con questa malattia, dandogli la possibilità di sconfiggere la paura e di recuperare almeno in parte la propria indipendenza», ha dichiarato Vicky Gitto, Presidente & Chief Creative Officer di Y&R Italia. «Per raggiungere questo obiettivo abbiamo scelto di utilizzare il chatbot, l’unico strumento innovativo che possa davvero essere utile alla riconquista di una routine quotidiana in modo semplice ed efficacie».

Si parla giustamente di aiuto, di sconfiggere la paura, e non la malattia, di riconquistare un pezzo di sé, non di curare il morbo. «Questo progetto non sconfigge l’Alzheimer ma va nella giusta direzione, offrendo ai malati un nuovo modo di vivere la malattia, uno strumento utile ad affrontare le prime fasi dopo la diagnosi, grazie ad un supporto che rimpiazza il danno provocato dalla malattia» ha spiegato Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e Direttore Polo Invecchiamento, Neuroscienze, Testa-Collo ed Ortopedia Fondazione Policlinico A. Gemelli. «Come Italia Longeva spingiamo fortemente per una tecnologia al servizio dell’invecchiamento. In questo caso abbiamo l’esempio tipico dell’uso “nobile” dello strumento tecnologico».

 

 

CREATIVITÀ E TECNOLOGIA. «Facebook è fortemente impegnato nello sviluppo di nuove tecnologie che possano aiutare a migliorare e semplificare la vita delle persone. Gli assistenti virtuali, o Bot, ne sono un esempio e, grazie anche al supporto dell’intelligenza artificiale, possono essere utilizzati per rispondere a molteplici esigenze, anche di notevole valenza sociale, come nel caso di Chat Yourself, uno strumento concreto per facilitare la vita delle persone affette da gravi patologie come l’Alzheimer”, ha dichiarato Luca Colombo, Country Manager Facebook Italia.  «Sono in molti che, nel mondo, combattono questa malattia e siamo lieti di aver collaborato al progetto, convinti che il chatbot e Messenger possano essere un valido supporto per migliorare la qualità della vita di coloro che lo utilizzeranno».

L’iniziativa è stata presentata da Young & Rubicam al Cannes Lions 2017, il più importante evento mondiale in tema di comunicazione. Ha vinto 6 Leoni (1 oro, 1 argento e 4 bronzi), tra uno nella categoria Creative Data, cioè nell’uso innovativo dei dati, ed è la prima volta in Italia. La prima fase del progetto Chat Yourself durerà alcuni mesi. È un’iniziativa che mescola creatività, tecnologia, ascolto verso i reali bisogni delle persone. Ed è un’altra testimonianza di come la rivoluzione digitale, se ci fosse ancora qualcuno che ha dei dubbi, possa migliorare le nostre vite.

Tutte le foto di questo articolo sono tratte dalla pagina Facebook di Chat Yourself

 

 

Maurizio Ermisino
Maurizio Ermisino

Curioso fin da piccolo, è sempre stato attratto da tutto ciò che è immagine in movimento e suono elettrico. In due parole: cinema e rock. In un master ha incontrato le altre due passioni della sua vita: Chiara e il sociale. Oggi si occupa della comunicazione del progetto Well-Fare | Tra mediazione e comunità, costruire il welfare locale. http://www.well-farecomunita.it/

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