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CON LA COMUNITÀ DI QUARTIERE VILLAGGIO PRENESTINO, LA PERIFERIA CAMBIA

CON LA COMUNITÀ DI QUARTIERE VILLAGGIO PRENESTINO, LA PERIFERIA CAMBIA

Si occupano di un parco, della raccolta differenziata, di eventi. Ma anche di sostenre il piccolo commercio locale. Al Prenestino la loro presenza si vede

A Roma di aree verdi ce ne sono molte. Troppe però sono lasciate all’incuria e al degrado. Che farne allora? L’associazione CDQ Villaggio Prenestino intanto ha cominciato a prendersi cura del parco di Via Fosso Scilicino. Il Comune di Roma infatti ha delegato i volontari a occuparsi dell’apertura, chiusura e pulitura dei cestini, mentre giochi rotti, erba alta e potatura delle piante restano a carico del Servizio Giardini. I volontari quindi monitorano e segnalano criticità, ma la loro presenza negli anni ha impedito atti di vandalismo, ha fatto sì che venisse installato il cancello pedonale, che venissero introdotti giochi inclusivi per i diversamente abili e ha permesso a cittadini e famiglie di riappropriarsi di uno spazio altrimenti inutilizzato. Un esempio il loro che il Villaggio Prenestino porta a ogni manifestazione, sottolineando ogni volta i valori di decoro e bene pubblico.

Un parco per la comunità

«Scarsa viabilità, pochi mezzi pubblici, assenza di marciapiedi: i problemi delle periferie sono i problemi del centro, solo più amplificati» spiega il responsabile della comunicazione del Villaggio Prenestino Stefano De Prophetis. «Il nostro è un quartiere nato nell’abusivismo degli anni Cinquanta e Sessanta, a cui si è aggiunta l’edilizia degli ultimi vent’anni. L’urbanizzazione è scarsa, quel poco che esiste è grazie al Consorzio Locale».

Da dove nasce la vostra attenzione per il verde pubblico?
«Nel nostro territorio ci sono almeno quindici parchi, ma molti sono chiusi. La maggior parte è stata realizzata da costruttori per non pagare gli oneri concessori di costruzione. Li hanno dati in gestione all’Amministrazione comunale, che a sua volta li ha lasciati in diversi dipartimenti sparsi (la maggior parte sono nel Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) e nessuno se ne fa carico. Uno, sotto casa mia, è stato costruito circa 10 anni fa e non è mai stato aperto».

villaggio prenestinoQuali difficoltà incontrate nell’esercizio delle vostre attività?
«Il problema principale è la scarsa partecipazione agli eventi. Il nostro è un quartiere dormitorio lontano dal centro. La distanza è talmente tanta che qui, come modo di dire locale, si dice “vado a Roma”, come se non ci si trovassimo in territorio comunale. Le persone si alzano molto presto la mattina, per andare al lavoro, e ritornano la sera tardi. Il poco tempo libero che hanno lo passano in famiglia e l’azione civica viene messa sempre all’ultimo posto. Noi cerchiamo un tipo di partecipazione che vada oltre la lamentela, ma è difficile anche far capire l’utilità di iscriversi a una società di volontariato».

Dove reperite i fondi necessari?
«Attualmente siamo senza sede, quindi siamo un po’ fermi. Di solito però tendiamo a organizzare eventi a spese zero, cercando il supporto di persone competenti in settori specifici, come la scrittura creativa o web design, disponibili a intervenire gratuitamente. Agli eventi di pulizia c’è chi ha messo un decespugliatore, chi i sacchi per l’immondizia. Con parte dei fondi provenienti dal 5 x 1000 abbiamo acquistato una pala, un rastrello e piante di alloro. Per ripristinare le luminarie nel quartiere, invece, abbiamo chiesto aiuto ai commercianti».

Anche questo è ambiente

Villaggio Prenestino si preoccupa anche di supportare il commercio locale. Perché comprare nei grandi centri commerciali, lontani dal territorio e dalle sue esigenze, quando è possibile acquistare beni di consumo al negozio sotto casa? Sempre più piccoli imprenditori hanno dato la loro disponibilità a offrire uno sconto del 5% sulle spese superiori ai 20 euro a chi possiede la tessera dell’associazione.

Altra iniziativa è il Dizionario dei Rifiuti. I vademecum distribuiti dall’amministrazione comunale in occasione dell’introduzione della raccolta differenziata contengono lemmi che danno per scontato un livello di conoscenze che purtroppo non tutti i cittadini possiedono. Così i volontari hanno scritto un piccolo opuscolo utile a distinguere il materiale dei rifiuti, spiegare il sistema di smaltimento e individuare i siti di raccolta.

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazionecsv@csvlazio.org

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Mirko Giustini
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Laureato con lode in Lettere moderne ed Editoria e scrittura, si è sudato il tesserino da giornalista scrivendo per varie testate locali di Roma e dei Castelli romani. Lavora come analista televisivo presso la Geca Italia e scrive per Lazio sette (Avvenire).

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