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CON THAMBOS, A FRASCATI LA CULTURA TI STUPISCE. E TI DIVERTE

CON THAMBOS, A FRASCATI LA CULTURA TI STUPISCE. E TI DIVERTE

Marionette, fiabe, disegni... Un'associazione giovane, Thambos, promuove il territorio attraverso la cultura e la creatività

Si chiamano Giulio, Germana, Andrea, Lele e Beatrice e sono un gruppo di giovani, di età compresa tra i 25 e i 30 anni, conosciutisi tra gli scaffali della biblioteca comunale di Frascati. A tenerli uniti da tempo, non solo una grande amicizia, ma anche e soprattutto un identico desiderio: valorizzare quanto più possibile il proprio territorio, puntando su iniziative di promozione culturale che siano inclusive e partecipate.

Un sogno divenuto realtà quando, lo scorso luglio, il loro progetto Cu.R.A. Frascati (Cultura, Relazioni, Arte a Frascati), promosso dal percorso “Giovani QUI” del Sistema Bibliotecario per i Castelli Romani, è stato accolto e finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG) nell’ambito del programma “Corpo Europeo di Solidarietà”. Occasione, questa, per formalizzare il loro gruppo e fondare un’associazione di promozione sociale. «L’abbiamo battezzata “Thambos – La cultura ti stupisce”», racconta il presidente Giulio Bargelli. «Il termine in greco significa stupore e meraviglia. Il nostro scopo è far passare dunque un’idea nuova di cultura, come qualcosa di formativo, divertente e appannaggio di tutti».

La Casa di Pia

Ed è proprio in questa direzione che si è sviluppato il progetto Cu.R.A. Frascati, il cui obiettivo primario consisteva nella riqualificazione della biblioteca per ragazzi “Casa di Pia”, struttura compromessa in questi ultimi anni da orari di apertura sempre più ridotti e da una presenza particolarmente esigua di giovani.

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Con il Covid, molte attività in presenza hanno dovuto essere sospese

«L’iniziativa, ideata durante il primo lockdown e seguita dalla coach del progetto Anna Lodeserto, prevedeva da una parte una serie di spettacoli di marionette e laboratori creativi da svolgersi all’interno della biblioteca; dall’altra invece degli incontri rivolti ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e finalizzati alla messa in scena di uno spettacolo basato su un tema di storia locale», spiega Giulio. «Purtroppo però da ottobre fino ad oggi siamo riusciti a portare in scena un solo spettacolo di marionette».

Le ulteriori recrudescenze della pandemia hanno infatti prorogato l’interruzione delle attività in presenza, spingendo così l’associazione a rimodulare il suo impegno a favore dei più piccoli e dei ragazzi. Tra novembre e gennaio sono stati organizzati, ad esempio, dei laboratori online di costruzione di marionette in carta pesta, finalizzati «allo stimolo della manualità nell’età dell’infanzia, oltre che alla sensibilizzazione su temi come l’economia circolare e la sostenibilità».

I sabati delle fiabe

In questi mesi, inoltre, le ragazze e i ragazzi di Thambos si sono impegnati a registrare, modificare e remixare le tracce delle fiabe inizialmente selezionate per gli spettacoli dal vivo e ora trasformate in podcast ascoltabili su tutte le maggiori piattaforme di streaming musicale.

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I laboratori on line, in attesa, di tornare a incontrarsi

«La rassegna sonora deI Sabati delle fiabe” si propone di promuovere, da una parte, la conoscenza delle più belle storie della letteratura internazionale, dall’altra il servizio di prestito della biblioteca “Casa di Pia” dove è possibile trovare i libri a cui ci ispiriamo nei racconti», prosegue Giulio. «Le tracce vengono pubblicate ogni due settimane e, al momento, stanno registrando un buon numero di ascolti». Un risultato senz’altro positivo che ha spinto l’associazione a lanciare un contest per tutti i piccoli illustratori che desiderano dare forma e colore alle varie audiofiabe: «Ogni settimana pubblicheremo i disegni sulla nostra pagina Facebook e i più creativi verranno scelti come copertina delle storie», spiega ancora Giulio.

Thambos non finisce qui

Insomma, la pandemia non solo non ha arrestato l’entusiasmo dell’associazione, ma ha anche contribuito ad alimentarne la motivazione e la proiezione verso il futuro. «Il progetto online non va a sostituire quello in presenza», sottolinea. «Stiamo ricalendarizzando i nostri spettacoli, dialogando anche con una cooperativa del territorio, che gestisce l’area archeologica di Tuscolo. L’idea sarebbe quella di andare in scena anche qui, all’aperto».

Ancora, in attesa della riapertura di biblioteche e teatri, i giovani di Thambos hanno inoltre avviato una raccolta fondi su Facebook per l’acquisto di un’Apecar, con cui realizzare spettacoli itineranti nei comuni e nelle piazze dei Castelli Romani.

Partecipazione, condivisione, cittadinanza attiva e creatività: sono queste le cifre identificative di un’associazione, la cui sfida più grande, conclude Giulio, «è promuovere l’arte nelle sue diverse forme di espressione e favorire la conoscenza del patrimonio italiano».

 

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Maria Elena Iacovone
Maria Elena Iacovone

22 anni, laureata in scienze della comunicazione sociale. Mi piace molto il cinema e amo scrivere. Collaboro con RomaSette, settimanale diocesano. Grazie

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