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Diaphorà

NOI DELLA DIAPHORÀ: LA CANZONE SPECIALE CREATA DA RAGAZZI SPECIALI

NOI DELLA DIAPHORÀ: LA CANZONE SPECIALE CREATA DA RAGAZZI SPECIALI

Musiche e testi sono creati dai ragazzi dell'associazione di Latina. Un laboratorio per esprimersi, ma anche per diventare autonomi


Noi della Diaphorà
è il titolo della canzone creata da un gruppo di ragazzi diversamente abili di Latina. Proprio a Latina svolgono numerose attività all’interno dell’associazione Diaphorà Onlus; quest’ultima ha lo scopo appunto di dare voce alle esigenze delle persone disabili e delle loro famiglie. È proprio grazie a queste famiglie che tutto ebbe inizio: alcuni genitori, decisero di unirsi in forma associativa allo scopo di promuovere iniziative ed attività per migliorare le condizioni di vita dei loro figli. Consapevoli che le diversità, se supportate con idonei interventi, possono considerarsi una risorsa per tutti.
In particolare questo progetto di musica, è stato possibile grazie all’aiuto di Silvia Bussetti, la ragazza che svolge servizio civile dall’ottobre del 2017 presso l’associazione Diaphorà.

 

Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere,

la musica lo esprime. (Victor Hugo)

 

IL LABORATORIO. Ci ha raccontato come insieme a questi ragazzi diversamente abili, ha creato e progettato la canzone “Noi della Dhiaphorà”: «Tutto parte dalla creazione del laboratorio di musica, un’esperienza nuova, che non si era mai svolta prima».  Infatti i ragazzi all’interno della associazione frequentano diversi laboratori e attività tra cui: ceramica, sport, teatro e tanto altro. Ma all’appello mancava appunto la musica. «Perciò abbiamo iniziato ad andare presso la scuola  “Musical Box Studio Recording’”, composta da quattro giovani insegnati, i quali ci hanno accompagnati per questo laboratorio. Ogni ragazzo suonava uno strumento diverso», spiega Silvia. La possibilità di suonare era stata molto richiesta: è proprio attraverso di essa che i ragazzi della Diaphorà, così come molte persone, riescono ad esprimersi.

 

Diaphorà
Sandro canta la canzone “Noi della Diaphorà”

LE PAROLE E LA MUSICA. Ci spiega Silvia infatti come riescano a seguire perfettamente il ritmo. «Durante questo corso i maestri hanno deciso di proporre un progetto personale, ovvero ci hanno chiesto di creare appunto qualcosa di nostro, una canzone a tutti gli effetti: partendo dalla base musicale – decidendo quindi le note, così che ogni ragazzo esprimesse il suo parere su ciascuna – e arrivando anche al testo stesso.»

Insieme al cantante Sandro, hanno scritto il loro testo, scegliendo, passo dopo passo, ogni pezzettino del brano partendo appunto dal titolo, che li rappresenta.
Ma come e da cosa è nato questo testo?  «Un giorno ho chiesto a Sandro, il cantante, di dirmi tutto ciò che gli venisse in mente pensando all’associazione Diaphorà, così ha buttato giù questo testo spontaneamente, dal cuore.»

Silvia inoltre ha provato a spiegare i sentimenti che questa esperienza ha suscitato, a lei come a tutti i ragazzi che ne hanno fatto parte: «è stato un’esperienza bellissima, emozionante, dal primo istante fino al momento  in cui ci siamo recati in sala registrazione, che sia per me che per molti ragazzi, era un posto del tutto nuovo, in quanto non ho mai avuto l’occasione di registrare una canzone creata da me». La scuola dove hanno registrato ha anche pubblicato la canzone sui social e ha creato un CD, il quale ha suscitato nei ragazzi grande gioia e soddisfazione per tutto il lavoro svolto.

 

“Differenze di abitudini e linguaggi non contano

se i nostri intenti sono identici e i nostri cuori aperti.”  (J.K. Rowling)

 

GLI OBIETTIVI. Questo progetto come l’associazione in sé con le sue attività, riesce quotidianamente nel suo intento. Infatti i ragazzi sono molto uniti tra loro e sempre pronti ad imparare cose nuove, come per esempio la composizione di una canzone. Tutto questo, oltre a essere formativo e socializzante, offre l’opportunità  di creare luoghi e situazioni favorevoli alla persona con disabilità, in modo da poter prospettare una vita socio-lavorativa autonoma e indipendente dalla famiglia, contando su tutta una serie di supporti studiati a seconda delle necessità e desideri individuali. Si può definire quindi una vera e propria scuola di formazione, completamente gestita da volontari.

 

 

 

 

 

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