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Gli scenari del welfare

GLI SCENARI DEL WELFARE: UN SOLO SISTEMA, MA CON TANTI PILASTRI

GLI SCENARI DEL WELFARE: UN SOLO SISTEMA, MA CON TANTI PILASTRI

La componente pubblica si restringe e i protagonisti del welfare italiano si diversificano. Il nuovo scenario multiforme fotografato da Forum Ania Consumatori e Censis

Gli scenari del welfare sono una serie di volumi curati dal Forum Ania Consumatori, che è un punto di incontro tra assicuratori e associazioni dei consumatori, e l’istituto di ricerca Censis. Nell’ultimo volume de Gli scenari del welfare viene sottolineato il fatto che il welfare italiano sta vivendo un profondo cambiamento e che, per le difficoltà del sistema pubblico, ha bisogno di «più pilastri» per «un solo sistema». Il nuovo welfare è fatto da tanti protagonisti (tra cui il non profit),  che consentiranno «di incrementare la produttività delle ingenti risorse che tra spesa pubblica e spesa privata oggi sono destinate al welfare».

 

UN WELFARE CHE NON DÀ CERTEZZELo scenario che si va delineando, secondo Forum Ania Consumatori e Censis, è il superamento della crisi economica, come dimostrerebbero il Pil positivo e la ripresa dei consumi.

Gli scenari del welfare
A sinistra Francesco Maietta, responsabile Area Politiche sociali del Censis, durante la presentazione dell’ultimo volume de Gli scenari del welfare

Tuttavia, dalle famiglie italiane, il welfare non è più visto come fonte di sicurezza.  «Tradizionalmente il welfare creava certezze, creava un quadro in cui i progetti di vita delle persone potessero svilupparsi: è come un investimento economico, un quadro di sicurezza ti stimola a prendere il rischio. Analogamente e storicamente l’italia ha beneficiato di un welfare che ha fatto sentire le famiglie con le spalle coperte, e spiega perché siamo diventati il Paese della microimprenditorialità diffusa, il Paese in cui le famiglie si sono accollate i mutui per diventare proprietari della prima casa», ha spiegato Francesco Maietta, responsabile Area Politiche sociali del Censis.

Ma quali sono gli ambiti dove predomina l’insicurezza? Principalmente la salute, il lavoro, la casa e la non autosufficienza. «Questi  ambiti dicono che una insicurezza è penetrata profondamente nella quotidianità, in quelli che erano i cardini della sicurezza costruita dagli italiani. Basti pensare alla casa, che era uno dei pilastri della sicurezza individuale delle generazioni precedenti. Oppure al tema della salute e della malattia. Questa insicurezza ha tante ragioni, tra le quali anche il restringersi  del welfare pubblico. Checché se ne dica noi abbiamo meno welfare pubblico, lo dicono innanzitutto i dati strutturali», ha affermato ancora Maietta.

 

GLI ITALIANI FANNO DA SÉ. Di fronte a questo scenario di insicurezza, c’è la tendenza da parte degli italiani ad accumulare denaro contante per far fronte a spese impreviste. Questa disponibilità è uno dei fattori che alimenta il “welfare al nero”, che si caratterizza nell’acquisto da parte delle famiglie di servizi al nero.

Gli scenari del welfare
Di fronte ad un welfare che dà insicurezza, nel 2016 un italiano su tre ha acquistato prestazioni al nero (dati Censis)

Secondo un’indagine Censis del 2016, almeno un italiano su tre ha acquistato prestazioni al nero: il 21,6% dei cittadini ha dichiarato di aver comprato visite medico specialistiche, il 14,4% visite odontoiatriche, il 4,7% ripetizioni extrascolastiche, mentre il 4,2% ha pagato la badante e il 4,1% ha pagato al nero l’infermiere.

Il ricorso al “welfare al nero” è molto vasto, specie al Sud e nelle Isole (39,6%). C’è bisogno quindi, secondo Forum Ania Consumatori e Censis, di promuovere fonti alternative di finanziamento al welfare. Oggi il nuovo welfare ha un aspetto multiforme: si assiste alla moltiplicazione dei soggetti, non solo nell’erogazione dei servizi ma anche nel finanziamento. È importante, sostengono gli autori del volume Gli scenari del welfare, dare un ruolo a questa molteplicità di soggetti, in modo da condensare la spesa delle famiglie e incrementarne il potere di acquisto.

 

I TANTI PILASTRI DEL NUOVO WELFARE. «Ad oggi al terzo settore», ha spiegato ancora Maietta, «sono stati esternalizzati servizi per poi abbattere il costo del lavoro, il costo di erogazione dei servizi». Tuttavia, secondo il responsabile Area Politica del Censis, è necessario avere più pilastri per un solo sistema: «Se proprio dobbiamo fissare un elemento che ci consenta un’uscita in avanti da questa situazione, che non è calata dall’alto, che non è un grande disegno intellettualistico, ma che nasce direttamente dal basso, dai processi spontanei che hanno coinvolto le famiglie, che hanno coinvolto i progetti sociali, io credo che l’idea fondamentale è arrivare a tanti soggetti, tanti pilastri, ma ad un solo sistema».

«Il meccanismo di riconoscimento del ruolo, il meccanismo di riconoscimento istituzionale sostanzialmente sancisce che oggi il welfare è molto di più dal punto di vista dei protagonisti di quello che era in passato e ha al suo interno una componente pubblica ineliminabile, che può beneficiare di una molteplicità di soggetti, il che significa un uso migliore delle risorse che ci sono e anche una verifica della qualità dei servizi. Finalmente una risposta sostanziale al tema dell’insicurezza, che resta il grande problema delle famiglie in questa fase», ha concluso Maietta.

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Elpidio Ercolanese
Elpidio Ercolanese

Elpidio Ercolanese, laureato in Arti Multimediali e Tecnologiche all'Accademia di Belle Arti di Roma. Iscritto al corso di Laurea magistrale in Media, Comunicazione e Giornalismo dell'Università La Sapienza. Appassionato di musica, nuove tecnologie e comunicazione. Crede ancora nella Politica con la P maiuscola e si batte costantemente per un mondo migliore.

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