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Iacopo Melio

IACOPO MELIO: DA GRANDE, SOGNO DI SCRIVERE ED EMOZIONARE

IACOPO MELIO: DA GRANDE, SOGNO DI SCRIVERE ED EMOZIONARE

Migliaia di follower sui social, Iacopo Melio ha fatto della comunicazione uno strumento sociale e della disabilità un punto di partenza oltre cui costruire

«Vivo con le ruote per terra ma faccio dei salti altissimi». Parola di Iacopo Melio, 24 anni, fiorentino, attualmente studente di Scienze Politiche e innamorato della comunicazione digitale. Gli oltre 15mila follower su Instagram, i 17mila su twitter e i 250mila like su Facebook, però, non dicono tutto di Iacopo. Oltre che essere riconosciuto come noto attivista per i diritti umani e civili – in particolar modo per la sua lotta contro le barriere architettoniche – Iacopo ha già vinto, perché ha saputo scommettere su un nuovo modo di comunicare la disabilità.
«Vedo la comunicazione come uno strumento sociale per dare voce a chi ha subito la violenza del non ascolto e per ripartire giustizia», scrive sul suo sito ma non nasconde di essere anche «appassionato di tecnologia e di tutto ciò che è figlio del progresso». Coniugando queste due dimensioni Iacopo è riuscito ad avere un rapporto diretto e sincero con chi lo segue, senza filtri, mettendo innanzitutto sotto i riflettori le storie di chi, come lui, si trova a convivere con un limite fisico. E lo fa con ironia, il valore che – probabilmente – i suoi seguaci apprezzano maggiormente. Come quando, insieme al comico toscano Lorenzo Baglioni, si è messo in gioco per incidere una parodia del brano “Vengo anch’io – No, tu no!”, approdata persino sui tg nazionali.

L’avventura mediatica di Iacopo inizia a luglio 2014 quando decide di pubblicare sul suo blog un post dal titolo: “Sono single per forza, non piglio l’autobus!”, un divertente – ma allo stesso tempo serio – appello alla politica per evidenziare quanto sia difficile prendere un mezzo di trasporto pubblico che per chi soffre problemi di mobilità. Da lì fa partire un hashtag di protesta, #vorreiprendereiltreno, che in pochi giorni fa il giro dell’Italia catalizzando l’attenzione anche dei media esteri. Il 31 Gennaio 2015 quel titolo ironico si trasforma in una onlus diventata oggi un punto di riferimento nazionale per la disabilità.

Iacopo Melio: ironia e tante vittorie

L’acquisto di una carrozzina elettrica per Aziz, un mese di cure donato al piccolo Simone o ancora Annalisa che ha potuto realizzare il desiderio della mamma (affetta da sclerosi multipla) di partire per una crociera.

Iacopo MelioStorie che dopo essere state raccontate vengono finanziate da micro-raccolte fondi che in poche settimane raggiungono l’obiettivo. Lo studente fiorentino è però riuscito ad arrivare anche ai piani più alti delle istituzioni siglando un accordo con Trenitalia per adeguare l’accessibilità ai treni in 264 stazioni italiane. Piccoli tasselli che quest’anno, Melio, ha presentato ufficialmente durante la Conferenza nazionale sulle Politiche della Disabilità tenutasi a Firenze dove ha pure annunciato l’uscita di un libro che raccoglierà le testimonianze di riscatto più significative collezionate in questi anni attraverso i suoi canali social.
«Da grande sogno di poter comunicare ed emozionare, che sia con una penna, una reflex o qualsiasi altro mezzo», confessa sul suo blog. Che lo stia già facendo è un dato di fatto. A quel papà che su TripAdvisor si lamenta di un hotel perché i suoi figli sono costretti a vedere il “brutto spettacolo dei disabili” Iacopo risponde con schiettezza e sincerità: «Se un giorno avrò dei figli saranno sicuramente più fortunati perché scopriranno che la mia carrozzina non è né più né meno di un paio di scarpe nuove con le quali iniziare viaggi, avventure, sogni, destini, speranze».
Per quale ragione Iacopo Melio sta vincendo dove tanti altri (singoli e associazioni di settore) hanno fallito? Probabilmente perché “la carrozzina” non rappresenta più il punto di arrivo ma il punto di partenza oltre il quale si può (e si deve) costruire e progettare, anche grazie al supporto di questi nuovi mezzi. Potremmo definirla “dis(abilità) 2.0” e ne dà prova il fatto che, a conclusione di questo pezzo, non ci sia stato mai bisogno di fare cenno sulla rara malattia genetica che ha costretto Iacopo sulla sedia. È questione di cambio di prospettiva.

 

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Ermanno Giuca
Ermanno Giuca

27 anni, laureato in scienze della comunicazione sociale. Ho collaborato come redattore e video-maker con diverse realtà non-profit tra cui la FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e "Salesiani per il sociale" in cui attualmente curo la comunicazione web

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