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INDIeSPOSTE: A LATINA L’8 MARZO SI FESTEGGIA COL FUMETTO. E NON SOLO

INDIeSPOSTE: A LATINA L’8 MARZO SI FESTEGGIA COL FUMETTO. E NON SOLO

Intervista con Ilaria Palleschi, la cui graphic Novel "Nina" sarà presentata l'8 marzo durante Indiesposte. E poi musica, aperitivi e dibattiti

L’8 marzo partirà a Latina la prima edizione di IndiEsposte – Cose da Donne, una “festa” che indossa le vesti di un festival ricco di presenze tutte al femminile. Non solo l’occasione per ricordare che si è donne tutto l’anno, ma anche un momento di massima espressione rappresentativa attraverso le proposte artistiche e gli ospiti che saranno presenti nel corso dell’evento.

Dalle ore 18.00, presso il Sottoscala 9 Circolo Arci di Latina, verranno allestiti spazi espositivi con opere di note artiste locali. Ci sarà la presentazione della graphic novel Nina che disagio di Ilaria Palleschi (Bao Publishing) e l’intervento delle operatrici del Centro Donna Lilith, la onlus che opera da più di trent’anni su tutto il territorio nazionale a difesa delle donne vittime della violenza di genere.

 

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La copertina di “Nina”, di Ilaria Palleschi

Ilaria Palleschi, autrice di fumetti ed illustratrice, che nel 2018 ha esordito come fumettista con la graphic novel “Nina che disagio” (ed. Bao Publishing).

La protagonista del fumetto è Nina, giovane disegnatrice, timida ed insicura. Una sera Nina incontra una vecchietta che cambia la sua vita e compare un’altra Nina, sicura, determinata, disinvolta. All’inizio questa cosa sembra positiva, ma poi la presenza della “Nina gemella” diventa ingombrante e rischia di distruggere la vita e tutto quello che Nina negli anni ha creato. Nina dovrà lottare con le sue paure e le sue insicurezze per poter vivere senza la “Nina gemella”.

 

In occasione di Indiesposte, ho avuto il piacere di fare qualche domanda ad Ilaria. La prima domanda è più una curiosità: quanta Ilaria c’è in Nina? ci sono dei riferimenti autobiografici? e ed è vero che c’è un po’ di Nina in ogni ragazza, in te?
“Credo che in molti cadano del mio stesso tranello: quello di mettere un po’ di sé nel proprio lavoro. Ma forse, più che una scelta consapevole, è un atto di onestà. Prima di tutto verso il lettore. Inoltre, parlare di cose che si sono vissute, senza speculazione, può accorciare i ponti per tutti quelli che si avvicinano al libro, fumetto, quadro, o lavoro visivo in generale. Consapevolmente o meno, si tende sempre a cercare un po’ di sé, quando si legge un libro, a immedesimarsi. Devo dire che almeno in questo penso di essere riuscita. Già da prima dell’uscita girava sui social l’hashtag #siamotuttinina. Inutile dire quanto mi abbia reso felice. Ho sentito da subito l’affetto dei lettori. Sono al mio primo lavoro, e non credevo possibile che già da subito riuscissi a far avvicinare tante persone.”

 

Cosa deve esserci sempre sulla tua scrivania quando inizi a disegnare?
“Dipende. Solitamente quando scrivo preferisco non ci sia nulla in grado di distrarmi. Il telefono resta nell’altra stanza, rigorosamente impostato su ‘non disturbare’.  Per gli altri momenti tengo il telefono sotto mano, ma solo perché (soprattutto sotto consegna) devo monitorare quanto tempo impiego a finire una tavola (ad esempio) e metto dei simpaticissimi timer. Lavoro benissimo sotto deadline, senza stress sono poco produttiva.”

 

 

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Le tavole di “Nina” sono in mostra dall’8 marzo a Latina

“Nina che disagio” è stato il tuo primo fumetto: come è stato il tuo approccio con i lettori? Avevi in testa un lettore ipotetico, di riferimento?
“Mentre lo scrivevo e disegnavo, credevo sarebbe stato un libro adatto solo alle ragazze: la protagonista è una ventitreenne, la copertina è rosa, eccetera. Non sono mai stata così contenta di sbagliare. Soprattutto durante i festival devo ammettere che lo hanno acquistato soprattutto ragazzi. Non me l’aspettavo, ma adoro ciò che faccio anche perché è un lavoro privo di ogni cliché.”

 

Dopo Nina….cosa bolle in pentola?
“Ho sentito il bisogno di un’altra storia, in tutti i sensi. Durante quest’anno di lavoro ho dovuto postdatare dei soggetti che oggi ho tirato fuori dal cassetto. Saranno lavori con un altro sapore, più maturi, almeno spero. Ma al momento non posso dire di più, mi dispiace, bisogna pazientare ancora un po’!”

L’8 marzo, durante Indiesposte, ad accompagnare l’inaugurazione della mostra e l’intervento del Centro Donna Lilith, ci sarà l’Aperindiesposte, aperitivo organizzato da Hyra Live con DJ set preserale. Dalle ore 21.00 inizierà il concerto con una line-up che prevede l’esibizione di otto artiste in set acustico e due esibizioni full band. La serata si concluderà poi con l’immancabile dj set finale degli ODC, per l’occasione “ODC – FavolosX”.

Madrina della serata a Indiesposte sarà Carlotta Vagnoli, nota blogger, sex columnist e giornalista, che di recente ha collaborato con Bossy abbracciando la causa contro gli atti di stalking e le molestie subite da giovani donne nel mondo della musica.

 

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Eleonora Piccaro
Eleonora Piccaro

Lavoro al Cesv e sono laureata in sociologia. Vivo di musica, cinema, romanzi e viaggi

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