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PARIGI, MAGGIO ’68: CRONACA DI UNA RIVOLTA CHE HA CAMBIATO IL MONDO

PARIGI, MAGGIO ’68: CRONACA DI UNA RIVOLTA CHE HA CAMBIATO IL MONDO

In un libro di Roberto Gobbi la ricostruzione di quel mese in cui la contestazione si fece rivolta. La ricoluzione non ci fu, ma nulla fu come prima

La rivolta del Maggio francese comincia il giorno 3, mentre l’orologio segna le 17.30 e un ragazzo, «capelli neri lunghi, un grosso maglione di lana scura a collo alto», lancia un sampietrino contro una macchina della polizia. È il primo, e «la contestazione si fa rivolta».

Anche la cronaca ha il suo fascino, quando viene narrata senza digressioni e pretese di interpretazione definitive: diventa un racconto avvincente. È quello che fa Roberto Gobbi, giornalista del “Corriere della Sera”, nel suo libro di recente pubblicazione: Maggio ’68. Cronaca di una rivolta immaginaria.  Gobbi ricostruisce quello che successe in quel mese, che cambiò la storia della Francia e anche degli altri Paesi Europei e non solo. E lo fa seguendo i giorni e le ore degli avvenimenti e i passi dei suoi protagonisti, dando loro un nome, un volto, un cuore.

 

LA SLAVINA. Il Maggio francese – che in realtà cominciò in Marzo e finì in Giugno – fu una specie di slavina: partito come una protesta spontanea degli studenti, piano piano si allargò e coinvolse un numero sempre maggiore di persone, gruppi, categorie. Gli studenti all’inizio era relativamente pochi, guardati con timore, ma soprattutto snobismo, un po’ da tutti, comprese le forze politiche di sinistra che sedevano in Parlamento e che li bollarono come pseudorivoluzionari, figli di papà, che pretendevano di insegnare alla classe operaia come si fa la rivoluzione.

Nel racconto di Gobbi vediamo il movimento crescere perfino oltre le aspettative degli stessi studenti: partito dall’università di Nanterre, si allargò alla Sorbona e ad altre università, ma coinvolse anche i licei, e poi il mondo della cultura,  e gli intellettuali oltre agli operai, fino a culminare nel grande sciopero generale del 13 Maggio che coinvolse 10 milioni di lavoratori. Soprattutto, conquistò l’opinione pubblica parigina.

E tutto questo anche se gli studenti non avevano una vera strategia e decidevano un po’ di giorno in giorno cosa fare e quali obiettivi rendere prioritari.

 

LE STORIE. Gobbi non indaga le cause sociali, le motivazioni di chi scendeva in piazza, le idee che erano dentro il maggio.

Si limita a intrecciare storie, da quella di Daniel Cohn-Bendit – il tedesco coi capelli rossi che fu uno dei leader – a quella della ragazza di buona famiglia che verrà diseredata perché immortalata  durante una manifestazione, mentre arrampicata sulle spalle di un compagno, sventola una bandiera e a ricostruire eventi: l’occupazione dell’Odeon, i giovani poliziotti che guardano negli occhi i giovani contestatori, gli arresti, la festa, i poster creativi, le violenze.

 

maggio francese
Uno degli slogan più noti del Sessantotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CAMBIAMENTO. A metà giugno era tutto finito: la rivoluzione apparentemente aveva fallito. E invece no, perché dopo il Maggio francese tutto cambiò nella società: i rapporti tra le generazioni e tra gli uomini e le donne, tra i cittadini e le istituzioni, tra le regole e i valori.

Tanto che oggi l’espressione Maggio Francese indica a volte non una data, ma tutto il movimento del Sessantotto. Se si trattasse solo di quei trenta giorni, sarebbe tutto sommato poca cosa. In realtà, già dal ’67 il mondo giovanile era in fermento: a Berlino soprattutto, ma anche in Italia, attorno alla facoltà di Sociologia di Trento. E al di là delle singole rivendicazioni di volta in volta messe sul tavolo – dalle rivendicazioni salariali al diritto allo studio –  ciò che si contestava era l’autorità così come era stata concepita fino ad allora, all’interno di un mondo imperialista e consumista e i valori tradizionali che lo accompagnavano.

Il maggio finì quasi all’improvviso, per molti motivi, fra i quali il fatto che ad un certo punto «l’opinione pubblica ha cambiato opinione, non è più così ben disposta nei confronti dei manifestanti».  Ma se la rivolta si è spenta in un tempo breve, la contestazione è continuata e ha segnato un’epoca.

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maggio franceseRoberto Gobbi
Maggio ’68. Cronaca di una rivolta immaginaria
Neri Pozza 2018
pp. 176, € 12,50

 

 

 

 

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Paola Springhetti

Giornalista. Coordina l’area comunicazione e promozione del Cesv.

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