logo reti solidali
Home » GLI SPAZI OCCUPATI SPERIMENTANO NUOVE IDEE DI CITTÀ. MA #CHIDISPREZZASGOMBERA
spazi occupati

GLI SPAZI OCCUPATI SPERIMENTANO NUOVE IDEE DI CITTÀ. MA #CHIDISPREZZASGOMBERA

GLI SPAZI OCCUPATI SPERIMENTANO NUOVE IDEE DI CITTÀ. MA #CHIDISPREZZASGOMBERA

Affollata assemblea degli spazi occupati ieri a Roma, per ribadire il valore dei diritti e della cultura che qui si produce

Il 30 Maggio, presso il Cinema Palazzo nel quartiere San Lorenzo a Roma, si è tenuta una partecipatissima assemblea lanciata dagli spazi sociali e dai movimenti per la casa, per la campagna #chidisprezzasgombera. Davanti a quasi 300 persone, decine di interventi hanno fatto il punto della situazione dopo l’annuncio da parte del Viminale e della prefettura di Roma di voler sgomberare 22 spazi occupati entro l’estate.

Nel corso dell’assemblea si è espressa la necessità di rispondere ai tentativi di criminalizzazione di queste esperienze, nate in posti abbandonati della città, che spesso le narrazioni istituzionali descrivono come spazi in cui vige l’illegalità e dove vivrebbero «i furbetti e gli sfaticati che non vogliono pagare l’affitto».

 

spazi occupati a Roma
L’assemblea degli spazi sociali e dei movimenti per la casa, a Roma

LUOGHI DI SOLIDARIETÀ. Queste esperienze, al contrario, sono nate per risponde a bisogni essenziali per la vita sociale e la dignità umana, che le stesse istituzioni non riescono più a garantire, in primis il diritto alla casa, o per fornire sportelli e servizi informativi sui diritti dei cittadini e dei migranti. Negli spazi occupati si offre sport e cultura sotto varie forme (concerti, teatro, laboratori) a prezzi popolari ed accessibili a tutti, e dove si sperimentano nuove idee di città e si mette al primo posto il mutualismo e la volontà di organizzarsi tutti e tutte insieme, per trovare risposte alle varie problematiche che affliggono la nostra città. Tale lavoro risulta ancora più importante nel contesto di oggi, e può essere un freno al dilagare di una guerra tra poveri nelle nostre periferie, dove la mancanza di istituzioni e servizi alimenta un clima di odio e malessere.

È quindi importante valorizzare le esperienze nate in questi spazi occupati, dove vige la logica della solidarietà e dell’aggregazione piuttosto che la logica del profitto.

Il Cinema Palazzo, luogo che ha ospitato questa assemblea, è un perfetto esempio di tutto ciò: spazio abbandonato, è stato recuperato dagli attivisti il 15 Aprile 2011 e salvato dalla speculazione, ed è diventato un luogo restituito al quartiere, in cui vengono promosse numerose iniziative culturali. Tra le altre associazioni minacciate di sgombero figurano anche Centri sociali come Strike o Acrobax, la Biblioteca Abusiva Metropolitana, la casa delle Donne Lucha y Siesta, che ospita donne vittime di violenza, l’ex lavanderia che offre e diffonde pratiche di mutualismo, oltre che edifici in cui vivono centinaia di famiglie.

 

spazi occupati
Installazione di una mostra nella sede di Lucha y Siesta

LA POVERTÀ E L’ORDINE PUBBLICO. È stata inoltre sottolineata la sostanziale continuità delle politiche repressive dei vari governi, che non sono un’esclusiva dell’esecutivo giallo-verde, che con i suoi provvedimenti, quali il decreto sicurezza e il decreto sicurezza bis di prossima pubblicazione, rinnova la tendenza a considerare la povertà e l’esclusione come una questione di ordine pubblico, incompatibile con una visione della città come una vetrina turistica: non bisogna infatti dimenticare l’art. 5 del decreto Renzi-Lupi per cui «chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.» O ancora il decreto Minniti, anch’esso orientato ad inasprire le misure repressive in nome del decoro urbano, e che punta a far sparire la visibilità della marginalità e della povertà dallo spazio pubblico dei centri delle città.

In chiusura è stato lanciato per il 22 Giugno un grande corteo cittadino in cui  si vuole affermare che «l’unica sicurezza è la solidarietà.»

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@cesv.org

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *