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trasparenza del non profit

NON PROFIT: SI MOLTIPLICANO GLI STRUMENTI ON LINE PER LA TRASPARENZA

NON PROFIT: SI MOLTIPLICANO GLI STRUMENTI ON LINE PER LA TRASPARENZA

Italianonprofit.it è una piattaforma al servizio degli enti. Ma per quelli piccoli è difficile avere il tempo e le competenze per utilizzarli al meglio

Più trasparente sei e più la tua organizzazione non profit crescerà. O almeno bisogna augurarselo, visto che il 70% dei giovani (18-24 anni) dichiara di non donare per mancanza di informazioni circa la destinazione dei fondi raccolti dalle ONP (ricerca Donare 3.0 Doxa-Paypal, febbraio 2017).

 

ITALIA NON PROFIT. Da qualche mese è online il portale Italianonprofit.it, una piattaforma gratuita per la trasparenza del non profit, a servizio di enti e utenti che ha lo scopo di raccogliere e aggregare quanti più dati delle organizzazioni presenti in Italia. Situazione economica, impiego dei fondi raccolti, bilancio sociale, impatti sui destinatari, il tutto presentato con dei grafici intuitivi, facilmente leggibili e comparabili tra loro: uno strumento realizzato non solo per la sicurezza dei donatori, ma anche per quelle istituzioni, volontari o persino aziende che vogliono stringere partnership con le onp.

 

DONO SICURO. Da anni anche l’Istituto Italiano della Donazione (IID) investe sulla trasparenza del non profit e sulla credibilità di tutte quelle organizzazioni che in Italia raccolgono fondi per scopi sociali. Io dono sicuro, in questi anni ha rappresentato un ricco database di enti verificati ai quali i donatori possono rivolgersi con fiducia, sostenendone le attività. Un modus operandi che anche la nuova riforma ha fatto suo. L’ultimo decreto approvato, relativo al Codice del Terzo Settore  obbliga i futuri ETS (enti del terzo settore) a depositare il proprio bilancio presso il Registro unico nazionale del Terzo Settore; coloro che, invece, percepiscono entrate di oltre un milione di euro l’anno, saranno anche obbligate a pubblicare sul proprio sito il bilancio sociale.

 

trasparenza del non profit
Le parole con cui si definiscono le organizzazioni non profi

TROPPE CAMPAGNE. Siamo certi, però, che la trasparenza sia l’unico requisito per rafforzare la propria identità? Ne è certamente la base ma, sempre riportando alcuni dati della ricerca Doxa, solo il 3% dei donatori online dichiarano di fidarsi dell’ente per cui hanno donato. Uno dei motivi per cui questo accade è la mole di campagne (anche della stessa organizzazione) davanti alla quale il donatore si trova ogni giorno: il 47% delle associazioni interpellate, dichiara di non organizzare raccolte fondi orientate a progetti specifici.

La fiducia, quindi, è qualcosa che esige trasparenza, ma non solo. Comunicare in modo chiaro e semplice è il primo passo, integrando i canali tradizionali a quelli digitali (il 63% dei donatori preferisce donare online e si fa sempre più spazio anche la donazione attraverso smartphone e tablet impiegati dal 31% degli onliner).

I PROBLEMI DEGLI ENTI PICCOLI. Un altro ostacolo è rappresentato dall’impiego di tempo per essere presenti su tutte queste piattaforme richieste (o desiderate). Crowdfunding, Personal Fundraising, Petizioni online sono un perfetto trampolino di lancio per le grandi organizzazioni (e ne vedono pure i risultati).

E per chi sta nel grandino più basso? Se per le piccole realtà riuscire ad aggiornare un sito il più delle volte è un’impresa (a causa di scarse risorse umane dedicate a questo tipo di lavoro), sarebbe impensabile pretendere di compilare form infiniti di dati per sperare di guadagnare qualche punto in più di visibilità e credibilità.

Insomma gli strumenti per la trasparenza del non profit  ci sono e sono davvero molti, oltre che utili e a costo zero. La riflessione che andrebbe maturata ora, è la possibilità o meno, per le medio-piccole realtà, di investire professionisti per svolgere questo tipo di mansioni (basti pensare che al secondo posto tra le figure più richieste, dal non profit si attesta il digital strategist). Essere “protetti” da un unico ombrello chiamato “Terzo Settore” è uno dei punti di forza di questa neo-riforma: assicurarsi, però, che anche i più piccoli abbiano le forze per restare al passo, è una sfida che si presenta a molti e alla quale bisognerà dar risposta.

 

Ermanno Giuca
Ermanno Giuca

27 anni, laureato in scienze della comunicazione sociale. Ho collaborato come redattore e video-maker con diverse realtà non-profit tra cui la FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e "Salesiani per il sociale" in cui attualmente curo la comunicazione web

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