Gli apprendisti mietitori si cimentano nell’antica arte della mietitura a mano. Non facile, per chi non è abituato.
LA FESTA DELLA MIETITURA, PER RISCOPRIRE UN’AGRICOLTURA CHE RISPETTA IL TERRITORIO
A Ponzano di Città Ducale l'iniziativa di Tularù, azienda agricola innovativa, che produce energie, cibi e culture
Si è svolta anche quest'anno la festa della mietitura, organizzata da Tularu’, azienda agricola di Ponzano di Cittaducale(RI).
A questa giornata abbiamo partecipato sia per l'importanza dell'iniziativa che per iniziare a costruire la rete e a valorizzare le iniziative dei giovani per il proprio territorio, impegno che ci siamo dati a seguito del sisma.
I giovani che hanno scelto il progetto di Servizio civile "Assistenza: dalle persone alle comunità", sono a disposizione per sostenere, valorizzare e promuovere tutte le azioni che si svilupperanno nel reatino per una maggiore socialità e solidarietà. La cura dell'ambiente è anche questo.
Gli apprendisti mietitori si cimentano nell’antica arte della mietitura a mano. Non facile, per chi non è abituato.
Le spighe sono pronte: il maestro insegna come preparare il covone. Alla festa della mietitura hanno partecipato persone di di età e nazionalità diverse che, con il “serricchio” e con l’aiuto dei maestri mietitori, hanno avuto la possibilità di cimentarsi nell’antica arte della mietitura a mano.
Tularù è nata dalla volontà di Miguel Acebes Tosti e della compagna Alessandra, che volevano scommettere sul loro territorio e creare una filiera di produzione per e con il consumatore, una produzione consapevole, che si inserisca nel territorio territorio senza sconvolgerlo. Questo anche grazie alla riscoperta di grani antichi e di antiche tradizioni.
Ogni cosa a Tularù diventa un bene prezioso e da salvaguardare;l’ acqua prima di tutto, che, attraverso un sistema di fitodepurazione, viene riutilizzata per l’irrigazione dei campi.
Un’ attenzione particolare va al bestiame, allevato secondo la tecnica del pascolamento razionale, che, tenendo conto della sinergia pianta-suolo-animale, garantisce eccellenti risultati produttivi ed economici nel rispetto dell’ambiente, della biodiversità e del benessere animale. Gli animali consumano,a turnazione, una ristretta porzione di pascolo. Cosi il suolo viene fertilizzato dagli animali stessi e poi lasciato libero di riposare.
Con questo tipo di agricoltura si assiste ad un’inversione di tendenza, che rende concreta la possibilità che si possano produrre alimenti sani, senza la necessità di utilizzare prodotti agrochimici e veleni.
“Cibo che crea comunità”. Miguel presenta la filiera del grano Rieti. "Vogliamo contribuire a fare in modo che la valle reatina sia la prima Social Valley italiana", dice.
Protagonisti indiscussi della festa della mietitura, i grani antichi :il Terminillo, il Verna, il Frassineto, la Biancola ed il Rieti.
È una scelta,quella di Tularù, fuori dagli schemi, che testimonia una sempre maggiore sensibilità verso il tema della sostenibilità ambientale e ci ricorda che il futuro non è necessariamente un paese straniero verso il quale emigrare, ma che è radicato nel nostro passato,nelle terre dove nonna Assuntina, dal casale ai campi, gridava: tularuuuu.











