
Genitori che uccidono i figli. Serve un linguaggio comune tra chi cura, chi giudica e chi custodisce
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«Le uccisioni di bambini da parte di un genitore non sono cronaca nera destinata a esaurirsi in poche ore. Sono un fenomeno strutturale, con numeri che impongono una riflessione scientifica e istituzionale». A parlare è Sandro Libianchi, presidente di Conosci-Coordinamento Nazionale Operatori per la Salute nelle Carceri Italiane. «Dal 2000 al 2023 in Italia si sono registrati 535 figlicidi, pari al 12,7% di tutti gli omicidi in ambito familiare». Sempre nel periodo tra il 2000 e il 2023, leggendo in modo integrato i dati Eures, Ministero Interno, ISTAT e Ministero della Salute, CESVI «le vittime minorenni di maltrattamento prese in carico dai servizi sociali hanno superato le 113mila unità al 31 dicembre 2023, con un incremento del 58% rispetto al 2018. I reati contro i minorenni hanno toccato nel 2024 la cifra record di 7.204 casi, in crescita del 35% su base decennale. E tra il 2017 e il 2023 sono stati 6.024 gli accessi al pronto soccorso di bambini e ragazzi con una diagnosi riconducibile alla violenza». È da questi numeri e dalla consapevolezza che il sommerso è ben più ampio delle statistiche ufficiali, spiega Libianchi, che nasce Bambini e violenza intrafamiliare. Riflessioni tra salute, giustizia e detenzione, il convegno in programma il 30 ottobre nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini.
Superare la frammentazione dei saperi
«Un evento con pochissimi precedenti in Italia. Raramente, infatti, medicina legale, psichiatria forense, neuroscienze, giustizia riparativa, magistratura, polizia penitenziaria e sistema REMS si trovano riuniti attorno allo stesso tavolo per affrontare il fenomeno del figlicidio, dell’infanticidio e del neonaticidio come oggetto unitario di analisi e di intervento». Il convegno, promosso da Sandro Libianchi, Conosci e Alessandra Bramante, Società Marcé Italiana per la Salute Mentale Perinatale, nasce per superare la frammentazione dei saperi e costruire un linguaggio comune tra chi cura, chi giudica e chi custodisce, soprattutto per tentare di analizzare prospettive di prevenzione.
«Il senso di tutta l’iniziativa è mettere insieme i vari attori coinvolti nei diversi ambiti, per questo abbiamo creato un primo tavolo interprofessionale esteso. Se il tavolo potesse essere un modello di studio, avremmo costruito il primo atto di un percorso, verso un linguaggio comune e interdisciplinare. L’auspicio è quello di mettere insieme specialisti di settore di tutte le discipline che possano creare un comune pensiero di prevenzione», prosegue Libianchi. Il presidente di Conosci sottolinea l’importanza del giornalismo, «la comunicazione ha un ruolo importante, deve seguire dei canoni opportuni, là dove spesso titoli e articoli di cronaca nera sono fuori misura, non mostrano le varie sfaccettature del reale o, ad esempio, la dimensione psichiatrica».
Tra prevenzione sociale, rieducazione, risocializzazione
«Il fenomeno dei figlicidi, dei neonaticidi, degli infanticidi si presenta raramente, ma quando avviene è una tragedia, una ferita talmente profonda anche nella società che ospita queste persone e questi bambini che non si supera facilmente. Questo richiede uno studio molto più profondo di quanto non sia stato finora e un approccio comune che porti a tracciare delle linee di prevenzione sociale. E non è impossibile cercare di limitarli», continua Libianchi.
Un altro obiettivo del convegno è approfondire il tema della rieducazione. «Se non si fa di tutto per analizzare i problemi e dare un supporto e una cura a figlicidi, neonaticidi, infanticidi che vengono detenuti nelle residenze psichiatriche, si hanno bombe non disinnescate che, in uscita, possono reiterare lo stesso reato. Il carcere ha il dovere di tentare, per Costituzione, la rieducazione, la risocializzazione. Non è facile, però dobbiamo tracciare anche un percorso in prigione per queste persone che sono estremamente problematiche».
Bambini e violenza intrafamiliare: il programma
I lavori, moderati da Sandro Libianchi e Alessandra Bramante, si apriranno con i saluti istituzionali di Tiziana Biolghini, consigliera delegata alle Pari Opportunità, Politiche Sociali, Cultura e Inclusione di Città metropolitana di Roma, e Carla Consuelo Fermariello, presidente della Commissione capitolina Scuola. La lettura magistrale, “Genitori che uccidono i figli” sarà affidata a Susan Hatters Friedman, psichiatra forense della Case Western Reserve University (Cleveland, USA). Seguiranno le relazioni di Patrizia Patrizi (“La giustizia riparativa”), Valeria Brenna (“Gli indicatori di rischio nella psicopatologia materna”), Pietro Pietrini (“Neuroscienze e perizia psichiatrica”), Enrica Beringheli e Alessandra Bramante (“Neonaticidio e negazione di gravidanza”), Daniela De Robert (“Il racconto mediatico oltre il sensazionalismo”). Nel pomeriggio, Sandro Libianchi presenterà “Un particolare caso di figlicidio”, seguito dagli interventi di Paola della Vecchia sugli aspetti penali e processuali e sulla permanenza dei minori in carcere, Sandra Milani sui percorsi penitenziari, e Simone Giacco sui percorsi di psicoterapia nelle REMS. Luigi Marsella e Michele Treglia approfondiranno gli aspetti medico-legali dell’infanticidio. Seguirà una tavola rotonda conclusiva con tutti i relatori, “Figlicidio: quale prevenzione” che terminerà alle ore 17 con la consegna degli attestati. Il convegno si svolge con il supporto di CSV Lazio, la partecipazione è riservata a magistrati, medici, psicologi, psichiatri, medici legali, criminologi, avvocati, personale penitenziario e di polizia, assistenti sociali, giornalisti e cultori della materia.
Il programma completo è disponibile qui. È prevista prenotazione e iscrizione a questo link specificando causale e nominativo. La sala ha capienza limitata, per motivi di sicurezza è necessaria una mail di conferma della presenza. Per informazioni è possibile scrivere a conosci2000@hotmail.com
Immagine di copertina kazuend
