Spin Time evacuato per principio di incendio. Gli attivisti: «Una seconda notte in strada impensabile»

Un principio d’incendio in un locale tecnico, spento dagli stessi abitanti, ha portato all'evacuazione del palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme. A distanza di ore centinaia di persone sono ancora fuori casa, in attesa che i Vigili del Fuoco si pronuncino sull’agibilità dello stabile. Si mobilita la rete di quartiere, a via Galilei 53 Polo Civico Esquilino e Casa del Volontariato CSV Lazio accolgono famiglie e bambini. Oggi assemblea pubblica alle 17

di Antonella Patete

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«Fino a qui, diciamo, tutto bene. Il problema è che dalle 22 di ieri sera siamo in strada». Chiara Cacciotti, attivista di Spin Time, racconta con queste parole le oltre dodici ore che hanno seguito il principio d’incendio divampato ieri sera, intorno alle 22, nel palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma. Le fiamme, secondo la ricostruzione degli attivisti di Spin Time, sono rimaste circoscritte a un locale tecnico che affaccia sul cortile interno dello stabile, lontano dagli spazi abitativi. A intervenire per primi sono stati gli stessi residenti. «L’incendio è stato prontamente spento dalla comunità degli abitanti del palazzo, che è subito intervenuta, organizzando anche autonomamente l’evacuazione”, spiega a Reti Solidali l’attivista. «L’edificio è stato lasciato libero in pochi minuti, permettendo ai Vigili del fuoco di operare senza ostacoli».

Porte forzate, nessuna risposta sull’agibilità

È a questo punto, secondo la ricostruzione, che la situazione si complica. Vigili del fuoco e forze dell’ordine hanno avviato un sopralluogo nell’edificio, nel corso del quale – hanno riferito i militanti sui canali social di Spin Time – diverse porte di appartamenti sarebbero state forzate «per ragioni di sicurezza», nonostante fossero state messe a disposizione tutte le chiavi. «Non abbiamo capito bene per quale motivo sono state divelte le porte chiuse», commenta Cacciotti. «Per ragioni di sicurezza, a loro avviso. Ma non capiamo il motivo di tutta questa violenza». Da allora non è stato ha comunicato agli abitanti quando potranno rientrare. «Nessuno si è preso la responsabilità di far rientrare gi abitanti perché, a quanto ci è stato riferito, si attende la relazione dei Vigili del Fuoco in cui si dichiara o meno l’inagibilità del palazzo».

Centinaia in strada, Protezione Civile, temperature record

Il risultato è che tra le 150 e le 200 persone restano in strada, molte uscite di casa in pigiama e senza scarpe. «È un numero destinato ad aumentare nelle prossime ore», avverte Cacciotti. «Non tutti erano in casa al momento dell’evacuazione e ora stanno via via rientrando per capire cosa sia successo». Dalle 6 di questa mattina è intervenuta la Protezione Civile, allestendo brandine, bagni chimici e alcuni gazebi per l’ombra, con le temperature in forte salita nel corso della giornata.

La rete di quartiere si mobilita

Nel palazzo risiedono un centinaio di minori in età scolare e prescolare, molti dei quali sono stati accolti da Polo Civico Esquilino e Casa del Volontariato CSV Lazio presso la sede di via Galilei 53. «Mentre centinaia di persone venivano evacuate e restavano in strada, la rete del Polo Civico Esquilino si è attivata immediatamente. La nostra sede di via Galilei ha aperto le porte per accogliere famiglie e bambinə, offrendo uno spazio sicuro in un momento di grande difficoltà», ha scritto il Polo Civico Esquilino sui propri canali social, precisando che, nelle prossime ore, l’assessorato alle Politiche sociali di Roma Capitale farà arrivare alla sede i pasti destinati alle centinaia di persone ancora fuori casa dalla notte scorsa. Nel comunicato, il Polo Civico sostiene, inoltre, che l’emergenza abitativa non si risolve lasciando le persone senza un tetto e che la sicurezza si costruisce garantendo diritti, tutela e accoglienza. «Di fronte a un’emergenza», dicono, «la risposta non può essere la criminalizzazione di chi vive in una condizione di fragilità abitativa, né la richiesta di sgomberi come soluzione a problemi complessi».

Spin Time, l’appello: «Portate powerbank, ma soprattutto i vostri corpi»

Per far fronte alla situazione, Spin Time ha lanciato un appello pubblico alla cittadinanza. Sui social gli attivisti chiedono a chiunque possa di raggiungere il presidio, sottolineando che ci sono bambini che hanno bisogno di riposare e donne e persone anziane con patologie gravi che necessitano di assistenza e di poter rientrare al più presto in sicurezza. L’invito è a portare powerbank, acqua, pannolini e assorbenti, cibo, snack e bevande rinfrescanti «ma soprattutto», si legge nel comunicato, «portate i vostri corpi». L’appuntamento è per le 17 di oggi, con un’assemblea pubblica convocata davanti a Spin Time. «Speriamo che da qui alle 17 si sappia se è stata dichiarata o meno l’inagibilità del palazzo», conclude Cacciotti. «In tal caso dobbiamo discutere sul da farsi, visto che al momento non sono state fornite eventuali sistemazioni alternative. Ma una cosa è certa: una seconda notte in strada non è pensabile».

Spin Time evacuato per principio di incendio. Gli attivisti: «Una seconda notte in strada impensabile»

Spin Time evacuato per principio di incendio. Gli attivisti: «Una seconda notte in strada impensabile»