
Nasce a Roma Tejidas, la community delle donne latinoamericane in Europa
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C’è un capitale umano invisibile che attraversa l’Europa: quello delle tante donne latinoamericane che, pur avendo alle spalle lauree, percorsi accademici e competenze specialistiche, si ritrovano spesso relegate ai margini del mercato del lavoro, intrappolate nei soli ruoli di cura o di assistenza domestica. È per spezzare questa dinamica e restituire valore, voce e dignità professionale a questi talenti che è nata Tejidas, la rete comunitaria europea fondata da un gruppo di professioniste boliviane che ha scelto il coworking Millepiani di Garbatella per celebrare il suo debutto ufficiale.
Tejidas – letteralmente “tessute” – non è un nome casuale: racchiude l’idea di una trama viva fatta di solidarietà, fiducia reciproca e riscatto comune. La vera protagonista dell’incontro è stata infatti la visione di questa piattaforma, concepita come un ecosistema operativo per abbattere l’isolamento, promuovere corsi di lingua, orientamento lavorativo e percorsi concreti di mentorship, con nodi già attivi che collegano Italia, Germania, Francia e Spagna.
L’evento ha mostrato come Tejidas non intenda muoversi da una prospettiva assistenzialista, ma da una posizione di forza, consapevolezza e protagonismo. Questo cambio di paradigma è risuonato con chiarezza nei riferimenti culturali della serata. Dalle pagine del libro di Roberta Gisotti, «Noi che siamo italiane. Donne venute da lontano», è emerso il ritratto autentico di figure migranti che non sono numeri o vittime, ma professioniste, imprenditrici, mediche e artiste già capaci di incidere e ridefinire la società che le accoglie.
Tejidas, quando le donne decidono di tessere insieme i propri sogni, nessuna barriera è insormontabile
A incarnare alla perfezione la missione stessa di Tejidas è stata poi la testimonianza di Zaida Franco: partita dal lavoro domestico e di cura, ha saputo reinventarsi fino a conseguire un dottorato in Educazione e Società, diventando docente all’Università di Barcellona e attivista per i diritti umani, nonché fondatrice dell’Associazione Somos Semillas. Nel suo libro «Acariciando el cielo a través de mis sueños», presentato durante l’incontro, racconta proprio questa traiettoria migratoria trasformata in caso di successo, offrendo una guida all’empowerment e ricordando che «è possibile raggiungere i propri sogni nonostante le giornate nuvolose», guidata da tre principi: sognare, avere fiducia e condividere.
La vocazione di Tejidas di costruire spazi basati sull’empatia e sulla generosità è stata sintetizzata con grazia dalle parole della cantante e illustratrice Monserrat Olavarría: «Qual è tra tutte le arti quella che più ami? L’arte di stare con la persona, ed è questa l’arte che state iniziando a essere oggi».
A dare solidità al progetto c’è l’alleanza strategica con i coworker e mentor di Millepiani e il programma Green Inclusion Labs all’interno del progetto Res-Move (con il supporto alla ricerca del CeSPI), che fornisce a Tejidas un terreno fertile per incubare iniziative e accompagnare le transizioni professionali.
Tra il brindisi finale, le musiche e le empanadas, la serata si è chiusa con un messaggio inequivocabile: Tejidas ha piantato radici solide a Roma per costruire ponti verso il resto d’Europa, dimostrando che quando le donne decidono di tessere insieme i propri sogni, nessuna barriera è davvero insormontabile.
Immagine di copertina Vonecia Carswell


