Paul Mabior

Paul Mabior, dal Sud Sudan a Roma senza mollare mai

Arrivato in Italia nel 2022 con un corridoio umanitario, oggi Mabior vive in un cohousing per persone con disabilità e gioca nella Nazionale Amputati. La sua storia, raccontata in un libro autobiografico presentato a Roma, è anche quella dei servizi di accoglienza che lo hanno seguito
di Antonella Patete 4
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Il suo sogno più grande Paul Mabior l’ha realizzato solo quest’anno, riuscendo finalmente a pubblicare il libro che aveva in mente da tanto tempo. E che sintetizza in poco più di cento pagine le strategie e le riflessioni che, in questi anni, lo hanno aiutato a superare tutti i traumi, le difficoltà, le ingiustizie legate alla sua condizione di ragazzo con disabilità nato e cresciuto nel Sud Sudan. Non a caso il libro, pubblicato in self publishing dalle edizioni Book Sprint, s’intitola Non mollare mai nella vita. Che poi è esattamente che il senso del messaggio trasmesso dal volume: «Il mio obiettivo nel pubblicare questo libro», scrive l’autore nell’introduzione, «è aiutarti a superare qualsiasi difficoltà che ti impedisca di vivere la vita che meriti davvero».

Paul Mabior

Rifiutato dalla famiglia, salvato dallo zio

Mabior, che è nato senza una gamba e senza alcune dita delle mani, è arrivato in Italia dalla Libia nel novembre 2022 grazie a un corridoio umanitario organizzato dall’Unhcr. Accolto dal Sistema di accoglienza e integrazione-Sai, ha ottenuto lo status di rifugiato nel marzo 2023 e oggi vive in un cohousing per persone con disabilità realizzato dal V Municipio e gestito dalla cooperativa Meta. «La mia vita non è stata facile», ha raccontato nel corso della presentazione del libro a Roma. «I miei genitori non accettavano la mia disabilità e volevano buttarmi in mare. Per fortuna, mio zio che conosceva il mondo meglio di loro, mi ha preso con sé e mi ha cresciuto come un figlio insieme a sua moglie. Non ho saputo chi fossero i miei genitori fino all’età di 18 anni, quando mio zio ha deciso di raccontarmi tutta la storia».

La partenza dal Sud Sudan e la permanenza nelle carceri libiche

Il resto è una storia di migrazione. Rimasto solo appena ventenne, in seguito alla morte dello zio, dopo un iniziale momento di sconforto Mabior decide di reagire. Sente di non farcela, peggio di non esistere, ma per fortuna trova la forza di reagire, di fuggire dalla guerra «infinita» che tormenta il Sud Sudan. Decide di tentare la carta dell’Europa, dove potrà realizzarsi seguendo le sue due più grandi passioni: scrivere e fare sport. Ma per raggiungere il suolo europeo deve passare attraverso la Libia, dove lo attendono le famigerate prigioni per migranti. «Eravamo un gruppo composto da persone di 35 nazionalità diverse», ha raccontato con la voce rotta dall’emozione. «Dopo aver pagato, ci hanno portato in un grande palazzo. Pensavamo che fosse un hotel e invece era un carcere. Vivevamo in uno spazio talmente stretto che per poterci stendere a dormire eravamo costretti a fare i turni».

La rete Sai e l’incontro con lo sport

Mabior ha dovuto attendere un anno e quattro mesi, finendo in carcere quattro volte, prima di riuscire ad arrivare in Italia attraverso il programma dell’Unhcr. «Era destinato ad andare in Calabria, ma la struttura che doveva accoglierlo aveva le barriere architettoniche, così è stato ospitato al Centro Sai Primavera del Municipio V, dove è rimasto tre anni. Abbiamo capito di che stoffa era fatto fin da subito, quando arrivando all’ingresso ha salito i cinque scalini con l’aiuto delle stampelle senza passare per la rampa per le persone disabili». Da lì le cure, la lingua, il diploma, la ricerca di un’abitazione e lo sport, che gli ha portato grandi soddisfazioni. Oggi il giovane gioca nella Nazionale Amputati e si allena con Insuperabili, società sportiva che promuove scuole calcio per persone con disabilità fisica, cognitiva e sensoriale con sedi in 18 città italiane e oltre 800 atleti tesserati. «Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento Paul è stato un punto di riferimento per la squadra ma anche per lo staff», ha spiegato Maria Iole Volpi, responsabile della sede Insuperabili di Roma. «Sempre sorridente e appassionato, costantemente presente, ci ha insegnato ad andare oltre i nostri limiti. Per noi è una persona importante, siamo onorati di averlo nella nostra squadra e nella nostra vita».

L’assessora Funari: «È la storia di Paul e di come ha incontrato i nostri servizi»

«Spesso quando parliamo di accoglienza, parliamo di numeri e statistiche», ha commentato l’assessora alle Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale, Barbara Funari, intervenuta alla presentazione del volume. «Questa volta, invece, parliamo di Paul, della sua storia, di come arrivando a Roma ha incontrato i nostri servizi di accoglienza e cosa ha rappresentato per lui essere inserito nella rete del Sai». Un’operazione che per il giovane «ha significato avere un tetto sulla testa, una scuola di italiano, operatori che lo hanno accompagnato e un supporto in tutto ciò di cui aveva bisogno». E, non ultimo, gli ha permesso di continuare a coltivare le proprie aspirazioni: «innanzitutto lo sport, con l’accompagnamento nella ricerca di una possibilità per praticarlo. Fino ad arrivare a una casa, e ancora all’accesso al welfare della nostra città, con gli appartamenti per le persone con disabilità che oggi lo accolgono». Una storia, insomma, che secondo l’assessora testimonia quanto «sia importante non arrendersi e farsi supportare, perché attraverso questo supporto si può costruire un futuro migliore per tanti».

«Accetto la mia disabilità e vado avanti con essa perché non posso cambiarla»

Non arrendersi mai, appunto, proprio come non si è arreso Paul, che nel suo libro scrive: «Accetto la mia disabilità e vado avanti con essa perché non posso cambiarla, ma posso accettare la realtà che ce l’ho e che posso fare ciò che la mia disabilità mi consente. Posso accettare chi sono e concentrarmi sulla mia vita invece di provare rabbia. Nonostante la mia disabilità, sono orgoglioso di chi sono; la mia capacità, non la mia condizione, è ciò che mi rende ciò che sono, e lo accetto perché è un dato di fatto».

Paul MabiorPaul Mabior
Non mollare mai nella vita
Book Sprint, 2026
122 pagine, 18,90 euro

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