Spin Time resta sigillato: due notti in strada per centinaia di famiglie. Scatta la solidarietà del quartiere

Mentre è in corso la conferenza stampa convocata da Spin Time, la solidarietà non si arresta. Sono un centinaio le persone ospitate da Casa del Volontariato, Polo Civico e Centro Anziani Esquilino. Braga (CSV Lazio). «Sul posto intervenute Protezione Civile e Sala operativa sociale, ma la situazione resta emergenziale: a Roma non esistono quattrocento alloggi disponibili per accogliere persone in condizioni di bisogno avanzato». Polo Civico Esquilino: «Non si usi questa vicenda per invocare sgomberi e alimentare propaganda securitaria»

di Antonella Patete

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Quello che non doveva succedere, è successo. Per la seconda notte consecutiva, gli abitanti della storica occupazione romana di Spin Time sono rimasti in strada a causa delle fiamme divampate in un locale tecnico dello stabile nella serata di mercoledì 29 luglio e prontamente spente dagli stessi residenti. Quattrocento persone e 150 famiglia di 27 nazionalità diverse, tra cui quella italiana, che si sono improvvisamente trovate prive di un tetto sulla testa. «Davanti a Spin Time abbiamo passato la seconda notte in strada. Due notti in cui famiglie con bambini, anziani, persone fragili hanno dormito su una brandina o sul marciapiede, mentre la loro casa resta sigillata dietro un cancello presidiato dalle forze dell’ordine», hanno scritto in una nota i militanti. «Nei luoghi in quartiere che si sono resi disponibili ad ospitalità di fortuna, le persone sono ammassate. Il caldo è insostenibile e la giornata di oggi rappresenta un elevato rischio per gli abitanti di fatto sfollati». Dopo ore di incertezza è infatti giunta la notizia che l’edificio occupato dal 2013 è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, ed ora è sotto sequestro, ma il timore diffuso è che l’incendio diventi un pretesto per attuare lo sgombero di un’occupazione invisa a una parte delle forze politiche.

Il sequestro e il timore dello sgombero

«Dietro quel cancello non c’è una emergenza ma una soluzione. Ci sono letti, cucine, bagni, farmaci, ventilatori, acqua corrente. C’è tutto quello che serve per non lasciare nessuno in condizione di emergenza in mezzo a una strada. C’è un altro mondo possibile che non può essere cancellato», si legge ancora nel comunicato. «Lo diciamo con chiarezza: questa non è più una questione tecnica. È una scelta politica. Nei luoghi in quartiere che si sono resi disponibili ad ospitalità di fortuna, le persone sono ammassate Il caldo è insostenibile e la giornata di oggi rappresenta un elevato rischio per gli abitanti di fatto sfollati».

Braga, CSV Lazio: «Un centinaio le persone che hanno trovato sistemazione tra Casa del Volontariato, Polo Civico e Centro anziani Esquilino»

Se una fetta della politica agita il fantasma dello sgombero c’è però una parte della città che si mobilita. «Sono un centinaio le persone che nella notte hanno trovato una sistemazione di fortuna dopo lo sgombero di Spin Time, distribuite tra Casa del volontariato CSV Lazio, Polo Civico Esquilino e Centro anziani Esquilino», racconta Maria Enrica Braga dalla Casa del Volontariato CSV Lazio di via Galilei. «Sul posto sono intervenute la Protezione Civile di Roma e la Sala Operativa Sociale del Comune, ma la situazione resta emergenziale: a Roma non esistono quattrocento alloggi disponibili per accogliere persone in condizioni di bisogno avanzato». Alla Casa del Volontariato di via Galilei sono ospitati 35 donne e bambini di origine africana, molti dei quali piccolissimi. Le brandine fornite dalla Protezione Civile sono disposte una accanto all’altra in due file serrate, e i due bagni a disposizione, privi di doccia, devono bastare per tutti. «La Protezione Civile garantisce acqua e cibo, ma restano scoperte l’igiene personale e la pulizia degli spazi», spiega Braga. «Le associazioni sono state coinvolte per dare una mano, e le donne ospitate si sono rese disponibili a occuparsi delle pulizie, ma mancano detersivi e disinfettanti. Un aiuto concreto e molto apprezzato è arrivato dalla Rete degli Studenti Medi e dai ragazzi di Scomodo che si stanno occupando di intrattenere i bambini e di una prima pulizia degli spazi».

Polo Civico: «L’emergenza abitativa non si risolve contro le persone, ma garantendo dignità, sicurezza e soluzioni concrete»

Al Polo Civico Esquilino, invece, sono ospitate le donne e i bambini della Comunità Latino Americana. «Continuiamo ad accogliere le famiglie evacuate», hanno scritto sui social gli attivisti del Polo, ma centinaia di uomini, donne, bambine e bambini, anziani e persone fragili sono ancora fuori casa e «devono poter rientrare al più presto». E quanto al clima generale e il fantasma dello sgombero invocato in queste ore il Polo chiarisce: «Respingiamo ogni tentativo di usare questa vicenda per invocare sgomberi e alimentare propaganda securitaria. L’emergenza abitativa non si risolve contro le persone, ma garantendo dignità, sicurezza e soluzioni concrete. Il Polo Civico continuerà a fare la propria parte, accanto alla rete solidale dell’Esquilino e alle istituzioni impegnate per consentire a tutte e tutti di tornare a casa. Subito».

Don Mattia Ferrari (Mediterranea): «In queste ore non ci siamo mai sentiti soli»

Nel frattempo attivisti e residenti di Spin Time hanno dichiarato il presidio permanente dinanzi dell’ormai ex palazzo occupato di Via Santa Croce in Gerusalemme, dove ieri pomeriggio, malgrado le temperature roventi, si è tenuta un’assemblea pubblica che ha visto accorrere attivisti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini da ogni parte della città. Un’assemblea che dove la parola solidarietà si è ripetuta più volte, ribadendo l’importanza del costruire ponti laddove si vogliono erigere muri. Molti i residenti presenti, giovani donne col pancione, bambini che giocavano a calcio, anziani sfiancati dal caldo e dalla notte in bianco. Tante anche le voci che si sono alternate al microfono. Tra queste quella di don Mattia Ferrari, il cappellano di Mediterranea Saving Humans, che ha detto: «Sono stati momenti difficili, di fatica, di dolore e di ansia. Ma anche di speranza, perché la speranza nasce sempre dalla solidarietà e noi non ci siamo mai sentiti soli. In queste ore le nostre famiglie hanno sentito tanti di voi che sono stati vicini e questo è un segno che ci dà la speranza che un altro mondo è possibile e che si possano davvero costruire soluzioni nuove». A portare la propria solidarietà anche Andrea Pace di Spazio Pubblico (Cgil): «Chi mette in dubbio questo percorso mette in dubbio i percorsi che noi costruiamo quotidianamente per difendere i lavoratori e le lavoratrici, i cittadini e le cittadine di questa città», ha detto. «Noi continueremo a camminare insieme a voi e a Spin Time, perché questa realtà va difesa e qui dentro bisogna rientrare».

 

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