
Suicidi nel Frusinate, AMA Ceprano: «Siamo a 18 da inizio anno. Fondamentali la rete e la prevenzione»
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«Quello di una donna di pochi giorni fa è stato il diciottesimo suicidio dall’inizio dell’anno». A sottolinearlo è Stefania Casavecchia, la presidente di AMA Ceprano, che denuncia come «i dati sono sottostimati, ancora oggi tanti suicidi e tentativi di suicidio vengono mascherati. Un tema purtroppo particolarmente importante e attuale per la nostra provincia. Basti pensare ai tentativi e a quei decessi che, pur lasciando dubbi sulle circostanze, vengono classificati come incidenti».
Casavecchia oggi ha tre figli e tre nipoti. La storia dell’associazione inizia a maggio 2005, «quando mio figlio Luigi, di appena 16 anni, morì suicida. Nello stesso mese fu pubblicato un libro, “Metamorfosi della sofferenza” di Antonio Loperfido (EDB), regalatomi da un mio caro amico sacerdote. Grazie a quel volume scoprii lo psicologo Loperfido e nacque uno scambio epistolare che mi ha aiutato tantissimo».
«Il suicidio era tabù»
«Nel 2005 non si parlava di suicidio, era tabù. Anche adesso lo è, ma oltre vent’anni fa era innominabile. Io però, come mamma, volevo parlarne. Erano tante le mamme, purtroppo, che avevano perso i figli, per incidente stradale o per malattia. Ma sentivo che la morte per suicidio avesse così tanta complessità dentro, che portasse talmente tante emozioni che avevo il bisogno di parlare con un’altra donna nella mia stessa situazione. Pian piano scoprii che non ero la sola ad avere un figlio suicida, che esistevano gruppi di auto mutuo aiuto nei quali parlare senza essere giudicati, ricordare, piangere e persino sorridere. Partecipando ad alcuni di quei gruppi mi ero resa conto che alcune emozioni come la rabbia e i sensi di colpa si affievolivano». Dopo l’esperienza di un convegno nazionale dei Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA)– oggi l’associazione è parte del coordinamento – nasce AMA Ceprano. «Fino a pochi anni fa la nostra era l’unica associazione ad occuparsi in modo specifico di lutto per suicidio. Ci chiamavano e ci chiamano da tutta Italia, dalla Germania, dalla Svizzera, dall’Australia. Sono nati così i seminari residenziali, della durata di due giorni: AMA Ceprano è l’unica associazione che organizza seminari sull’elaborazione del lutto per suicidio in Italia».
E poi ci sono i gruppi online, a cui partecipa chi non ha punti di riferimento nella propria zona e che diventano uno strumento di diffusione dell’auto mutuo aiuto sul lutto da suicidio, come è avvenuto a Torino. «Per me è questo il significato più importante del fare rete: creare legami, condividere esperienze e far nascere nuove opportunità di sostegno anche dove non esistono ancora. L’importante è che le persone riescano ad andare avanti, che non siano più dei sopravvissuti, ma che possano, prima o poi, tornare a vivere serenamente».
La prevenzione a scuola
All’inizio nelle scuole è stata dura, «nessuno voleva organizzare incontri con la nostra associazione perché parlare di suicidio ai dirigenti scolastici sembrava destabilizzante. Poi siamo arrivati al Liceo Artistico di Frosinone per parlare delle emozioni, la bellezza della vita, i primi amori». I ragazzi invece volevano parlare proprio di suicidio, dei primi segnali, di depressione e cura. «Negli ultimi quattro-cinque anni hanno iniziato a rivolgersi all’associazione gli studenti. Una volta mi chiamò un ragazzo per parlarmi di due coetanei che si erano tolti la vita e chiedere, come comportarsi con i compagni di classe, come affrontare il dolore dei genitori. Avevano trovato un escamotage: organizzare un incontro durante la riunione di istituto». Due anni fa è uscito il film Il ragazzo dai pantaloni rosa. «Tanti ragazzi delle scuole ci hanno contattati per organizzare incontri nei cinema. E io, che questo film non volevo vederlo, l’ho dovuto invece affrontare un sacco di volte».
Insieme per la vita: istituzioni, servizi sociali, scuole ed enti del Terzo Settore insieme in risposta al disagio
AMA Ceprano è parte del Coordinamento nazionale dei gruppi AMA lutto, del Coordinamento regionale del Lazio e del Tavolo di coordinamento Insieme per la vita, «iniziativa istituzionale attiva dal 2024 promossa dal Distretto Sociale B di Frosinone, con il Comune di Frosinone quale capofila, che unisce istituzioni, servizi sociali, scuole ed enti del Terzo Settore per mappare il territorio e pianificare azioni sinergiche di contrasto al disagio. Ogni anno sul territorio un ricco calendario di iniziative è di supporto nella sensibilizzazione sul tema. Dopo la Giornata della prevenzione del suicidio di settembre, il terzo sabato di novembre ci sarà la Giornata dei sopravvissuti a un suicidio, che «noi celebreremo il 14, presentando un libro sulla rinascita di due mamme che, dopo diversi anni, sono riuscite a tornare a una vita e a un rapporto con gli altri figli sereni».
Immagine di copertina Akhil Nath
