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La scrittura non va in esilio

CHE MONDO SAREBBE SE FOSSIMO TUTTI UGUALI? PER FORTUNA “LA SCRITTURA NON VA ESILIO”

CHE MONDO SAREBBE SE FOSSIMO TUTTI UGUALI? PER FORTUNA “LA SCRITTURA NON VA ESILIO”

Dal concorso del Centro Astalli emerge il volto di un Paese vincente e coraggioso. Ne sono nati una graphic novel e un libro

La scrittura non va in esilio è un progetto del Centro Astalli, che vede protagonisti studenti delle scuole superiori di dieci città italiane. La dodicesima edizione si è conclusa martedì 30 ottobre a Roma, con una grande festa cui hanno partecipato mille studenti.

 

UN PAESE VINCENTE. Il Centro Astalli è la sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati-JRS, da oltre trent’anni è impegnato in numerose attività e servizi con l’obiettivo di contribuire a promuovere una cultura dell’accoglienza e della solidarietà, a partire dalla tutela dei diritti umani.

Come ha spiegato il direttore del Centro P. Camillo Ripamonti, «Lavorare con il mondo della scuola, con i giovani, significa gettare fondamenta solide su cui costruire società inclusive, plurali e democratiche. Investire in cultura, conoscenza e incontro con l’altro è la via migliore per un futuro di pace e in cui l’altro sia sempre da conoscere e accogliere, mai da rifiutare. Nelle tante classi italiane, in cui ogni giorno entriamo con rifugiati e testimoni, c’è il volto di un Paese vincente e coraggioso, consapevole che il mondo è di tutti, nessuno escluso».

 

Padre Ripamonti con Dacia Maraini durante la premiazione de “La scrittura non va in esilio”

L’EVENTO. Il 30 ottobre sono stati premiati i vincitori della dodicesima edizione del concorso letterario La scrittura non va in esilio per le scuole superiori e della IV edizione di Scriviamo a colori per le scuole medie.

Sono stati trattati temi forti ed importanti, che ogni anno catturano l’attenzione di molti studenti  che aderiscono a questa iniziativa. Si sempre parlare di razzismo, in milioni di modi e in diverse sfaccettature, ma dopo tutti questi anni, ha detto Dacia Maraini, testimone dell’esperienza passata in un campo di concentramento insieme alla sua famiglia, «credevamo che il razzismo fosse un ricordo sepolto dalla seconda guerra mondiale, ma dobbiamo ricrederci».

 

La scrittura non va in esilio
Un momento della premiazione del concorso

CHE MONDO NOIOSO SAREBBE. Infatti aumentano sempre più i casi di razzismo, bullismo, ed esclusione, soprattutto all’interno delle scuole, luogo in cui invece dovrebbe esserci la massima educazione ed informazione su questo argomento. Proprio per questo il progetto invita le scuole ad aderire, coinvolgendo in prima persona i ragazzi  perché siano partecipi e protagonisti, in quanto, come Dacia Mariani ha sottolineato, molti di questi giovani non conoscono la storia di tanti fatti razzisti, ed in parte non danno abbastanza importanza a questo problema, sono all’oscuro del suo significato e sottovalutano ciò che esso portare.

Il succo, infatti, sta nello spostare l’attenzione, passando dal dare giudizi sulla diversità a cogliere l’occasione per comprendere cose che non si conoscono. È compito degli adulti, sia nelle scuole che al di fuori di esse, insegnare come gli insulti possano facilmente degenerare in atti razzisti; che siamo tutti uguali nonostante le differenze; che, ed è proprio questo il bello, la diversità che porta all’unità nella diversità e che in questo c’è bellezza e c’è forza. Che mondo noioso sarebbe se fossimo tutti uguali?

 

La scrittura non va in esilio LA GRAPHIC NOVEL E IL LIBRO. Il racconto del vincitore del concorso La scrittura non va in esilio è Filippo Bartolozzi, del Liceo Scientifico “Vito Volterra” di Ciampino (Roma). Il suo racconto “Lo stuntman” è stato disegnato da Mario Biani ed è diventato una graphic novel.

I racconti primi classificati dell’edizione 2017-2018 del concorso sono stati pubblicati in un libro realizzato dalla Fondazione Astalli con il contributo dello Sprar – Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati,  che sarà distribuito gratuitamente a tutte le scuole che partecipano ai progetti del Centro Astalli.

Il testo è scaricabile questo link.

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