
CANCELLAZIONI RUNTS, UN AGGIORNAMENTO DA CSV LAZIO
Informare le associazioni cancellate, analizzare i casi per verificare le ragioni dei mancati adempimenti, proseguire nella preziosa interlocuzione con la Regione per favorire la rapida reiscrizione delle associazioni. Ma anche porsi degli interrogativi su cosa ci può insegnare questa vicenda. Questi i fronti su cui agire. CSV Lazio è mobilitato e a disposizione delle associazioni raggiunte dal provvedimento
20 Gennaio 2026
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In questo momento siamo tutti al lavoro per una rapida soluzione poiché quando vengono cancellate 2600 associazioni dal RUNTS non si tratta più solo di un procedimento amministrativo. La Determina di cancellazione intacca significativamente il panorama e la consistenza del Terzo settore nel Lazio. In breve ci possono essere risvolti sociali, culturali, economici.
Il provvedimento è frutto di un lungo percorso che parte dall’attivazione del RUNTS, nel novembre 2021, alla trasmigrazione delle associazioni che erano iscritte ai Registri regionali delle organizzazioni di volontariato ed a quello delle associazioni di promozione sociale.
Questo percorso ha coinvolto, oltre gli uffici RUNTS della Regione Lazio, il CSV Lazio, il Forum del Terzo Settore e le reti associative laziali. Si è trattato di un accompagnamento delle associazioni ad aderire alle richieste di adeguamento di statuti e predisposizione ed invio di documentazione aggiuntiva rispetto al passato. Un lungo lavoro che ha contribuito in questi anni a popolare il RUNTS del Lazio da circa 7000 enti agli oltre 14 mila censiti a giugno 2025.
Nonostante ciò, il 29 dicembre di quest’anno la Determina dirigenziale di cancellazione ha individuato oltre 2600 enti “che non hanno adempiuto all’obbligo di aggiornamento delle informazioni e di deposito degli atti”.
Il CSV Lazio ha subito iniziato un lavoro su più fronti:
Innanzitutto informare le associazioni cancellate, poiché la pubblicazione sul Bollettino regionale del Lazio non è di per sé sufficiente. Su questo fronte oltre a pubblicare la notizia, abbiamo attivato tutte le sedi del CSV per avviare un contatto diretto con le associazioni rintracciabili da noi per offrire supporto.
In secondo luogo operare un’analisi dei casi per verificare le ragioni dei mancati adempimenti. In questo lavoro abbiamo già compreso che vi sono diverse categorie di inadempienze. Al momento possiamo dire che vi sono un numero consistente di associazioni non più attive e di fatto non interessate all’iscrizione al RUNTS. Vi sono poi altre associazioni attive che hanno avuto diversi livelli di inadempienze e che, in teoria, avrebbero potuto attivarsi per adempiere agli obblighi amministrativi, ma non hanno provveduto. All’interno di questo gruppo ci sono quelli che non hanno aggiornato e inserito lo Statuto nuovo, non hanno inserito i bilanci /rendiconti con i nuovi modelli ministeriali, non hanno inserito l’anagrafica di tutti i componenti degli organi di amministrazione (i Consigli Direttivi). Ma tra questi c’è anche chi non ha fatto anche solo una di queste cose. Infine potrebbero esserci stati errori materiali che hanno coinvolto associazioni con tutta la documentazione in ordine, anche se inserita con ritardo.
Infine interloquire con la Regione per rappresentare la diversificazione delle posizioni e la presenza di possibili errori. Con il Forum del Terzo Settore Lazio abbiamo quindi incontrato gli uffici RUNTS della Regione Lazio, che hanno mostrato attenzione e disponibilità, e richiesto di modulare procedure ad hoc per favorire la rapida reiscrizione delle associazioni. Per molti organismi di piccole dimensioni, centrati sul fare, è assai complicato stare dietro alle scadenze previste nella normativa, come sottolinea anche Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo Settore Lazio APS. «Essendo questa delibera la prima che porta a completamento le procedure di verifica sul diritto a mantenere l’iscrizione al RUNTS, sarebbe opportuno trovare una soluzione politica – oltre che tecnica – per recuperare la cancellazione di associazioni che, pur essendo in regola, hanno commesso errori o ritardi nella consegna della documentazione. Questo comporterebbe, infatti, l’interruzione o il rallentamento delle attività, con conseguenze importanti sulle comunità locali che dalle loro attività sono sostenute. Sappiamo, inoltre, di bandi ed avvisi in scadenza ai quali, essendo in questo modo venuti a mancare i requisiti richiesti, viene preclusa la partecipazione con evidenti ricadute sulle comunità. Abbiamo visto il Terzo Settore offrire risposte durante la pandemia da Covid, durante il Giubileo, nell’accoglienza delle persone in fuga dalle guerre, alle famiglie sotto sfratto, nelle corsie ospedaliere. Anche quando le risorse destinate al welfare diminuivano. Ora tecnica e politica dovrebbero lavorare insieme per trovare una soluzione. Anche il Forum Terzo Settore Lazio resta a disposizione delle sue reti associative regionali».
Il CSV Lazio si sta ponendo alcuni interrogativi su cosa ci può insegnare questa vicenda. Intanto potrebbe dire che le richieste di documentazione sono sovrabbondanti:
- modifiche obbligatorie degli statuti e specifici verbali (registrati a pagamento se non ODV) all’Agenzia delle entrate,
- modalità di rendicontazione annuali e di specifiche azioni (rendiconto separato 5 X mille; rendiconto separato raccolta fondi),
- nuove procedure amministrative digitalizzate,
- dotazione di PEC e firma digitale.
Questi adempimenti possono aver spiazzato molti enti di piccole e medie dimensioni? Possiamo, alla luce dell’esperienza, supporre che non tutte le procedure siano semplici, snelle e soprattutto indispensabili?
Interrogativi che riguardano l’intero quadro normativo nazionale che dal Codice arriva fino alle modalità di iscrizione al RUNTS: procedure e regole che a volte sono risultate complicate e anche con un costo aggiuntivo, come è il caso della dotazione della firma digitale.
In conclusione, il nostro atteggiamento e la nostra preoccupazione sono di non coinvolgere associazioni, attive ed utili nei territori, in un provvedimento amministrativo che dovrebbe puntare prevalentemente a cancellare gli enti che non sono più attivi, per arrivare ad un elenco veritiero delle associazioni operanti nei territori delle Regione Lazio.
Per scongiurare questi rischi tutta la struttura organizzativa del CSV Lazio è mobilitata ed a disposizione di tutte le associazioni raggiunte dal provvedimento di cancellazione per:
- verificare la propria situazione;
- valutare la possibilità di avviare un percorso di nuova iscrizione al RUNTS – percorso considerato utile e prioritario – o qualunque altra iniziativa utile, ove ne sussistano l’interesse e le condizioni.
A tal fine invitiamo tutti gli enti a mettersi in contatto con la Casa del volontariato del territorio di pertinenza.







