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ALCOLISMO: IN ITALIA E IN AFRICA UNA CAMPAGNA PER PREVENIRLO

ALCOLISMO: IN ITALIA E IN AFRICA UNA CAMPAGNA PER PREVENIRLO

In Italia 1 adolescente su 5 è a rischio alcolismo. In Africa il fenomeno ha conseguenze gravi. La campagna AlcolOltre fa prevenzione puntando sul fare rete

C’è chi beve per noia o per non sentire la fame, chi  per sopravvivere oppure per dimenticare i problemi, c’è anche chi beve per trasgredire o per sballarsi. L’uso eccessivo di alcol è un disturbo che va dallo stato di ebbrezza alcolica all’etilismo, caratterizzato da molteplici sintomi e danni che interessano il sistema nervoso centrale e periferico, fegato, pancreas ed esofago, e che può portare anche alla morte. Europa ed Africa sono due continenti accomunati da questa schiavitù: l’uso eccessivo e disordinato di alcol, che colpisce trasversalmente qualsiasi fascia di età, ma per i giovani può rappresentare l’inizio di un degrado profondo che può condurre all’alcolismo; l’ingresso in un labirinto in cui diventa difficile districarsi.

Come risposta al problema prende avvio la Campagna AlcolOltre al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’abuso di alcol fra i giovani e contribuire alla prevenzione dell’alcolismo incentivando percorsi virtuosi alla ricerca di un futuro aperto alla speranza che accomuna gli uomini di ogni continente.

Dipendenze e rischi della rete tra i più giovani

Guardando la società attuale, l’immagine che più facilmente viene associata è quella del network o come si dice in italiano, della rete.

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Il ricorso ad alcol e stupefacenti coinvoge oggi milioni di adolescenti e giovani

La rete rimanda all’idea di interconnessioni, di apertura a molteplici contatti e amicizie, ma può anche evocare la rete da pesca, che intrappola i pesci privandoli della libertà. Internet, il web e gli altri spazi di incontro virtuali hanno rivoluzionato il pianeta, rendendo tutto apparentemente possibile e imitabile, con minor capacità critica e giudizio di valore. I giovani sono tra i più influenzati, spinti a superare ogni limite senza avvertire il pericolo.

La vita dei giovani di oggi è quindi, per alcuni aspetti, più semplice, molte più informazioni sono accessibili e molti collegamenti sono possibili ma di fronte a difficoltà percepite come insormontabili, il rischio di aggrapparsi a dipendenze diventa concreto. Capita quindi, che un giovane, inserito in una rete simbolo di libertà, si trovi invece intrappolato in una rete completamente diversa, con l’illusione di superare in tal modo le difficoltà o per lo meno di evaderle momentaneamente. Il ricorso all’alcol e a sostanze stupefacenti, vede quindi oggi, coinvolti milioni di adolescenti e giovani che annegano le loro speranze in forme di dipendenza.

I giovani e l’alcol: qualche dato

Se consultiamo infatti i dati 2014 dell’Osservatorio Nazionale Alcol – Centro OMS per la Ricerca sull’Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità – troviamo che nella fascia di età compresa fra 11 e 17 anni il 21,5% dei ragazzi (1 su 5) e il 17,3 delle ragazze (1 su 6) sono consumatori a rischio.

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Ciò che contraddistingue l’alcolismo è la perdita definitiva del controllo del proprio bere

L’alcol è una tra le più importanti cause di morte (il 15% circa) per i giovani maschi di età compresa tra i 15 e i 29 anni. I Pronto Soccorso degli ospedali soprattutto delle grandi città accolgono ogni weekend ragazzi sotto i 18 anni ubriachi, spesso in stato di coma etilico. Se la fascia più a rischio alcolismo è quella tra i 16 e i 17 anni, sono fortemente coinvolti anche i più piccoli e i più grandi.

Alcuni poi col tempo diventano alcoldipendenti. La dipendenza da alcol è una patologia cronica, ad andamento progressivo, con tendenza alla recidiva (ossia alla ricaduta alcolica dopo un periodo più o meno lungo di astinenza). Non necessariamente il soggetto dipendente beve tutti i giorni o assume grandi quantità di bevande alcoliche; ciò che contraddistingue l’alcoldipendenza è la perdita definitiva del controllo del proprio bere.

La campagna AlcolOltre: una cultura per la vita

La campagna AlcolOltre, nasce allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, in Italia e in Africa, sull’abuso di alcol e contribuire alla prevenzione del consumo eccessivo di alcolici specie tra i giovani, attraverso azioni concrete di conoscenza, prevenzione e solidarietà.

L’ impegno è quello di promuovere una serie di iniziative a favore di una cultura per la vita. La campagna vuole presentare storie di uomini, donne e ragazzi vittime dell’alcol, così come quelle di persone che invece hanno vinto la dipendenza .L’idea è che facendo davvero rete, e facendo rete nel modo giusto, si possa raggiungere un cambiamento in Italia come nelle nazioni africane.

La campagna beneficia del supporto di un Comitato etico scientifico che si fa garante e promotore di iniziative di sensibilizzazione, informazione, formazione e progetti di solidarietà in Italia e Africa e di un Comitato organizzativo, cui spetta il compito di definire le linee guida e avviare le progettualità relative alla campagna. Il comitato organizzativo lavora in stretta sinergia con l’associazione Impegnarsi Serve Onlus – che ,oltre ad aderire alla campagna, mette a disposizione alcuni suoi membri – e con i Missionari della Consolata in Swaziland (Manzini), Kenya (Mujwa) e Repubblica Democratica del Congo (Neisu), interlocutori diretti per la realizzazione dei progetti in Africa.

 Alcolismo: scuola e teatro strumenti di prevenzione

AlcolOltre, per sensibilizzare ed educare i giovani, ha pensato ad un progetto scolastico, rivolto alle scuole secondarie, che ha come obiettivo far conoscere i problemi causati dall’alcol, far riconoscere i comportamenti che possono indurre all’alcolismo e offrire strumenti finalizzati ad una scelta consapevole per il raggiungimento della vera libertà.

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il Teatro Live dà anche sostegno ai genitori nell’affrontare il problema con i propri figli. Immagine di Indi Samarajiva

L’approccio al tema è quello interdisciplinare tipico dell’associazione Impegnarsi Serve e il gruppo di lavoro è multidisciplinare, composto da professionisti, esperti e professori.

Il progetto Teatro Live prevede invece, di rappresentare i due mondi: l’Italia e l’Africa attraverso alcune figure narranti, che raccontano storie di dipendenza dall’alcol o di liberazione. Lo scopo di questo teatro è quello di creare un impatto emotivo per coinvolgere i giovani spettatori e stimolarli ad un confronto con esperti che offriranno loro risposte personalizzate e strumenti di conoscenza. Il tutto è arricchito da suoni e immagini, che aiuteranno a fare il passaggio da un’atmosfera conosciuta come quella italiana ad una meno nota, quella africana. La proposta del Teatro Live prevede una versione rivisitata anche per gruppi di genitori, spesso alla ricerca di risposte su come affrontare il problema con i propri figli adolescenti.

La campagna, comprende poi convegni in tutta Italia, con il contributo di esperti, medici, psicologi, missionari ed educatori, che tratteranno la realtà del consumo di alcol in Italia e in Africa e le relative conseguenze, e che saranno inoltre di aiuto per trovare le risposte alternative a favore di una cultura della vita.

La campagna contro l’alcolismo in Africa

Swaziland, Kenya e Repubblica Democratica del Congo sono i tre Stati da cui prenderanno l’avvio i progetti della campagna AlcolOltre.

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In Africa povertà e mancanza di prospettive future hanno conseguenze pesanti sull’alcolismo. Immagine di Stuart Richards

Qui operano i Missionari della Consolata che assistono, spesso impotenti, alle conseguenze dell’alcolismo. Il fenomeno è ampiamente diffuso nelle periferie delle grandi città, dove si concentrano masse di persone sradicate dai loro contesti familiari e culturali, ma dilaga anche nei villaggi a causa di povertà e mancanza di prospettive, specie tra i giovani. La campagna sostiene diverse tipologie di progetti. La raccolta di dati statistici sulla diffusione dell’alcolismo consentirà di individuare le fasce a maggior rischio per una più precisa focalizzazione degli interventi di prevenzione e/o recupero. Seguiranno poi progetti di taglio preventivo e sociale. I primi punteranno alla sensibilizzazione dei giovani, fornendo una corretta informazione sugli effetti dell’alcol, anche per le giovani future mamme. I secondi avranno lo scopo di offrire una opportunità di reinserimento sociale attraverso occasioni di formazione professionale. Verranno infine sostenuti progetti di carattere sanitario: la formazione di personale per la gestione di gruppi terapeutici secondo il metodo Hudolin e la formazione di personale medico per l’applicazione del metodo Acudetox, basato sull’inibizione del piacere da alcol mediante agopuntura.

 

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Andrea Lastella
Andrea Lastella

Laureato in Scienze della Comunicazione, attualmente impegnato nell’Area Comunicazione di Spes – Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio

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