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Roma e non rom

ROM. LA CAMPAGNA CROWFUNDING PER CREARE UNO SCAFFALE INTERCULTURALE

ROM. LA CAMPAGNA CROWFUNDING PER CREARE UNO SCAFFALE INTERCULTURALE

Si chiama +LIL PIÙ LIBRI IN LIBERTÀ e l'ha lanciata il Movimento Rom e Non Rom: Insieme Si Può, per creare conoscenza e dialogo

Una raccolta fondi per finanziare uno “scaffale interculturale”. L’iniziativa si chiama +LIL PIÙ LIBRI IN LIBERTÀ e fa parte del progetto Movimento Rom e Non Rom: insieme si può.  Per contribuire, basta andare sulla piattaforma di crowfunding Produzioni dal basso.

 

PERCHÈ LO SCAFFALE. Nella presentazione della raccolta fondi, si legge che «In tutta Europa e soprattutto in Italia sono in aumento varie forme di razzismo, tra cui l’antiziganismo che letteralmente indica l’odio/pregiudizio razziale verso i popoli rom». In realtà il mondo, e soprattutto l’Europa, sono stati sempre teatro di movimenti migratori e la storia dei Rom ci può ricordare anche la nostra, con le varie ondate di movimento di italiani verso l’estero.

Rom e non romNel sito si legge che la creazione dello scaffale interculturale ha un duplice obiettivo:

  1. è finalizzato all’apprendimento della storia e delle culture rom, alle visioni che di esse hanno scrittori e  artisti e all’approfondimento di tematiche di attualità. La particolare attenzione dedicata alla scelta di testi e materiali vuole contribuire a fornire, attraverso la lettura, un’opportunità di scambio e di reciproco arricchimento tra culture;
  2. è finalizzato alla raccolta di video-interviste, tipo storie di vita, che ancora non sono state scritte, ma che possono diventare patrimonio collettivo, attraverso l’incontro e una scrittura partecipata. L’obiettivo è quello di scrivere per non dimenticare, trattenere e mettere in evidenza le relazioni tra mondo rom e mondo gagè.

La raccolta fondi è dunque destinata ad avviare l’allestimento di uno scaffale nelle città aderenti al progetto attraverso l’acquisto di 12 testi (con vari approcci narrativi e disciplinari) e il il finanziamento di 12 video – interviste (da fare ad informatori privilegiati,quali testimoni sopravvissuti all’olocausto o persone anziane, portatori di memorie a rischio).

 

LA STORIA DI LIDIA. Esprime bene il problema dell’integrazione Lidija, che (nel video pubblicato più sotto) racconta: «Da piccola era tutto bello, vedevo un campo, non sapevo cosa significava un campo, c’erano rumeni, croati, serbi e turchi, tutti eravamo sul terreno. C’era rispetto, non era odio, le persone erano accoglienti e si aiutavano tra di loro. Un parroco ci aiutava a scrivere perché non c’era la scuola, a Roma non sono andata a scuola, i miei figli sì,  il parroco ci portava in una sala, ci aiutava a scrivere e a leggere, io leggevo sempre al contrario perché leggevo in lingua mia, il serbo e non l’italiano, e quando leggevo tutti ridevano perché non sapevo leggere. Certe volte ti si apre la tazza certe volte no (n.d. si occupa di caffeomanzia). Il cavallo significa che tutto quello che cominci a fare ti si realizza, la gallina per esempio significa che avrai un litigio grande in casa, se si vedono le gocce sono lacrime, la strada aperta significa che parti, c’è sempre qualcosa nella tazzina, tante cose positive e non positive. Io non sono più cittadina serba, io da tanti anni che sono Italia, io sono italiana, i miei figli dicono non siamo serbi ma italiani. Non c’è differenza perché già che stiamo tutti insieme tutti siamo persone che hanno bisogno  e ci dobbiamo volere bene perché se stavamo,  io preferivo di stare a casa mia in Serbia che in un campo te lo assicuro.»

 

IL PROGETTO. Il progetto Rom e non Rom Insieme si Può ha l’obiettivo di rendere più efficaci le azioni che vengono messe in campo per il’integrazione dei Rom, sensibilizzare le organizzazioni della società civile, costruire una rete permanente di operatori sociali. È finanziato dall’UNAR (Ufficio Antidiscriminazioni razziali, Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Si svolge in quattro città italiane: Roma, Torino, Isernia e Pavia e vede come capofila l’associazione Romni onlus.

 

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Daniele Gabrieli
Daniele Gabrieli

Interessato al mondo della comunicazione e del sociale, iscritto al corso di laurea triennale, Scienza della Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Le mie più grandi passioni sono lo sport, soprattutto il calcio, le nuove tecnologie e la musica. La mia frase di rito è: “La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.” (Jim Morrison)

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