AIUTI TERREMOTO: L’EMERGENZA DURERÀ A LUNGO

Grande solidarietà da tutta Italia. Molti donano il sangue, raccolgono beni e fondi. Necessario aspettare indicazioni della Protezione Civile

di Christian Cibba

L’Italia solidale ha risposto con forza al disastro del terremoto cercando di inviare aiuti attraverso iniziative di associazioni piccole e grandi o di enti pubblici. Dopo oltre trentasei ore dalla scossa che ha lasciato sotto le macerie centinaia di persone (l’ultimo bilancio, provvisorio, parla di 241 morti e ancora un numero imprecisato di dispersi) cerchiamo di tracciare un quadro della situazione, delle iniziative attive e delle necessità imminenti e future.

Migliaia sono stati i volontari e gli operatori mobilitati dalle associazioni, dalle forze dell’ordine e dai Comuni di tutta Italia, che hanno permesso di estrarre vive dalle macerie molte persone e di prestare i primi soccorsi ai feriti e agli sfollati. Per la notte di ieri sono stati allestiti diversi campi e forniti pasti caldi a centinaia di persone, anche se molti hanno dormito nelle auto o hanno trovato alloggio presso amici e parenti lontani dalle zone più colpite.

donare sangue terremotoLa corsa alla solidarietà è stata immediata con associazioni e singoli cittadini si sono attivati per poter portare il proprio aiuto. L’appello per le donazioni di sangue ha portato a un affollamento degli ospedali e dei centri Avis, con alcune persone invitate a tornare un altro giorno per l’impossibilità di raccogliere le donazioni di tutti. «Nella giornata di ieri hanno donato mille persone nella sola Regione Lazio e altrettante ne sono previste per oggi», ci ha detto il presidente dell’Avis Regionale Fulvio Vicerè, che invita «a non andare a donare oggi ma di farlo in modo scaglionato la prossima settimana». Non uno stop alle donazioni ma un appello a non dimenticare e a dare il proprio aiuto anche nei prossimi giorni, settimane e mesi.

Stesso discorso per quanto riguarda la raccolta di fondi e di beni. Soldi ne serviranno, e tanti, per la ricostruzione. Il Consiglio dei Ministri si riunirà già oggi per dichiarare lo stato d’emergenza e  per l’erogazione dei 234 milioni del Fondo per le emergenze nazionali, ma anche il mondo del no profit ha cominciato le sue campagne. La Protezione Civile ha attivato il numero 45500 per donare tramite chiamata o sms, decine di altre campagne sono state lanciate da Croce Rossa, Caritas, Cei, Anci, Arci e tanti altri enti, partiti e associazioni.

Anche per quanto riguarda la raccolta di beni di prima necessità la mobilitazione è stata immediata e massiva. Nella Capitale, dopo iniziative di moltissime associazioni, si sono creati dei punti di raccolta unici per ogni municipio, dove le donazioni (vestiti e coperte nuovi, generi alimentari non deperibili, beni per l’igiene personale ecc.) vengono stoccate per poi organizzare una colonna che invii gli aiuti a seconda delle esigenze.

Gli operatori sul territorio segnalano però la necessità di aspettare e di coordinare gli aiuti in base alle segnalazioni della Protezione civile. Non è ancora chiaro quanti siano gli sfollati e dove alloggeranno nel breve e medio termine, bisognerà quindi aspettare di avere un quadro chiaro con l’analisi degli effettivi bisogni.

aiuti terremotoL’importanza del coordinamento da parte della Protezione Civile e di una effettiva analisi dei bisogni ce l’ha confermata anche Andrea Costa, Presidente dell’Auser nazionale, da subito in stretta collaborazione con la Protezione Civile soprattutto per l’assistenza agli anziani, la cui percentuale nei paesi colpiti dal sisma è molto elevata. «Gli anziani sono particolarmente fragili e bisogna riservargli un’attenzione particolare anche nel ridargli una sistemazione transitoria. Non vanno disgregate le famiglie, bisogna fornire servizi per cose che a noi possono sembrare banali, come un servizio di mobilità sociale, aiutarli se vogliono andare a vedere cosa è rimasto della propria casa o del proprio orto è importante, perché nella fragilità di questi momenti ci si attacca a tutto».

Anche Save The Children si è messa da subito a disposizione della Protezione Civile per dare supporto ai bambini. «Il nostro obiettivo è quello di creare uno spazio sicuro dove bambini e ragazzi, con educatori appositamente formati, possano sentirsi protetti e ricevere supporto fin dai momenti immediatamente successivi a questo tragico evento» ha detto Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.

Ai molti cittadini che stanno chiedendo di poter aiutare come volontari consigliamo di contattare le associazioni della Protezione Civile del territorio o del Comune di residenza, per capire se e come si può aiutare. Di grande importanza sarà mantenersi informati e dare il proprio supporto anche nelle prossime settimane poiché l’emergenza non finisce oggi. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si avrà un quadro più chiaro dei bisogni e si spera che l’Italia solidale che stiamo apprezzando in queste ore continui a farsi trovare pronta.

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