AUTISMO. MILO, UNA STORIA PER SPIEGARLO AI PIÙ PICCOLI

Un libro per bambini che affronta il tema dell’autismo con delicatezza e chiarezza: “Milo. Storia di un bambino come tutti gli altri” di Paquito Catanzaro invita a scoprire la neurodivergenza senza paura né retorica. Il libro è stampato con il carattere EasyReading, ad alta leggibilità e adatto anche ai lettori con dislessia

di Valentina Caldara

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Si può davvero parlare di autismo ai bambini? E, se sì, come farlo senza semplificare troppo, ma anche senza ferire, spaventare o creare distanza? È una sfida educativa delicata, che richiede parole giuste, sguardi umili e onesti e, soprattutto, grande sensibilità.
A raccogliere questa sfida è Paquito Catanzaro con Milo. Storia di un bambino come tutti gli altri, pubblicato da Fioranna e impreziosito dalle illustrazioni di Lisa Molinaro. Il libro si rivolge a un pubblico di bambini dai 5 anni in su e affronta il tema della neurodivergenza con misura e intelligenza, evitando sia il pietismo sia la retorica dell’“eccezionalità”. Al centro del racconto non c’è solo ciò che rende Milo unico, ma anche, e forse soprattutto, ciò che lo rende uguale agli altri bambini.
Per farlo, Catanzaro sceglie un punto di vista privilegiato: quello di un compagno di classe di Milo. Uno sguardo libero da sovrastrutture e pregiudizi adulti. È proprio il piccolo narratore a raccontarci che qualcuno considera Milo “diverso”, anche se ha «due occhi, due mani, un solo naso e tanti capelli», esattamente come tutti gli altri. Certo, Milo a volte «urla e non riesce a stare fermo», il suo gioco preferito è «saltare a piedi uniti» e, prima di tornare a casa, rimette sempre in ordine il banco, ma sempre nello stesso modo. Ha anche una maestra “tutta sua”, che lo aiuta quando ne ha bisogno.

Un mondo raccontato attraverso un linguaggio universale del gioco

Per meglio comprendere quei comportamenti, il bambino decide di fare la cosa più semplice e più naturale: chiedere spiegazioni alla mamma. È qui che il racconto trova uno dei suoi passaggi più riusciti. Con dolcezza e chiarezza, la madre non evita la parola “autismo”, ma la restituisce al suo significato umano: non una malattia, non un “dono che ricevi a Natale”, bensì «un modo diverso di vivere la vita».
Da questo momento in poi, insieme al giovane io narrante, anche i lettori entrano in un mondo in cui si salta a piedi uniti «per raggiungere il cielo», e si grida per scacciare un drago cattivo e difendere il proprio castello. Un mondo raccontato attraverso un linguaggio universale, quello del gioco. Perché nel gioco i bambini sono tutti uguali: è la fantasia a fare la differenza. E allora anche Milo può sdraiarsi accanto al suo amico e provare a immaginare a cosa assomigliano le nuvole.
Il dubbio iniziale, così, si scioglie da sé: parlare di autismo ai bambini non solo è possibile, ma è fondamentale. Spesso sono proprio le esitazioni, i silenzi o le spiegazioni evasive degli adulti a creare distanza e incomprensione. Al contrario, un approccio diretto e concreto, quello tipico dei bambini, si rivela essere più semplice, ma anche più efficace, e il gioco diventa lo spazio democratico in cui le differenze smettono di essere un ostacolo e si trasformano in una ricchezza condivisa.
Milo. Storia di un bambino come tutti gli altri si conferma così uno strumento prezioso per avvicinare i più piccoli al tema della neurodivergenza, fin dalla tenera età, senza rinunciare a valori fondamentali come l’amicizia, l’empatia e l’inclusione. Un’inclusione che passa anche dalle scelte editoriali: il libro è infatti stampato con il carattere ad alta leggibilità EasyReading, rendendo la lettura “dyslexia friendly” e davvero accessibile a tutti. Perché le storie, proprio come il gioco, funzionano meglio quando nessuno resta escluso.

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Milo. Storia di un bambino come tutti agli altriPaquito Catanzaro

Milo. Storia di un bambino come tutti gli altri

Edizioni Fioranna, 2025

32 pagine, 12 euro

 

AUTISMO. MILO, UNA STORIA PER SPIEGARLO AI PIÙ PICCOLI

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