
PARTE LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA: 44 PAESI UNITI NELLA SOLIDARIETÀ PER GAZA
La partenza principale oggi 31 agosto da Barcellona, in Italia da Genova e da altri porti del Mediterraneo. Una seconda flotta partirà il 4 settembre da Tunisi e dalla Sicilia. La Global Sumud Flotilla unisce 44 paesi in un duplice obiettivo: rompere il blocco navale su Gaza, ma anche dare a tutto il mondo un messaggio di resistenza nonviolenta
31 Agosto 2025
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Una “Dunkirk al contrario”. Da qualche mese, con riferimento alla famosa operazione di salvataggio via mare del 1940, si auspicava una spedizione internazionale di navi che facesse rotta verso Gaza, per portare aiuti umanitari e rompere l’assedio imposto dallo Stato di Israele, attraverso il quale sta provocando una carestia che rischia di sterminare l’intera popolazione della Striscia di Gaza. Quell’operazione adesso è una realtà. Si chiama Global Sumud Flotilla ed è la più grande iniziativa indipendente mai avviata finora per cercare di portare aiuti umanitari ai civili della Striscia di Gaza e rompere l’assedio navale che Israele ha imposto sulla Striscia. La Flotilla è composta da decine di barche con a bordo delegazioni di attivisti e professionisti da 44 paesi del mondo. Dopo settimane di preparativi, ormai finalmente ci siamo: la partenza principale è per oggi, 31 agosto, da Barcellona, mentre una seconda partenza avverrà da Tunisi il 4 settembre. Una serie di imbarcazioni partono anche da altri porti del Mediterraneo. In Italia, dopo la partenza da Genova di oggi, 31 agosto, una seconda flotta salperà dalla Sicilia il 4 settembre. Chi è stato a Genova, ieri, racconta di una mobilitazione che ha del commovente, e che non si vedeva dai giorni del G8: intorno al porto del capoluogo ligure si sono riunite 40mila, forse 50mila persone.

Tante piccole imbarcazioni con tonnellate di aiuti umanitari
Ma che cos’è la Global Sumud Flotilla? È una flotta formata da tante piccole imbarcazioni da diporto, spesso a vela, coordinate da una rete globale di movimenti e associazioni. Queste imbarcazioni portano con sé tonnellate di aiuti umanitari, raccolti grazie a oltre 2 milioni di euro donati da circa 30mila persone. L’iniziativa mira a rompere il blocco navale e l’assedio su Gaza, ma anche a mandare a tutto il mondo un messaggio di dignità e resistenza nonviolenta. Si tratta, insomma, di portare un aiuto concreto e, allo stesso tempo, di fare un’azione politica: si veleggia verso Gaza per fare luce sul genocidio, per smuovere le coscienze, l’opinione pubblica, per fare pressione sui governi in attesa che, finalmente, si muovano in modo concreto. Il nome “Sumud”, in questo senso, dice tutto: è una parola che racchiude il concetto arabo di perseveranza, resilienza e determinazione.
Global Sumud Flotilla: aiuti da 44 Paesi
All’iniziativa Global Sumud Flotilla aderiscono delegazioni di 44 Paesi, tra cui ci sono Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Malesia, Sri Lanka, Turchia, Australia, Nuova Zelanda e Quwait. Intorno alla missione c’è un enorme mobilitazione, un grande senso di speranza, la voglia e il bisogno di cambiare le cose. C’è, ovviamente, anche timore e un senso di incertezza. La missione di Global Sumud Flotilla segue l’esperienza della Freedom Flotilla, l’imbarcazione che a bordo aveva la nota attivista Greta Thunberg, e della Global March To Gaza, che intendeva aprire un corridoio umanitario via terra. Operazioni che, purtroppo, non sono andate a buon fine per le cause che sappiamo. Questa volta parliamo di una vera flotta e non di una sola nave, di una mobilitazione enorme. E allora ci chiediamo: stavolta può andare in modo diverso? Come reagirà la marina israeliana?
Gaza: una carestia gravissima
Da Genova l’attenzione verso la Palestina è arrivata anche a Venezia. Ieri più di 10mila persone hanno preso le strade del Lido di Venezia, puntando i riflettori della Mostra del Cinema sul genocidio in atto in Palestina. Il corteo ha attraversato i luoghi principali dell’isola partendo da Santa Maria Elisabetta, e ha raggiunto la Mostra del Cinema, dove il corteo ha fatto sentire la voce della Palestina fino a dentro il Palazzo del Cinema. Più di 250 le realtà che hanno aderito all’appello della manifestazione, a cui si sono aggiunte 450 firme dal mondo del cinema e da dentro la Mostra stessa. Il corteo ha anche espresso solidarietà alla Global Sumud Flotilla. Il movimento che si sta stringendo intorno alla Palestina, insomma, è sempre più ampio.
Il bisogno di aiuti concreti è sempre più urgente. Un’analisi dell’Integrated Food Security Phase Classification, pubblicata il 22 agosto 2025, ha ufficialmente confermato la carestia per la prima volta nella Striscia di Gaza, con oltre mezzo milione di persone intrappolate in una situazione di fame diffusa, indigenza e morti prevenibili. Si prevede che le condizioni di carestia si estenderanno dalla provincia di Gaza a Deir Al Balah e Khan Younis. Entro la fine di settembre, più di 640mila persone affronteranno livelli catastrofici di insicurezza alimentare in tutta la Striscia di Gaza. Altri 1,14 milioni di persone si troveranno in condizioni di emergenza e 396mila in condizioni di crisi. il numero delle famiglie in una situazione di fame molto grave è raddoppiato in quelle terre rispetto al mese maggio, ed è più che triplicato a Gaza City. Oltre una persona su tre, cioè il 39%, trascorre anche giorni senza mangiare. E, come vi avevamo raccontato in un’intervista con una delle Ong che lavorano sul posto, gli adulti saltano regolarmente i pasti per nutrire i propri figli. È proprio la situazione dei bambini a Gaza che si sta aggravando in modo preoccupante. A luglio, più di 12mila bambini sono stati trovati gravemente malnutriti. Quasi un quarto di questi bambini presentava una malnutrizione acuta grave, la forma più letale. Dallo scorso maggio, il numero di bambini a grave rischio di morte per malnutrizione entro la fine di giugno 2026 è triplicato, passando da 14.100 a 43.400. Anche per le donne incinte e che allattano, i casi stimati di malnutrizione pericolosa sono triplicati a 55.000 entro metà 2026, con un quinto dei neonati che nascono prematuri o sottopeso. Per questo è importante agire immediatamente.
Le immagini sono tratte dalla pagina FB di Assopace Palestina, associazione storicamente promotrice di progetti politici e culturali volti alla realizzazione del disarmo e alla soluzione dei conflitti esistenti nel mondo.
