IL MANIFESTO DELLE NUOVE GENERAZIONI: LA SFIDA DEI GIOVANI AI CANDIDATI

Sei spunti di riflessione per far "ripartire" Roma nel documento dei giovani di varie parti della città. Un'iniziativa del Borgo Ragazzi Don Bosco

di Ermanno Giuca

Sei proposte concrete per rigenerare Roma partendo dai bisogni dei più giovani. A presentare e sottoscrivere il “Manifesto delle nuove generazioni” sono stati 500 ragazze e ragazzi residenti nel territorio romano e di diversa estrazione sociale che, punto dopo punto, hanno voluto esprimere riflessioni serie sul futuro di questa città.

Presso l’opera salesiana del Borgo Ragazzi Don Bosco, una delle più grandi realtà formative e aggregative per i giovani del quartiere prenestino, il Manifesto è stato consegnato formalmente ai candidati sindaco, in corsa per la nuova giunta capitolina. Come sognano Roma i ragazzi? Tutto è partito da questa domanda e dalle storie (non sempre facili) di ciascuno di questi giovani, inevitabilmente connesse con le loro strade e piazze.

Le richieste delle nuove generazioni

«Serve una nuova idea di città, dove ogni giovane, dal laureato a chi non ha potuto studiare, sia considerato come una risorsa, non un problema», si legge nel primo punto, insieme ad un esplicito invito ad investire sui talenti senza lasciare indietro i più vulnerabili. Davanti ad un precariato giovanile dilagante occorre anzitutto partire da una «scuola al passo coi tempi che prepari alla vita e ad essere cittadini consapevoli, condannando ogni tipo di disuguaglianza».

nuove generazioni
Roma. Un momento della presentazione del Manifesto delle nuove generazioni al Borgo Ragazzi don Bosco.

Terminata la scuola, però, è essenziale «rafforzare le misure volte a favorire l’inserimento lavorativo garante formazione gratuita e accessibile a tutti».

Dal palco del Borgo Ragazzi Don Bosco risuonano diverse provocazioni: «a Roma non è scontato vivere liberamente la propria età. Non è scontato camminare senza aver paura di girare l’angolo, senza attendere per ore un mezzo pubblico, senza scoraggiarsi davanti ad alcune periferie sempre più distanti dal centro».  Un appello speciale è poi rivolto alle Istituzioni: «siamo uomini e donne come voi», si legge nel punto quattro del Manifesto. «Fateci capire come funziona, mostrateci i problemi della nostra città. Siamo pronti a fare la nostra parte».

E ancora, incentivare la cura del verde, investire su uno sport accessibile e gratuito per tutti, promuovere l’arte e la conoscenza del bello, prevedere spazi rivolti alla socialità. «Voi adulti ci trattate come statistiche, ma siamo cittadini come voi, pronti ad attivarci per cambiare le cose».

La vecchia politica e le nuove speranze

È un manifesto che raccoglie desideri, speranze e sogni per Roma, ma che secondo monsignor Benoni Ambarus, vicario ausiliare di Roma, rischia di restare sulla carta, se a ciascun ragazzo o ragazza non viene garantito un posto. «Tutti noi adulti siamo alla ricerca di un posto, ma ai giovani comunichiamo l’opposto: diciamo spesso “per te non c’è posto”, “non avrai mai la pensione”, “andrà sempre peggio”. Attraverso questo Manifesto oggi ci stanno dimostrando che non vogliono rinunciare a cercare un posto nella loro vita. La loro è una richiesta seria di ascolto».

C’è un po’ di sconforto nei volti degli studenti presenti all’evento quando a prendere parola sono alcuni dei candidati al Campidoglio. Uno di loro promette «più cultura e biblioteche per i ragazzi», ammesso che prima di inaugurarle, ristrutturi scuole e palestre sempre più fatiscenti. Un altro, invece, consiglia loro di appellarsi al «Vangelo e alla Carta Costituzionale, come patrimonio valoriale di tutti», facendo leva su vecchi patriottismi, superati dalle tante esperienze di convivenza multiculturale e multireligiosa sperimentate anche all’interno della stessa opera dei Salesiani.

Al di là della vecchia retorica politica, a darci un segno di speranza è il coraggio delle tante ragazze e ragazzi che hanno dato vita a questo Manifesto: nonostante le loro storie complesse e cariche di difficoltà, oggi hanno deciso di non fermarsi e di mettersi in gioco concretizzando le loro priorità in sei punti. Il futuri sindaci imparino.

Il testo del manifesto si trova qui.

 

 

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