IN RICORDO DI CLAUDIO GRAZIANO

Un ricordo confabulato con Giulio Russo di quell’uomo stropicciato, connettivo, attento che per noi è stato “di più”. Più che un amico, più che uno sprone, più che un compagno di idealità e lotte

di Claudio Tosi

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Per scrivere questo ricordo ho confabulato con Giulio. E’ grazie a lui, a Giulio Russo fondatore e presidente del CESV che ho conosciuto (l’altro) Claudietto, quell’uomo stropicciato, connettivo, attento che, ci siamo detti con Giulio, per noi è stato “di più”, più che un amico, più che uno sprone, più che un compagno di idealità e lotte. Claudio è stato trascinante, uno di quelli con cui condividi analisi politiche, parti per avventure nuove, ti batti per diritti essenziali per persone ai margini dei circuiti garantiti dalla società. Con Claudio hanno lavorato tante delle associazioni che hanno fatto la storia del Centro di servizi di volontariato del Lazio. Gli striscioni, i cortei, i sit-in, le assemblee e gli incontri con la politica condivisi con Claudio partivano sempre da un senso di urgenza. Quell’urgenza del rispondere al bisogno che una volta padre Giovanni del Centro Astalli sintetizzò dicendo: “Voi cercate pure la regola per finanziare questo progetto, io intanto devo trovare il modo di dare da mangiare a queste persone stasera.”

Ecco, anche per Claudio era quello lo scontro con la politica, quello dell’insopportabile ritardo fra la consapevolezza del bisogno e l’individuazione della soluzione pubblica. Per questo tante volte è stato dalla parte del torto insieme agli esclusi e agli sfruttati. Che naturalmente non vedeva come esclusi e sfruttati, ma come persone capaci di mettere in campo determinazione e ingegno per arrivare a vivere con dignità la loro situazione di precarietà, evidenziando la miseria di un sistema sociale incapace di costruire soluzioni collettive che arrivino a tutti.

Per questo in tanti in questi giorni lo piangiamo, per questo in tantissimi cerchiamo di trovare dentro di noi un pezzetto del suo coraggio, della sua determinazione, della sua capacità di analisi e per questo lo abbiamo cercato e voluto al CSV Lazio, perché contribuisse all’evoluzione del Centro servizi per il volontariato del Lazio. E infatti fu con noi nella consigliatura in cui si strutturò l’unificazione e che cominciò con un forte impulso da parte di Claudio, che purtroppo scemò quando dovette occuparsi di se stesso e della sua malattia.

Di Claudio non posso non ricordare con affetto la sprezzatura per il suo aspetto esteriore, quel felice disinteresse per la sua immagine e la grande serenità con cui affrontava le situazioni più ufficiali mostrandosi nella sua tenuta più scompigliata; personalmente ho sempre pensato che giudicasse totalmente fuori luogo fermarsi a rassettare il proprio aspetto, nel momento in cui c’era così tanto da fare per cambiare i rapporti sociali.

La lotta che Claudio Graziano ci ha insegnato a perseguire è sempre stata lotta per la giustizia sociale: contro i pregiudizi emarginanti, per il riconoscimento del diritto alla dignità del vivere di ogni persona, per il coraggio di ciascuno a non abbarbicarsi al proprio privilegio e scuotersi e attivarsi per contribuire a costruire il diritto di tutte e tutti. Sono sicuro che avrebbe apprezzato l’impegno che stiamo mettendo nel nuovo CSV unitario per farne una struttura connettiva e plurale, attiva nei territori, attenta con le persone, sensibile ai bisogni di chi agisce ogni giorno per contrastare l’ingiustizia e i pregiudizi. Claudio, anche con te nel cuore, cerchiamo, insieme, di fare un po’ “di più”.

IN RICORDO DI CLAUDIO GRAZIANO

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