
ISTANTANEE DI UN MONDO DIVERSO. CHIARA APICELLA: «COME SAREBBE SE…»
Nelle sue vignette, tra innocenza e ironia, Chiara Apicella disegna il mondo così come lo vorremmo. E il suo sguardo diventa Come sarebbe, istantanee di un mondo diverso
19 Febbraio 2026
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«Imagine all the people living life in peace…You may say I’m dreamer…». Immaginate Donald Trump che canta sotto la doccia una canzone di pace. Come sarebbe se solo fosse un fan di John Lennon? Vedrebbe il mondo, la vita, la guerra e la pace in un altro modo? Probabilmente sì. È la prima vignetta che ci ha colpito di Come sarebbe: istantanee di un mondo diverso, la nuova pagina Facebook di Chiara Apicella, già nota per la pagina Vita da Api, che prendendo in giro il suo menage familiare in questi anni ci ha fatto capire molto delle nostre relazioni di coppia e del rapporto con i nostri figli. Le sue vignette, tra innocenza e ironia, disegnano un mondo come lo vorremmo. «Come sarebbe» è qualcosa che mancava. Tutti, in fondo al cuore, ci chiediamo «come sarebbe se…». E forse, visti i tempi che stiamo vivendo, sconsolati, abbiamo quasi smesso di domandarcelo. Chiara Apicella è un’anima bella: giornalista, scrittrice, disegnatrice, mamma di due splendide bambine che, ancora di più, le fanno vedere il mondo con altri occhi. «L’idea è nata per caso, una notte, in cui mi sentivo particolarmente prolifica» ci ha raccontato. «Il giorno stesso avevo assistito a una discussione su Facebook dai toni molto accesi. E la notte ho pensato: come sarebbe bello se si riuscisse a rispettare le idee altrui senza insultare. E ho ripensato al dialogo che avevo avuto con una mia amica, che mi diceva quanto la affaticassero le domande sulla sua vita privata: lei non ha avuto figli e soffriva a sentirsi giudicata. E ho pensato a come sarebbe bello se ognuno potesse rispettare le scelte degli altri senza metterci bocca. Sono questi due eventi molto banali che mi hanno fatto pensare a come sarebbe se accadessero certe cose che poi non si verificano: ho pensato che sarebbe stato carino trasporre tutto questo in vignette».

Donald Trump e l’ICE visti con ironia
Mettere nero su bianco, in modo visivo, quasi tattile, delle cose che tutti, o almeno tanti di noi, stanno pensando da tempo, è una cosa che ci fa bene. Chiara Apicella declina tutto questo in una visione molto ampia. Da un lato le piccole cose, la vita quotidiana, dall’altro le grandi, come il mondo messo in piedi da Donald Trump, la vignetta su John Lennon o un’altra, in cui si vedono due agenti dell’ICE rispondere «ma è legale questa cosa?» a un Trump che impone loro di «arrestare chiunque sia più scuretto di Tilda Swinton». Come sarebbe se uno di loro iniziasse a sviluppare una coscienza? si chiede Chiara Apicella. È un punto di vista innocente, candido, che mette a nudo e scardina gli errori dei potenti. «In questa pagina non mi sono data limiti, ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto spaziare dal familiare al politico, che è una dimensione che non ho mai esplorato» ci racconta l’autrice. «Erano giorni in cui leggevo notizie sull’ICE e su ciò che Trump sparava quotidianamente: ogni giorno era peggiore del giorno precedente. Non ci si poteva credere, la realtà superava di gran lunga la satira. E allora ho pensato a come sarebbe stato bello se Trump fosse stato non dico un pacifista, ma quantomeno se avesse ascoltato un certo tipo di musica e si fosse ravveduto su un certo tipo di cose. È un momento storico tale che, secondo me, non si può non parlare anche di politica. Anche una persona come me, con una visione intimista, fa fatica a non metterci qualcosa. Questa pagina si presta anche a un tipo di denuncia, fatta in maniera lieve».

Chiara Apicella: «Uniamoci in coro per dire che tutto questo non è normale»
Se è vero che alcuni temi sono politica, è anche vero che in questi giorni siamo talmente bombardati e sconvolti da certi comportamenti, da vivere con un po’ di apprensione e amarezza anche la dimensione più intima. «Credo che questo capiti tantissimo» ci risponde Chiara. «Io sto vivendo con impotenza questa svolta distopica che l’America sta prendendo con Trump al potere. È qualcosa a cui si fa fatica a credere. L’America non è mai stata perfetta, ma il Paese che veniva visto come un faro della democrazia sta prendendo una deriva terribile. Sto vivendo questo con una profonda frustrazione e paura. E credo che un genitore viva con molta apprensione questa deriva politica mondiale. Sembra un luogo comune, ma l’idea del mondo che stiamo lasciando ai nostri figli è veramente agghiacciante. Avevo bisogno di uno sfogo personale su questo, oltre a Vita da Api, che è la presa in giro della mia famiglia. È stato come un grido. Uniamoci in coro per dire che tutto questo non è normale».
«Gentilezza ed empatia sono la base su cui si potrà fondare il miglioramento del mondo»
E infatti Chiara Apicella parla di quello che non va, nel mondo ma anche nella nostra vita di tutti i giorni. È tutto collegato, viviamo una perdita di valori: la tolleranza, la solidarietà, la gentilezza sono sempre più rare. La politica e la vita si influenzano. Se le persone vedono tutti i giorni modelli di prepotenza in chi ci governa finiscono per esserne influenzate. Nelle vignette di Chiara Apicella ci sono dei momenti legati alla violenza sui social media e anche una riflessione su quello che sarebbe scambiarci le vite con chi è meno fortunato di noi. C’è bisogno di un recupero della gentilezza nei rapporti di tutti i giorni, sarebbe rivoluzionario. «Assolutamente sì» risponde l’autrice. «C’è un bipolarismo. Da un lato siamo molto più consapevoli di un tempo su molte cose, pensiamo alla genitorialità gentile, il gentle parenting, che un tempo non c’era, è degli ultimi trent’anni e ci troviamo molto meglio di un tempo. Dall’altro a livello politico si è sdoganato il peggio. I politici non sono più modelli di comportamento: anzi, più sono mediocri più ci identifichiamo in loro e vediamo sdoganata la nostra meschinità. Paradossalmente la mediocrità è diventata un valore. Chiaramente chi pratica il gentle parenting e chi vota Trump non sono gli stessi. Credo che la gentilezza e l’empatia siano la base su cui si potrà fondare il miglioramento del mondo».

«Che pezzo di…» non è un complimento
Come sarebbe parla anche di violenza di genere. «Che pezzo di…» «Zitto, maleducato, ti potrebbe sentire» è lo scambio tra due uomini di fronte a una bella ragazza. E serve a dire a tutti che no, non è un complimento. «Si tende molto a minimizzare, a dire “ma che sarà mai”, non capendo che è un’invadenza incredibile nel proprio spazio personale, oltre al fatto che in certe circostanze la donna si può sentire in pericolo» commenta Chiara Apicella. «Ma, a prescindere, urlare un apprezzamento fisico o a sfondo sessuale è come dire: io ti sto trattando come se fossi un oggetto. Il fatto che tante donne continuino a sminuire la cosa vuol dire che siamo ancora lontani dalla sua reale percezione. È ovvio che ci sono tanti livelli di violenza. Ma anche un apprezzamento di questo tipo rientra nel fatto di oggettivare la donna».

Genitori onesti e introvabili
E si torna alla famiglia. A genitori onesti e introvabili che ammettono davanti a un insegnante le colpe del figlio. Anche qui, semplicemente, si parla di gentilezza e di rispetto. «Genitori onesti con l’insegnante, che ammettono che il figlio abbia sbagliato è oggi qualcosa di raro» commenta Chiara Apicella. «Non sono una fan dei tempi andati. Dal punto di vista dell’educazione genitoriale abbiamo fatto molti passi avanti. Ma il rispetto verso gli insegnanti si è perso un po’, insieme alla fiducia nel loro essere capaci, insieme al credito nei loro confronti. Invece si tende a minimizzare, o anche a minacciare gli insegnanti. Credo che sia tipico dei nostri tempi scusare un figlio anche se fa le peggiori malefatte. Va bene che il figlio venga capito dei suoi disagi, ma questo non vuol dire minimizzare episodi di bullismo o prepotenza. Si deve interrogare su certi episodi, poi trattarli con empatia». Empatia, gentilezza, rispetto. Segnatevi queste parole. E andate a cercarle ogni giorno sulla pagina «Come sarebbe».






