FACT CHECKING: LA VERIFICA DELLE NOTIZIE AL TEMPO DEI SOCIAL MEDIA

Tradotte in italiano due guide per riconoscere notizie e immagini vere da quelle false. Perché le bufale sono sempre in agguato

di Loretta Barile

La verifica delle notizie è difficile nel flusso rapido d’informazioni, che ci investe ogni giorno e ci dà la sensazione di riuscire ad essere sempre aggiornati su tutto. Ma la velocità è un rischio e, in campo comunicativo, quello che si corre è di ricevere informazioni sbagliate e credere a cose completamente inventate.
Naturalmente portati a fidarci di quello che leggiamo – perché educati ad una cultura dell’informazione fatta da professionisti che, oltre a riportare fatti, spesso suggeriscono approfondimenti – oggi dobbiamo fare i conti con il cambio in corsa introdotto dai social media, dove le grandi potenzialità in termini di diffusione e la possibilità di pubblicare, praticamente alla portata di tutti, vede i social network  come una fonte quasi inesauribile di notizie false.
Partendo dal presupposto che nella rete c’è di tutto, il problema si presenta quando le notizie non esatte vengono riprese perfino da giornali ed emittenti televisive;  questo capita soprattutto in occasione di situazioni di emergenza, come attentati o catastrofi naturali, quando la fretta rischia di portare a diffondere notizie non adeguatamente verificate.
Sono numerosi gli esempi di notizie riprese  da fonti giornalistiche – anche molto autorevoli – che si è scoperto poi non rappresentare quello che nella notizia veniva descritto.

Silverman: dieci passi per la verifica delle notizie

Altro rischio è quello dei fake, termine inglese che sta diventando per noi familiare, che sta a significare falso, contraffatto, alterato. È quindi importante avere gli strumenti di verifica ed imparare a fare un po’ la tara tra le tante voci. I rischi sono, non solo la cattiva informazione, ma cosa ben più grave una  perdita di credibilità del giornalismo.

verifica delle notizie
Craig Silverman

Il tema è molto noto a chi fa informazione, tanto che da alcuni anni si è coniato l’espressione  fact checking, che in inglese  significa, letteralmente, verifica dei fatti.

“Verification Handbook. A definitive guide to verifying digital content for emergency coverage” è un testo pubblicato nel 2014 negli Stati Uniti ed è considerato una vera e propria bibbia in materia di fact checking.  È stato scritto da Craig Silverman – che, oltre che  giornalista, è direttore di Buzzfeed Canada e fondatore di Regret the Error, un blog del Poynter Institute che si occupa di errori, accuratezza e verifica nel giornalismo -e sintetizza la sua esperienza in questa caccia alle bufale.

A due anni dall’uscita, il manuale dedicato a chiunque lavori nel settore dell’informazione è stato tradotto in italiano.  Attraverso la divisione in 10 capitoli, permette di stabilire un piano per la verifica delle fonti e dei cosiddetti user generated content in caso di emergenze, quando dare una informazione esatta e tempestiva è fondamentale.
Alla scrittura della guida hanno collaborato  giornalisti investigativi, professionisti della comunicazione digitale e ricercatori, ognuno dei quali ha affrontato uno dei capitoli del quale è composto il testo:

verifica delle notizie

  1. L’informazione affidabile quando scoppia un’emergenza;
  2. Le regole fondamentali della verifica;
  3. Verificare i contenuti prodotti dagli utenti;
  4. Verificare le immagini;
  5. Verificare i video auto-prodotti;
  6. Far lavorare la folla;
  7. Integrare la molteplicità umana con la molteplicità computerizzata;
  8. Preparare la copertura mediatica nelle situazioni d’emergenza;
  9. Procedure e controlli per una verifica efficace;
  10. Strumenti per la verifica.

La traduzione in italiano è stata realizzata da Slow News,  il progetto di slow journalism lanciato lo scorso anno da Alberto Puliafito, Alessandro Diegoli, Andrea Coccia, Andrea Spinelli Barrile e Gabriele Ferraresi.
Già nel nome è dichiarata la volontà di concepire diversamente il giornalismo: un progetto per dire che, nel flusso inarrestabile di informazioni sul web, bisogna rallentare per trovare la buona informazione.
Il manuale si può scaricare gratuitamente nel sito verificationhandbook.com. La versione italiana è qui).

Anche le foto vanno verificate

Il secondo strumento di cui parliamo è la “Guida sulla verifica di foto e video sui social media” pubblicato da France 24.

verifica delle notizie
Foto che dovrebbe rappresentare una vittima della guerra in Ucraina. In realtà è stata scattata prima della guerra.

La guida  è stata realizzata  dopo che un giovane messicano, per uno scherzo via Twitter, si è visto pubblicare la sua foto tra le vittime di diversi disastri: l’Airbus della EgyptAir precipitato nel Mediterraneo, l’attacco terroristico all’aeroporto di Istanbul e la strage al night club di Orlando, in Florida. La storia l’ha ricostruita e raccontata France 24 Observer, il sito di citizen journalism dell’emittente francese. Sulla base di questa esperienza, France 24 ha pubblicato una piccola guida sulla verifica di foto e video sui social media, corredandola di esempi.
Punto di partenza è che sui social media spesso si parla attraverso immagini e video, dunque è molto importante che siano immagini e video vere.
Anche se i media non possono essere sempre rapidi nel verificare ogni foto che trovano, la guida ci suggerisce numerosi strumenti e tecniche, che possono aiutare a fare controlli incrociati delle immagini, evitando di cadere nella trappola dei fake. La guida,  divisa in 15 paragrafi – sotto riportati- , fornisce  indicazioni  concrete, e spinge a riflettere e ad aguzzare l’attenzione:

  1. Si può mai essere sicuri al 100%?;
  2. Due tipi di analisi;
  3. Il primo passo: quando è stata scattata la foto?;
  4. Google Image;
  5. I dati EXIF delle immagini;
  6. Geolocalizzazione: uno strumento utile, che però si porta dietro un tranello;
  7. Analizzare l’immagine più attentamente;
  8. Google Maps, Google Earth, e Google Street View;
  9. Chi è l’autore?;
  10. L’uso dei social media per verificare i social media;
  11. Crearsi un proprio network;
  12. E il vostro istinto?;
  13. Potete essere manipolati quando meno ve lo aspettate; Un po’ di persone da seguire;
  14. Qualcosa da leggere.

La guida è stata tradotta in italiano da Valigia Blu , un interessante blog collettivo sul mondo dell’informazione, che ha deciso d’intraprendere un viaggio nel mondo del giornalismo che cambia.

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