NON È UN B&B, È ROMA. LE PROPOSTE DELLE ASSOCIAZIONI AL COMUNE

Associazioni, reti, sindacati, movimenti e realtà sociali romane insieme per un Regolamento sugli affitti brevi a Roma e un processo partecipato sui contenuti. Fiordaliso, Nonna Roma: «Gli indirizzi politici ci sono, ora servono tempi certi e scelte concrete». Tabacco, Solid Roma: «Basta approccio emergenziale, la domanda da farsi è: per chi è la città?». Mirabile, GRoRAB: «Urgente una moratoria sulle nuove aperture di affitti brevi»

di Ilaria Dioguardi

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Non è un B&B. È Roma. Le proposte delle associazioni al Comune: si chiama così l’incontro che si terrà sabato 28 febbraio nella Sala Laudato Sì del Campidoglio, dalle ore 9,30 (QUI il programma dell’incontro).  Un ampio numero di associazioni, reti, sindacati, movimenti e realtà sociali romane chiede all’amministrazione capitolina di dar seguito all’impegno assunto di emanare un Regolamento sugli affitti brevi entro sei mesi dall’approvazione – ormai prossima – della modifica alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA). E che sui contenuti del regolamento si apra un vero processo partecipato, coinvolgendo associazioni e soggetti sociali, a partire dal lavoro del Tavolo interassessorile dedicato. Tra le realtà partecipanti Social Forum Abitare, Nonna Roma, GRoRAB, CNCA Lazio, Sparwasser, Aurelio in comune, Spin Time, Fondazione Di Liegro, Rete degli spazi sociali e delle associazioni di San Lorenzo, Rete della Conoscenza Roma, Forum Terzo Settore Lazio Unione Inquilini.

Fiordaliso, Nonna Roma: «Difendere il diritto alla casa è difendere il futuro della città. Gli indirizzi politici ci sono, ora servono tempi certi e scelte concrete»

«Partecipiamo all’incontro di sabato perché Roma non è un albergo e non può essere ridotta a una città-vetrina. Come associazioni, comitati e realtà sociali – insieme a Sparwasser, GRoRAB e alle altre realtà promotrici – chiediamo che la città torni a mettere al centro chi la abita», dice Sara Fiordaliso, Nonna Roma. «Negli ultimi anni abbiamo visto crescere in modo incontrollato gli affitti brevi, con conseguenze sempre più evidenti: riduzione delle case disponibili per residenti, aumento dei canoni, espulsione silenziosa di famiglie, studenti e lavoratori dai quartieri centrali e da quelli più attrattivi. Intere zone rischiano di perdere la loro funzione residenziale e di trasformarsi in spazi dedicati esclusivamente al turismo».
Per Nonna Roma «la questione non è essere contro il turismo», puntualizza Fiordaliso, «ma difendere un equilibrio che oggi si è rotto. Roma vive anche grazie a chi la attraversa, ma esiste soprattutto grazie a chi la vive ogni giorno. La casa non può essere solo una rendita: è un diritto e una condizione essenziale per una città giusta e vivibile». Per questo l’associazione chiede al Comune che proceda rapidamente verso un Regolamento degli affitti brevi «chiaro, efficace e applicabile, capace di intervenire nelle zone sature, prevenire nuovi squilibri e garantire il diritto all’abitare. Gli indirizzi politici ci sono già, ora servono tempi certi e scelte concrete». L’incontro previsto sabato «nasce dal lavoro condiviso tra associazioni, realtà di quartiere, ricerca e cittadinanza attiva. È da qui che vogliamo ripartire: da una visione di città che non espelle, che non si svuota, che non si piega alla sola logica della rendita. Roma non è un B&B, è una comunità», conclude Fiordaliso, «e difendere il diritto alla casa significa difendere il futuro della città».

Tabacco, Solid Roma: «Airbnb si è preso la città, molte le famiglie sfrattate per fare B&B. Ma per chi è la città?»

«L’incontro è una tappa fondamentale all’interno di un percorso che deve essere assolutamente preso con serietà, se si vuole considerare il tema della questione abitativa. Purtroppo, a Roma, spesso se ne parla come di un’emergenza, mentre emergenza non è», dice Beatrice Tabacco, presidente Rete Solid Roma. «Con tutti i percorsi a cui ha partecipato, Solid partiva sempre da queste considerazioni: stiamo cercando di affrontare da un punto di vista emergenziale una situazione che di emergenziale non ha più nulla. Gli affitti brevi, se inizialmente sono stati un’ondata emergenziale, anomala per il flusso che hanno avuto, allo stesso tempo possiamo dire che era prevedibile che ci sarebbe stata questa curva, considerando che era già avvenuta in altre città, come Firenze. Soprattutto, l’ondata che era iniziata poi è continuata con il Giubileo, che è stato un po’ l’anno del “tana libera tutti”. Airbnb si è preso la città, molte famiglie sono state sfrattate per poter fare B&B anche in zone in cui, potenzialmente, ciò poteva sembrare controintuitivo. La domanda da farsi è: “Per chi è effettivamente la città?”. Se è per il turista che viene, mangia e va via allora forse non abbiamo la stessa concezione di città», prosegue Tabacco.

Mirabile, GRoRAB: «Ci risulta che il Tavolo abbia già avuto il parere favorevole dell’Avvocatura del Campidoglio su fattibilità e sostenibilità del Regolamento»

«Nasciamo come gruppo di scopo dedicato alla regolamentazione degli affitti brevi. Siamo a un punto avanzato del percorso», dice Maria Luisa Mirabile, portavoce di GRoRAB, Gruppo romano regolamentazione affitti brevi «che dal 2022 lavora incessantemente a questo Regolamento. GRoRAB è un raggruppamento di associazioni e comitati di cittadini che hanno a cuore il futuro di Roma come città accogliente ed economicamente fiorente e, perciò, preoccupati delle caratteristiche che la città sta assumendo rispetto al tipo di sviluppo e la qualità della vita per i residenti».
A Roma l’emergenza abitativa è aggravata da una crescita fuori controllo degli affitti brevi a uso turistico per cui si stimano circa 34mila alloggi destinati alla locazione breve, a fronte di un’offerta sempre più ridotta di affitti residenziali: sui principali portali immobiliari gli annunci di case in affitto a Roma sono circa 4mila. Però, se si restringe la ricerca a un budget massimo di 800 euro mensili, gli annunci disponibili scendono a 300. Il dato risulta ancora più allarmante se si considera che, come si evince da una ricerca di Cassa depositi e prestiti, i romani e le romane destinano in media il 65% del loro stipendio all’affitto. «È stato istituito già da sei mesi un tavolo interassessorile composto dagli assessorati Urbanistica Casa e Patrimonio e turismo e dai rispettivi presidenti delle Commissioni capitoline, più altri membri che si sono aggiunti nel tempo», prosegue Mirabile. «Ci risulta che questo tavolo abbia avuto già, a novembre scorso, il parere favorevole dell’Avvocatura del Campidoglio su fattibilità e sostenibilità del Regolamento rispetto alla normativa in vigore nella Regione Lazio».

Per un Regolamento sugli affitti brevi a Roma: le proposte

I punti proposti dalle associazioni romane partono dall’analisi degli affitti brevi a Roma e si basano sulle esperienze europee di regolamentazione, sul Regolamento di Firenze, sulle limitazioni urbanistiche adottate a Bologna, sulle proposte di legge nazionale di Alta Tensione Abitativa e di alcune forze politiche e regioni, e sono coerenti con le norme nazionali, della Regione Lazio e con le regole capitoline. «Considerati i tempi di approvazione del Regolamento, è urgente che nelle more Roma Capitale disponga una moratoria sulle nuove aperture di affitti brevi, per evitare un aumento anomalo e preventivo di nuove attività», puntualizza Mirabile.
Il primo punto riguarda l’autorizzazione. La locazione breve a uso turistico richiede un’autorizzazione comunale, resa possibile dalla nuova destinazione d’uso “abitazioni ad uso ricettivo” (NTA in approvazione). «La domanda da presentare al Comune, anche per gli esercizi già attivi, è utile a scoraggiare la non regolarità mentre la durata massima di cinque anni lo è, tra le altre cose, per alleggerire gradualmente le aree sature». Il secondo punto riguarda il Registro delle locazioni brevi ad uso turistico, che affianca le autorizzazioni, garantendo la tracciabilità di ogni attività attiva o cessata/revocata. Il terzo i territori che hanno già superato indicatori di soglia fra abitazioni e posti letto destinati al turismo e ai residenti. E poi la gestione dei rifiuti, i controlli, gli sgravi fiscali per chi converte un affitto breve in contratto abitativo standard. Le associazioni chiedono, inoltre, l’attivazione di un monitoraggio permanente da affidare all’Osservatorio della condizione abitativa (“Oscar”), previsto dal Piano Strategico per l’Abitare di Roma Capitale, con la partecipazione dei Municipi, per analizzare l’andamento degli affitti brevi, i livelli di saturazione nei territori, l’attuazione ed efficacia del Regolamento. E propongono un  meccanismo di consultazione periodica con associazioni, comitati e realtà sociali territoriali attive sui temi degli affitti brevi e dell’abitare per una valutazione condivisa dell’attuazione e dell’efficacia del Regolamento.

 

 

 

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