MADE IN BUNNY. I NOSTRI AMICI CONIGLI SONO ANIMALI DA COMPAGNIA

L'associazione romana racconta una grande vittoria: i conigli non destinati alla produzione alimentare hanno una legislazione dedicata che li riconosce animali da compagnia. E non sono i soli...

di Chiara Castri

I conigli non destinati alla produzione alimentare, sono ufficialmente riconosciuti come animali da compagnia. Parliamo, per intenderci, dei conigli che ad oggi nel nostro Paese rappresentano il terzo animale da compagnia per diffusione, dopo cani e gatti. E con loro anche le cavie, i roditori, i canarini e i volatili, le tartarughe, i rettili e alcuni pesci non presenti nel CITES (la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione). Mancano ancora dei tasselli: si è in attesa dei decreti attuativi e si continua a lavorare ad una banca dati nazionale così come prevista per il cane o il gatto, ma si tratta comunque di una importante vittoria per Made in Bunny, associazione di volontariato che dal 2017 si impegna per la tutela legale del coniglio e dei nuovi animali da compagnia. Cerchiamo di capire meglio che cosa cambierà per i conigli e gli altri animali riconosciuti come pet insieme al presidente di Made in Bunny OdV, Fabio Marcone.

Made in Bunny ha raggiunto un risultato importante: i conigli non destinati alla produzione di alimenti sono animali di affezione, e non sono i soli…

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Dal 2017 Made in Bunny si impegna per la tutela legale del coniglio e dei nuovi animali da compagnia

«È vero, si è fatto un passo fondamentale, per i conigli e per altri animali. Fino al 27 settembre scorso, l’unica legislazione in vigore per i conigli era quella che regolamentava la detenzione in allevamento per il consumo delle carni degli animali da reddito. In Italia, tuttavia, il coniglio è il terzo animale da compagnia, dopo il cane e il gatto e, nell’ultimo decennio è incrementata di molto la considerazione di questi animali come pet. L’assenza, quindi, di una normativa ad hoc creava diverse problematiche; l’assenza di un sistema di microchippatura e registrazione e quindi l’abbandono con la convinzione errata (nonché reato penale) di liberare il coniglio in natura e l’abbandono incontrollato anche da parte di piccoli allevatori, che liberano nei parchi conigli ammalati per evitare di abbattere quelli sani da vendere come carne, così come l’assenza di un sistema di controlli e sanzioni. Ad ulteriore riprova che la confusione normativa ha creato nella gestione del coniglio domestico (e negli animali non convenzionali in genere) anche la problematica della “ricetta elettronica” REV emessa dai medici veterinari, che si vedono costretti a prescrivere medicinali in “deroga” per specie, non esistendo l’anagrafe cunicola, ma basandosi esclusivamente sulla base della dichiarazione del compagno umano dell’animale. E poi la questione del randagismo, per cui i conigli liberati in natura o abbandonati senza controllo riescono a generare colonie che possono arrivare a contare anche migliaia di individui, colonie che non vengono regolamentate da un quadro normativo di riferimento (il coniglio è l’animale più presente in Italia come randagismo), e l’assenza di controlli su allevatori e negozianti, che possono vendere i conigli da compagnia con estrema superficialità, senza le indicazioni minime necessarie a garantire loro una vita sana».

Come Made in Bunny si è impegnata sul tema?

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Con un grande lavoro per una piccola e giovane associazione, con la petizione sono state raccolte oltre 40mila firme

«Quando l’associazione è nata abbiamo aperto una petizione, Anche io so farti compagnia, cercando di affrontare i problemi che l’assenza di un quadro normativo di riferimento comportava, chiedendo l’obbligo di microchippatura, la creazione di un’anagrafe nazionale, la previsione di maggiori responsabilità per Comuni e Regioni circa la gestione dei randagi sul territorio. Per noi non c’è alcuna differenza tra il coniglio da compagnia e quello destinato alla produzione alimentare, ma le numerose istanze presentate in precedenza che intendevano tutti i conigli come pet e chiedevano la chiusura di tutti gli allevamenti per la produzione alimentare non sono mai state calendarizzate. Sebbene, infatti, nel nostro Paese il consumo di carne di coniglio sia calato drasticamente, l’Italia resta uno dei maggiori esportatori europei e una scelta simile, di fatto, avrebbe voluto dire mandare a casa, per una stima del 2016, circa 300mila padri di famiglia. Così ci siamo rifatti a disposizioni normative esistenti sul non DPA (non destinato alla produzione alimentare, ndr), già previsto per il cavallo da corsa e abbiamo proposto di affiancare la figura del coniglio non DPA al cane, in base alla Legge 281/91 sulla tutela e il benessere animale. Con un grande lavoro per una piccola e giovane associazione, abbiamo raccolto oltre 40mila firme. Nel frattempo abbiamo iniziato a lavorare sul problema delle colonie nei parchi pubblici, presentando progetti per la gestione sul posto dei conigli, con un programma di cura e contenimento numerico che prevede vaccinazione e sterilizzazione. Da due anni gestiamo una colonia di 1500 conigli, presso il Parco Urbano Franco Agosto di Forlì, e grazie ai volontari da noi formati e messi in campo, ne abbiamo vaccinati e sterilizzati la metà, con una spesa nettamente inferiore rispetto a quanto speso dai comuni con personale per le catture ed eutanasia (si chiama stamping-out) in presenza di focolai di malattie infettive, come previsto da una vecchissima legge del ‘54. Sicuramente un miglioramento di vita per la colonia. Ora, con un idoneo programma di sorveglianza, speriamo di riuscire a ridurre il numero degli abbandoni e soprattutto cerchiamo ogni giorno di promuovere le adozioni».

L’esperienza sul campo di Made in Bunny ha contribuito in modo determinante alle innovazioni legislative che miglioreranno la vita dei nuovi animali da compagnia…

«Abbiamo ad oggi circa 30 volontari attivi nel parco urbano Franco Agosto di Forlì e collaboriamo con il Comune, che assicura vaccinazioni e sterilizzazione. Poi i conigli hanno mille altre necessità a cui dare risposta, delle quali ci facciamo carico come Made in Bunny. Per questo motivo per noi è molto importante la raccolta fondi tramite il 5 per 1000, i mercatini solidali, le donazioni dei soci. Inoltre siamo riusciti a procedere con vaccini e sterilizzazioni anche durante la predisposizione della zona infetta e superando il divieto sanitario di entrata e uscita di animali dal parco grazie ad un protocollo di quarantena, abbiamo ottenuto di proseguire con le adozioni. Grazie ai nostri progetti siamo stati dei precursori, abbiamo anticipato le norme. Un quadro di esperienza sul campo e firme raccolte con la petizione che a febbraio 2021 abbiamo confezionato e inviato al Ministero della Sanità, perché sapevamo che per il maggio successivo era in previsione l’approvazione di nuovi decreti».

Arriviamo così alle importanti novità legislative per i conigli e gli altri animali da compagnia.

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Marcone: «Abbiamo acquisito un quadro di esperienza sul campo e le firme raccolte con la petizione che abbiamo inviato al Ministero della Sanità, in vista dell’approvazione di nuovi decreti a maggio»

«Nel 2021 seguivamo l’evoluzione del Regolamento della Comunità europea 429 del 2016, che introduce tra gli animali da compagnia i conigli non destinati alla produzione alimentare, le cavie, i roditori, i canarini e i volatili, le tartarughe, i rettili e alcuni pesci non presenti nel CITES. Dalla sua approvazione, il legislatore italiano ha avuto un anno di tempo per l’adeguamento normativo. Il Regolamento introduce tre principali temi, come l’aspetto sanitario e il sistema di identificazione e riconoscimento degli animali da compagnia, raccolti da tre Decreti, il 134, il 135 e il 136 di settembre 2022 riguardanti gli animali esotici e selvatici, tra cui il coniglio. Il Regolamento europeo prevede anche l’istituzione di una Banca dati nazionale per il coniglio e i nuovi animali da compagnia, come noi stessi chiedevamo nella petizione. Quello della Banca dati nazionale è un tema che non ha mancato di creare difficoltà anche nel portare a termine le adozioni a Forlì, dove il Comune ci richiedeva l’iscrizione dei conigli da dare in adozione come animale da compagnia e noi ci siamo trovati più volte davanti a un muro con la Banca dati attiva solo per cane, gatto e furetto.

I tre Decreti che rispondono al Regolamento della Comunità europea 429 del 2016 contengono le nostre richieste: è stato istituito un nuovo sistema di registrazione per gli animali da compagnia che si chiamerà SINAC, Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia e, ai fini della registrazione, sono stati introdotti elementi sanitari oltre la dichiarazione e la registrazione dei luoghi di detenzione. Questo consente di avere più trasparenza, oltre a porre fine all’allevamento amatoriale. Ad oggi l’Italia ha sei mesi per la promulgazione dei decreti attuativi ed uscirà anche il manuale operativo del SINAC. Siamo ancora in una fase di passaggio, quindi, ma le premesse sono buone. Grazie ai decreti le guardie zoofile potranno intervenire avendo un quadro normativo di riferimento sul coniglio e sui nuovi animali da compagnia e sarà introdotta una necessaria formazione per i negozianti. Il Regolamento della Comunità europea 429 del 2016, infatti, esprime un concetto importante, recepito dai decreti stessi: se io registro un coniglio nel SINAC, a prescindere dalla razza e lo detengo come animale da affezione, quel coniglio si configura come animale da compagnia. Quindi l’animale diventa da compagnia sulla base del rapporto che io ho con lui, non della presenza o meno in una lista. Un concetto rivoluzionario, che consente di pensare come individui animali per cui non è mai stato possibile farlo».

I prossimi passi?

«Ora andremo avanti nel colloquio per l’uscita del manuale operativo del SINAC, impareremo a servirci delle nuove leggi e metteremo la nostra esperienza al servizio di chi potrà servirsene per un loro corretto utilizzo. Inizieremo a lavorare anche ad un progetto per i conigli da reddito, allevati per il consumo della loro carne. Quello è il nostro prossimo obiettivo».

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