POVERTÀ ENERGETICA: COLPISCE 2,4 MILIONI DI FAMIGLIE. A ROMA LO SPORTELLO INFORMA ENERGIA

Nel 2024 il 9,1% dei nuclei familiari in povertà energetica, oltre un milione i minori. Il Lazio la regione meno colpita, maglia nera alla Puglia. Zanchini, responsabile Ufficio Clima di Roma Capitale: «Da maggio a settembre nuovi appuntamenti dello sportello mobile “Informa Energia"». Intanto sulle Cer un bando da 800mila euro del Comune di Roma

di Ilaria Dioguardi

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La povertà energetica in Italia resta un fenomeno complesso e articolato. Nel 2024 sono state 2,4 milioni le famiglie che si sono trovate in condizione di povertà energetica, pari al 9,1% del totale. La quinta edizione della Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica, promossa da Rete Assist, Fondazione Banco dell’energia e Aisfor, in collaborazione con Gse – Gestori dei Servizi Energetici, è stata un’occasione di confronto sul tema, con il coinvolgimento di istituzioni europee, nazionali e locali, enti di ricerca e operatori del settore.
Durante l’incontro, la presentazione del bando EPAH 2026 ha assunto un ruolo strategico, rafforzando il collegamento tra politiche climatiche, strumenti europei e nazionali e iniziative locali orientate a una transizione energetica equa e inclusiva. Si tratta di un’iniziativa europea dedicata ai comuni italiani per contrastare la povertà energetica. EPAH Energy Poverty Advisory Hub è il progetto rivolto alle amministrazioni locali dell’Unione europea, il cui bando resterà aperto fino al 31 marzo 2026.

I numeri della povertà energetica

Secondo l’OIPE – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, nel 2024 sono 2,4 milioni le famiglie che si sono trovate in condizione di povertà energetica, pari al 9,1% del totale. Si tratta del valore più alto della serie storica, anche se in lieve aumento rispetto all’anno precedente, quando le famiglie coinvolte erano 2,36 milioni, il 9% del totale. A livello territoriale, la quota di famiglie in povertà energetica cresce nelle Isole (+0,8%) e nel Nord Ovest (+0,7%), mentre si riduce di quasi un punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nord Est. Il fenomeno si concentra soprattutto nelle periferie e nei piccoli centri. A livello regionale, la percentuale oscilla tra il 5% del Lazio e il 18,1% della Puglia (nel 2023 la percentuale maggiore era della Calabria). La Sardegna registra l’incremento più significativo (+2,8 punti percentuali), mentre la Basilicata evidenzia il calo maggiore (-3,7 punti percentuali).
Sono oltre un milione i minori in povertà energetica, che vivono in un ambiente non adeguatamente illuminato e confortevole. E nelle famiglie in cui una persona di riferimento è straniera, la probabilità di essere in povertà energetica è quattro volte superiore rispetto alle famiglie italiane». A presentare i dati dell’Osservatorio italiano povertà energetica-Oipe è stato Luciano Lavecchia, economista presso il Nucleo cambiamenti climatici della Banca d’Italia, membro Comitato esecutivo Oipe.

Il progetto virtuoso di Roma

Roma è stata protagonista di un progetto virtuoso per il contrasto alla povertà energetica. Nella Capitale è stato realizzato Informa Energia, uno sportello mobile dedicato all’informazione, alla formazione e al supporto sui temi del risparmio energetico e della povertà energetica, che ha raggiunto tutte le zone della città. Nella prima fase, il personale qualificato (TED – Tutor per l’Energia Domestica) ha fornito consulenze gratuite su analisi e lettura delle bollette, strategie per ridurre i consumi domestici e migliorare l’efficienza energetica, nonché su agevolazioni, incentivi e opportunità legate alle energie rinnovabili e alle comunità energetiche. «Lo sportello itinerante ha girato Roma da settembre a febbraio, si è concluso da poco, in tutti e 15 i municipi, con l’idea di avvicinarsi ai cittadini, di informarli nelle piazze sul tema dell’energia», ha detto a Reti Solidali Edoardo Zanchini, responsabile Ufficio Clima di Roma Capitale. «Abbiamo fatto un lavoro di informazione di base, anche su bonus e incentivi, di supporto a leggere la bolletta, con comunicazione anche di appuntamenti, ad esempio sulle cer. È stato molto interessante, ci ha permesso di conoscere la realtà della povertà energetica e le esigenze della cittadinanza. Tanto che lo sportello mobile Informa Energia ripartirà a maggio con un secondo giro di appuntamenti che durerà tutta l’estate, fino a settembre», ha proseguito Zanchini. «Da un lato facciamo un lavoro di sportello e dall’altro di comprensione del fenomeno della povertà energetica, in modo da indirizzare le politiche in modo più efficace».

Cer: un bando da 800mila euro del Comune di Roma

È di due giorni fa la notizia che la Capitale prova a fare decisi passi avanti verso la costituzione di comunità energetiche rinnovabili-Cer sul suo territorio. La comunicazione è avvenuta nel corso della seconda conferenza delle Cer in Campidoglio. Dopo l’approvazione del regolamento cittadino, e l’inaugurazione di progetti in alcuni municipi, il Comune di Roma ha lanciato un bando da 800mila euro, con l’obiettivo di far partire almeno 20 progetti di impianti solari con energia condivisa, con risorse del ministero dell’Ambiente finalizzate a progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici. Nel progetto delle comunità energetiche rinnovabili sono coinvolti: Areti, Gestione Servizi Energetici, Banco dell’Energia, Banca Etica, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università Roma Tre e il Coordinamento Cers Roma e Lazio, che coinvolge decine di associazioni e organizzazioni sociali.

Una transizione giusta: dove non si sceglie se scaldarsi o mangiare

«Dieci anni fa la povertà energetica era un tema per pochi, oggi è una priorità riconosciuta e sempre più centrale nelle politiche pubbliche», ha detto Marina Varvesi, presidente rete Assist. «In questa quinta Conferenza nazionale ribadiamo che la differenza la fanno i territori, quando comuni, Terzo settore, imprese e mondo della ricerca lavorano insieme».
«Energia e trasporti sono servizi essenziali. Una transizione giusta è quella in cui nessuno deve più scegliere tra scaldarsi e mangiare, e l’equità comporta investire per ridurre strutturalmente la vulnerabilità», ha affermato Roberta Ranieri, Dirigente Divisione II – Incentivi per le Energie Rinnovabili, la Mobilità Sostenibile e l’Efficienza Energetica, MASE. «Con le azioni che il MASE sta mettendo in campo e, su tutti, con il Piano Sociale per il Clima-PSC l’obiettivo è riuscire a coinvolgere i vulnerabili nella transizione energetica e culturale in corso: ridurre la spesa in energia e trasporti, migliorare gli edifici, potenziare i servizi e, in definitiva, rendere partecipi famiglie, imprese e territori, anche valorizzando i contributi pervenuti da cittadini e stakeholder nella fase di consultazione del PSC, per una transizione energetica che sia anche socialmente giusta».
«La povertà energetica è un fenomeno complesso, che limita l’accesso ai servizi energetici necessari a garantire standard dignitosi di vita e di salute, a causa di una combinazione di fattori quali bassi redditi, elevati costi dell’energia e inefficienza del patrimonio edilizio», ha detto Luca Benedetti, Direttore Studi e statistiche GSE. «Il tema è oggi centrale nell’agenda delle politiche pubbliche nazionali ed europee».

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