VIVERE INSIEME PER NON INVECCHIARE DA SOLI. A ROMA IL PRIMO FESTIVAL DEL CO-HOUSING

All’Auditorium Parco della Musica il primo appuntamento di un programma che va avanti fino a giugno. Il sindaco Gualtieri: “Portare questo tema al centro del dibattito pubblico per costruire una nuova cultura dell’abitare”. L’assessora Funari: «Il co-housing non è solo un tetto, ma una scelta di innovazione sociale e culturale». Rossi Doria, Auser Lazio: «Tra le persone anziane interesse insospettato»

di Antonella Patete

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Vivere insieme, condividendo servizi e ambienti comuni come saloni, cucine, giardini in una casa che cessa di essere un luogo esclusivamente privato per diventare spazio di relazione. Un posto dove le persone anziane possono supportarsi a vicenda, senza rinunciare alla propria autonomia per superare la solitudine e fare fronte comune contro le difficoltà della terza e quarta età. Si è aperto questa mattina a Roma, presso l’auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il Festival del Co-Housing, l’evento dedicato alle nuove forme dell’abitare condiviso degli anziani promosso dall’assessorato capitolino alle Politiche sociali e alla Salute, con i finanziamenti del PNRR Next Generation EU. «Le nostre comunità invecchiano rapidamente e questo cambiamento ci obbliga a ripensare molte cose, a partire dal modo di abitare. Portare questo tema al centro del dibattito pubblico significa iniziare a costruire una nuova cultura dell’abitare e dell’invecchiamento, più fondata sulle relazioni, sulla prossimità e sulla solidarietà», ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, aprendo i lavori della mattinata che, tra gli altri, ha visto alternarsi sul palco l’arcivescovo Vincenzo Paglia, lo scrittore Erri De Luca, la filosofa Donatella Di Cesare, il musicista Nicola Piovani che hanno riflettuto sul senso dell’invecchiare, le sfide della longevità, il significato stesso dell’abitare.

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La legge 33/2023 sulla riorganizzazione dell’assistenza agli anziani dedica un articolo al tema del co-housing. «Un’occasione storica» come l’ha definita l’assessora Funari

Funari (Politiche Sociali): «Anche nella vecchiaia i romani hanno il diritto di abitare la propria casa e il proprio quartiere»

«Oggi non inauguriamo solo un Festival, ma diamo voce a una necessità profonda: ripensare l’abitare quando la vita si allunga», ha spiegato l’assessora alle Politiche sociali e alla Salute, Barbara Funari, spiegando l’impegno dell’amministrazione sul senior co-housing. «In Italia ci sono quasi 10 milioni di persone che vivono da sole», ha aggiunto. «E sebbene gli over 65 siano oltre 3 milioni, cresce in modo importante il tema della solitudine anche nella fascia tra i 45 e i 64 anni. Ma il dato che più deve farci riflettere è la percezione della solitudine. Quasi 2 milioni di anziani over 75 dichiarano di sentirsi soli spesso o sempre. E 1 su 5 non ha nessuno con cui confidarsi». Una solitudine profonda che richiede la promozione di nuove forme di convivenza, rese possibili anche da quella che l’assessora ha definito «un’occasione storica»: la legge 33/2023 sulla riorganizzazione dell’assistenza agli anziani che affronta il tema della popolazione senior non come problema da gestire, ma come questione strutturale, e dedica un articolo proprio al tema del co-housing. «Auspichiamo che il governo la attui pienamente e subito», ha affermato Funari. «Ogni cittadino di Roma ha il diritto di abitare la propria casa e il proprio quartiere anche nella vecchiaia, respingendo l’istituzionalizzazione forzata come unica scelta possibile».

Le istituzioni da sole non bastano, occorre impegno da parte di tutti

Roma Capitale, ha spiegato Funari, ha già sperimentato modelli concreti di co-housing e case-alloggio, contesti protetti ma non istituzionalizzati, dove la persona mantiene una dimensione familiare e condivisa. «Il co-housing non è solo un tetto, ma una scelta di innovazione sociale e culturale e ogni innovazione per crescere e strutturarsi necessita di un cambiamento da promuovere tra i cittadini, le istituzioni, il Terzo settore, le associazioni di volontariato, i comitati di quartiere e le altre forme di cittadinanza attiva territoriale», ha sottolineato, assicurando che l’obiettivo dell’amministrazione è passare dall’analisi alla pratica, «rendendo la rete di prossimità reale e visibile». Ma Funari ha anche richiamato la necessità di un’azione comune, che vada oltre l’impegno puramente istituzionale: «Le istituzioni da sole non bastano, se non sono animate da una rinnovata responsabilità condivisa», ha concluso. «Ognuno di noi deve sentirsi un po’ custode del benessere dell’altro. Perché una città non è fatta solo di strade e palazzi, ma dalle relazioni tra le persone».

Rossi Doria (Auser Lazio): «Tra le persone anziane interesse insospettato»

Insomma, il co-housing non si propone come alternativa ai servizi pubblici né come risposta privatistica ai problemi del welfare. Funziona, semmai, quando dialoga con la rete dei servizi del territorio: l’assistenza domiciliare, il supporto sanitario, il volontariato, l’associazionismo, le reti di vicinato. Non a caso lo stesso Festival è stato concretamente realizzato da Doc Servizi Soc. Coop. in partnership con Auser Lazio, Cooperativa Risvolti e Cooperativa Prassi e Ricerca. «Abbiamo aderito a questo progetto perché riteniamo il tema dell’abitare particolarmente importante e il co-housing un modello innovativo su cui ragionare», ha commentato Lorenzo Rossi Doria, presidente di Auser Lazio. «Il nostro compito all’interno del progetto è organizzare 10 iniziative in 10 diversi quartieri della città, per parlare di coabitazione insieme a diversi gruppi di anziani». Attualmente sono già stati svolti i primi due incontri, nel quartiere di Cinecittà e in quello di San Lorenzo, dove l’associazione ha sede: «Incontri che sono stati molto partecipati andando oltre le nostre più rosee aspettative», ha sottolineato Rossi Doria. A partecipare persone dall’età della pensione fino a 90 anni, che hanno discusso animatamente dimostrando un reale interesse per l’argomento. «Le persone anziane si chiedono se è possibile vivere meglio in futuro, mettendosi insieme per combattere la solitudine», ha aggiunto il presidente di Auser Lazio. «All’inizio mi sembrava difficile che in un Paese come il nostro, dove c’è una certa idea di casa e di famiglia, le persone anziane potessero decidere di convivere anche senza avere legami parentali e addirittura senza conoscersi. E invece mi sono dovuto ricredere». Tra le ragioni che rendono la scelta del co-housing appetibile, anche il timore di finire in una casa di riposo («che non è mai una bella prospettiva»), oltre naturalmente agli aspetti economici e alla possibilità di unire le risorse per poter pagare servizi come colf o assistenti familiari.

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Sarà online dal 7 aprile il video realizzato da Le Coliche con il sindaco Gualtieri nel cast, che con leggerezza racconta il coabitare nelle città contemporanee

Cinquanta appuntamenti, 600 ore di attività e 800 partecipanti attesi

Durante la giornata è stata presentata l’anteprima del video realizzato da Le Coliche con il sindaco Gualtieri nel cast. Il video, online dal prossimo 7 aprile, affronta con leggerezza e ironia il tema della coabitazione nelle città contemporanee. Ma quello del 30 marzo è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che andranno avanti fino al prossimo 13 giugno in tutti i Municipi di Roma con un programma di animazione territoriale diffusa che prevede oltre 50 appuntamenti, circa 600 ore di attività e 800 partecipanti attesi. Tra le tappe principali, il 18 aprile al Teatro Vascello di Monteverde un incontro pubblico con Massimo Recalcati sul tema dell’abitare nella terza età, abbinato all’anteprima di un cortometraggio di Francesco Bruni sulla convivenza tra due donne anziane. A maggio un appuntamento in periferia aperto alla cittadinanza, seguito il 21 maggio da un incontro rivolto agli esperti e alle organizzazioni del Terzo settore presso industrieFluviali, nell’ambito del Sanidays. A chiudere il percorso, a giugno, una festa pubblica in Piazza Don Bosco nel VII Municipio con la presentazione dell’Atlante del Co-Housing, che raccoglierà esperienze e proposte emerse durante i mesi del Festival. Il calendario completo è disponibile su www.festivalcohousing.it.

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