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ALTROVE RISTORANTE: QUANDO L’INCLUSIONE SI FA IN CUCINA

ALTROVE RISTORANTE: QUANDO L’INCLUSIONE SI FA IN CUCINA

Con MaTeChef e Altrove Ristorante il Cies scommette sui giovani. «Il cibo, col suo linguaggio universale, avvicina le persone e favorisce lo scambio»

Formare e dare un’opportunità di inclusione ai giovani a rischio socio-economico grazie al progetto MaTeChef e ad Altrove Ristorante. È questa la scommessa del Cies, Centro Informazione Educazione allo Sviluppo, Ong che opera a Roma dal 1983 nel campo della mediazione interculturale e dell’educazione alla cittadinanza, portando avanti diversi progetti con i giovani, in Italia e all’estero.

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MaTeChef si rivolge in particolare a giovani Neet e stranieri titolari di protezione internazionale, per dar loro la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro

A Roma, nel quartiere Esquilino, gestisce da anni il centro di aggregazione giovanile Matemù, uno spazio aperto in cui i ragazzi di tutte le culture e provenienze possono esprimere la propria creatività, vivere il loro tempo libero, trovare ascolto e sostegno da parte degli educatori.

È dall’incontro con questi ragazzi, con le loro storie, i loro bisogni, le loro motivazioni che è nato il progetto MaTeChef, Corso gratuito di formazione in gastronomia interculturale, arrivato ormai alla terza edizione.

MaTechef prevede tre percorsi di formazione (aiuto cuoco, aiuto pasticciere e operatore sala-bar), completamente gratuiti, rivolti a giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni ed investe e scommette sulla formazione professionale di ragazzi in situazioni di difficoltà socio-economiche e a rischio di esclusione sociale, in particolare Neet e stranieri titolari di protezione internazionale, per fornire possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.

Quelli di MaTeChef

Nel 2015 parte il primo corso di formazione professionale in arte culinaria e ristorazione, rivolto a questi ragazzi, intercettati soprattutto attraverso il centro di aggregazione giovanile.

Sono tutti giovani con  difficoltà ed abbandono del percorso di studi e a rischio di esclusione sociale, spinti da una forte motivazione e voglia di reinserimento ed inclusione  in un nuovo progetto di vita che riesca a «far emergere il proprio potenziale umano, culturale e lavorativo».

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I ragazzi sono seguiti da chef e professionisti del settore, affiancati da educatori professionali del Cies

I partecipanti selezionati per la formazione, a partire da criteri di valutazione prevalentemente legati alla spinta motivazionale ed alle attitudini personali, sono circa 60, soprattutto tra  i 18 e i 20 anni.

Per le caratteristiche ed i criteri di accesso alla formazione, il progetto vede una forte presenza di ragazzi migranti, richiedenti asilo o di seconde generazioni senza cittadinanza, ma anche di alcuni ragazzi italiani, oltre a 5 minori stranieri non accompagnati. Il progetto è stato finanziato da Costa Crociere Foudation e con l’8 per mille dalla Chiesa Valdese.

A seguire i ragazzi nel progetto sono stati scelti chef e professionisti del settore, affiancati da educatori professionali del Cies.

Altrove Ristorante: altro che Masterchef

Il Cies ha inoltre deciso di investire sull’apertura di Altrove Ristorante, il primo locale a Roma che nasce da un progetto di formazione per l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale dei giovani.

Nasce a Febbraio di quest’anno ed impiega immediatamente con contratto nazionale a tempo indeterminato 18 giovani provenienti dal percorso di formazione del progetto MaTeChef.

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Un esempio? Caponata di melanzane con uva cilena in crosta d’avena e spuma alle mandorle e riso

Altrove Ristorante rappresenta infatti un continuum ed una sinergia perfetta tra formazione e lavoro per un gruppo di ragazzi in fase di crescita umana, culturale e professionale che, altrimenti, non avrebbe avuto la possibilità di accedere a questo tipo di attività.

In un momento storico e sociale che vede una grossa pressione mediatica ed economica sull’arte e la formazione culinaria, con un’inflazione di programmi televisivi, pubblicità, nomi e volti di grandi chef che diventano maestri e guru dell’arte culinaria stellata e scuole di cucina inaccessibili ai più, MaTeChef ed  Altrove Ristorante diventano una scommessa importante, ma soprattutto una risposta reale di formazione professionale e certificata in quest’ ambito ed un’opportunità concreta di accesso al lavoro per i giovani.

Non resta che provare

È stato molto interessante vedere all’opera questo gruppo di ragazzi così apparentemente diversi tra loro per provenienza, storia personale e culturale, ma spinti dallo stesso obiettivo comune, la loro crescita professionale e la riuscita di questo progetto di cui loro stessi sono le fondamenta. Lavorare insieme per lo stesso obiettivo permette a questi ragazzi di abbassare le difese e le barriere rispetto alle differenze culturali e di investire tutte le loro risorse personali e professionali nel successo del loro progetto lavorativo.

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Un progetto di accoglienza, gentilezza, bellezza umana

L’equipe di educatori e  formatori professionali si affianca, quindi, a chef stellati, che hanno sposato il progetto sociale, oltre che professionale, e che accompagnano questi ragazzi in un percorso molto più ampio e complesso di un semplice corso di cucina e della gestione di un ristorante.

Il lavoro di educazione e di cura dell’aspetto umano e culturale è infatti l’asse portante di questo progetto, che vede la cucina come linguaggio e strumento di scambio. È la prima volta, infatti, che la parola “ristorante” viene strettamente collegata alla formazione e all’inclusione sociale giovanile. Un grande valore aggiunto per questo progetto coraggioso che il Cies, insieme ai suoi ragazzi, sta portando avanti.

Sarebbe un’ottima idea, secondo noi, andare a conoscerli direttamente ad Altrove Ristorante per sperimentare le loro qualità professionali, ma, soprattutto,  come è successo a noi, la sensazione di accoglienza, gentilezza e la bellezza umana di questo progetto di cui vi abbiamo brevemente raccontato.

Si ringrazia Maria Topputo per le foto

 

Maria Enrica Braga
Maria Enrica Braga

Maria Enrica Braga, laureata in Psicologia Clinica indirizzo Gruppi e Comunità, lavora presso il Cesv. Irresistibilmente attratta dall'arte soprattutto il teatro, la danza e le arti performative. Continuamente incuriosita da ciò che mi succede intorno anche se a volte è incomprensibile!

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