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Comitato Parco della Torre

A TOR MARANCIA SI RIPARTE DAL PARCO DELLA TORRE

A TOR MARANCIA SI RIPARTE DAL PARCO DELLA TORRE

Area verde, pulizia, strutture. Il Comitato Parco della Torre fa rete ed inclusione. Per il futuro di Tor Marancia e della Torre, che ne è il simbolo.

Il Parco della Torre è un’area verde, da tempo abbandonata, situata nel Municipio 8 di Roma, nel quartiere Tor Marancia. Negli anni è stato oggetto di numerosi tentativi di recupero e riqualificazione, tutti interrotti, nonostante la buona volontà e la passione delle persone che ne sono state protagoniste. Questo perchè l’attenzione legata al Parco è stata spesso di natura propagandistica, ossia portata al massimo durante le campagne elettorali per poi spegnersi una volta passate le elezioni.

Abbiamo incontrato Eleonora Coderoni, del nascente Comitato Parco della Torre, per parlarne e conoscere l’impegno che alcuni cittadini stanno mettendo in atto per cercare di ridar vita al Parco garantendone una duratura fruibilità.

 

DAI SOCIAL AI PRIMI INTERVENTI CONCRETI. Il Comitato si è formato nel momento in cui, nel quartiere Tor Marancia, si è cominciato a percepire un clima di astio nei confronti dei migranti stanziati in zona e della comunità rom che risiede nella ex Fiera di Roma. Eleonora ci spiega che il Comitato è nato da un confronto naturale tra persone del quartiere sul tema del degrado urbano, sviluppatosi dapprima nel gruppo facebook “Cittadini Municipio VIII”.

Comitato Parco della Torre«In questo gruppo c’erano diverse voci sul modo di contrastare il degrado», racconta Eleonora, «e alcuni dei partecipanti, tra cui io, hanno sentito che era il momento di iniziare a far qualcosa di serio e che il degrado non può essere risolto delegando alle istituzioni, ma rendendoci cittadinanza attiva. Siamo un gruppo molto diversificato: c’è chi risiede nei lotti come me, chi viene dall’occupazione di Casale De Merode, chi dai centri sociali La Strada o Acrobax, mentre altri sono semplici cittadini, che non fanno parte di nessun agglomerato. Così ci siamo interrogati: qual è la parte più degradata del nostro Municipio? Tor Marancia, e sicuramente il Parco della Torre. Abbiamo iniziato ad occuparci del parco tra settembre e ottobre e siamo stati accolti con grande entusiasmo fin dal primo intervento. Il quartiere ha reagito davvero bene, io abito proprio sul viale e non c’è una volta che non vengo fermata dalle persone che si informano su come procedono le cose, altre che ci hanno fatto donazioni che possono essere semplicemente sacchi dell’immondizia, o una scopa… Inizialmente ci siamo concentrati sulla riqualificazione dell’area verde, quindi siamo intervenuti sul taglio dell’erba, sulla pulizia, abbiamo ripristinato i secchioni dell’immondizia e man mano stiamo tentando di recuperare e ristrutturare anche le strutture, tipo la staccionata che percorre il perimetro del parco che è completamente dismessa. Tutto con le nostre forze e autofinanziandoci. La particolarità del parco è che ha un bagno pubblico che purtroppo ad oggi è ancora guasto, però sarebbe un fiore all’occhiello renderlo agibile, visto che ha doppi servizi e l’accesso per i disabili».

 

UN FUTURO PER LA TORRE DI SAN TOMMASO. L’obiettivo del Comitato è quello di restituire l’area a tutto il quartiere, sia a chi risiede sia a chi transita. Tanto più che Tor Marancia da alcuni anni è stata investita dalla forte opera di riqualificazione Big City Life, che ha visto la realizzazione sulle facciate dei palazzi popolari delle fantastiche opere di street art che sono diventate un orgoglio per il quartiere e che ormai sono visitate da turisti provenienti da tutto il mondo. Perché, quindi,  non creare un continuum su quel viale rendendo vivibile e gradevole il parco?

«Tor Marancia è da sempre un quartiere con pochissimi servizi e con tante attività commerciali ormai chiuse e difficili da ripristinare», afferma Eleonora, «se almeno dal punto di vista culturale e turistico ci fosse un’ implementazione le cose andrebbero meglio! Inoltre, nell’area verde c’è anche un bene culturale, la Torre di San Tommaso, costruita nel XIII secolo e alta 15 metri, che è il simbolo di Tor Marancia, ed è un peccato lasciarla così. La torre purtroppo vive una situazione particolare perché non si capisce chi ne abbia la responsabilità, se i Beni Culturali oppure il Dipartimento Territorio e Ambiente, stiamo ancora cercando di capire….»

Comitato Parco della Torre«Al momento è, comunque, interamente murata perché negli anni è stata oggetto di abusi abitativi da parte di persone in condizioni di disagio poi sgomberate e, per evitare che si verificassero nuovi episodi del genere, è stata completamente murata. Possiamo godercela dall’esterno, ma avrebbe comunque bisogno di un intervento di restauro. Ha, infatti, subito atti di vandalismo, ma, essendo un’opera medioevale, vorremmo far intervenire persone competenti. Per il futuro abbiamo tante idee, magari potrebbe diventare un piccolo museo che ospita la storia di Tor Marancia o semplicemente un luogo da visitare. Noi abbiamo comunque affisso adesso un cartello che racconta la storia della Torre,  perché pensiamo sia importante dare dei riferimenti storici anche per creare un senso identitario di quel luogo. Creare identità sarebbe anche una soluzione alle tante problematiche del quartiere: la torre è un patrimonio, prendiamocene cura e valorizziamola».

 

IL CARNEVALE ANTIRAZZISTA. Il Comitato in questi mesi di attività si è inoltre adoperato per costruire una buona rete territoriale con le altre realtà presenti. Sta affiancando il Comitato Parco Giovannipoli nella raccolta firme a favore della Delibera di Iniziativa Popolare per l’approvazione di un Regolamento per la cura condivisa dei Beni Comuni. Sta partecipando con altri soggetti del territorio all’organizzazione della IX edizione del Carnevale Antirazzista. Tor Marancia è sempre stato un quartiere molto accogliente e solidale, dove le diversità non sono mai state un problema né viste in modo discriminante o come criticità, ma sempre come fonte di ricchezza, forse proprio perché è un quartiere che nasce dalla volontà del regime fascista di  allontanare dai punti strategici del potere tutte le persone ritenute sovversive e d’intralcio, che sono state relegate qui.

Comitato Parco della TorreEleonora ci spiega l’iniziativa: «Noi vogliamo ribadire l’antirazzismo in un momento di gioia, sottolineare quanto per noi sia importante l’inclusione e l’integrazione coinvolgendo le nuove generazioni. È bello essere tanti e diversi, e, tramite il Carnevale, abbiamo generato una storia partendo dalla favola della magia dei colori. La storia parla di un patriarca dei colori che decide di imporre dei colori a ciascuno, ad esempio il rosa per le femmine e l’azzurro per i maschi, ma non tutti si sentono rappresentanti da questa suddivisione, e siccome l’unione fa la forza tutti insieme sconfiggeremo il patriarca dei colori e non ci faremo imporre niente. Ognuno ha la sua sensibilità e un colore con cui esprimerla. Ci saranno due cortei che si uniranno e arriveranno al parco della Torre dove si svolgerà la festa finale e ci sarà la sconfitta del patriarca con una lotta a suon di colori. Coinvolgeremo i bambini con i pennelli e le tempere, e ci saranno delle bande musicali e dei giocolieri ad intrattenere i partecipanti. Coglieremo l’occasione anche per fare sensibilizzazione sui beni comuni, sul riprenderseli e sentirsi legittimati nel farlo e nel prendercene cura».

 

IL PROGETTO SCIANGÀI. Il parco ha portato le persone ad avere un rapporto più diretto nel quartiere, a conoscersi meglio, a maggiori momenti di confronto che hanno fatto emergere altri bisogni da cui sono nate nuove idee. Il problema della dispersione scolastica li ha portati a lavorare insieme per avviare il progetto Sciangài, in collaborazione con la Scuola Popolare Piero Bruno, la Fondazione L’albero della Vita e  l’Istituto Comprensivo  Poggiali- Spizzichino, dove vengono intercettati tutti quei ragazzi che hanno bisogno di supporto nello studio. Tor Marancia purtroppo è un quartiere dove c’è un grave abbandono scolastico fin dalle elementari, ma in particolare alle medie e superiori, e dove mancano per i giovani luoghi di aggregazione in cui crescere ed emanciparsi.

Per concludere, le sfide che si pone il Comitato sono quelle di costituirsi ufficialmente come associazione, e poi far vivere il parco quotidianamente, perché è l’unico modo per non farlo ricadere nell’abbandono.

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Valentina Avella
Valentina Avella

Laureata in Psicologia, sono operatrice territoriale presso il CESV. Mi piace non stare mai ferma e viaggiare... soprattutto con la mia moto! Il valore più grande per me, pur amando la tranquillità, è coltivare relazioni con gli altri e condividere esperienze.

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