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CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO: SETTE PROPOSTE PER IL 2018

CONFERENZA REGIONALE DEL VOLONTARIATO: SETTE PROPOSTE PER IL 2018

Riconfermata la presidente Maria Lorena Micheli: "ci aspetta un anno impegnativo".

La Conferenza regionale del Volontariato 2017, che si è riunita a Roma il 29 novembre scorso, ha rieletto come presidente Maria Lorena Micheli: una scelta di continuità, e quindi anche un riconoscimento al lavoro svolto dalla Conferenza stessa nei mesi precedenti.

Nel corso dell’anno, infatti, la Crevol ha promosso due tornate di  incontri territoriali in tutte le province della Regione. Un primo giro d’incontri si è svolto tra Marzo a Maggio ed è stato imperniato sulla discussione a proposito della L.R.11/2016, “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio” e sul conseguente Piano sociale regionale 2017/2019, approvato dalla Giunta ed ora in discussione presso il Consiglio Regionale del Lazio.

Conferenza regionale del volontariato 2017
Maria Lorena Micheli è stata rieletta presidente della Crevol

PROPOSTA 1/I LEA. Dal confronto e dal dibattito tra le associazioni è scaturito un Documento di proposte, la prima delle quali riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e, all’interno di esso, il problema degli assistenti sociali.

Per quanto riguarda i LEA, il documento chiede che venga aperta, e che funzioni effettivamente, una Casa della Salute per ogni distretto sanitario. Il numero di assistenti sociali deve essere aumentato, raggiungendo il rapporto di uno ogni 6.000 residenti.

Naturalmente queste due richieste implicano una adeguata copertura finanziaria, ma la Conferenza ha chiesto anche che vengano definiti i tempi, anche su base pluriennale.

 

PROPOSTA 2/LA CO-PROGRAMMAZIONE. IL secondo punto del documento riguarda la co-programmazione come metodo e stile di lavoro: resta un valore di scriminante, ma c’è la necessità di avere indicazioni condivise e vincolanti anche per gli enti locali: sono troppe e troppo diverse le interpretazioni che si danno a questo termine, e sul territorio ognuno fa un po’ come gli pare. Il tema si pone in particolare per i Piani di Zona, che dovrebbero essere un luogo di partecipazione per eccellenza. 

In particolare il volontariato chiede:

  1. l’attivazione dei Tavoli tematici e generali in modo permanente per ogni Distretto ed articolati sia a livello di singoli Comuni che di quartieri per le grandi città;
  2. l’attuazione degli Organismi di partecipazione diretta dei cittadini, previsti dal piano sociale regionale, accompagnati da strumenti diretti di contatto con i cittadini quali, a titolo di esempio: sportelli e punti di ascolto, forum tematici, focus group.

 

 

LA REGIONE. Il Documento della Conferenza  a fine Giugno è stato consegnato all’Assessora alle Politiche Sociali, Sport e Spettacolo Rita Visini. «Durante l’incontro»,  ha spiegato durante la Conferenza Maria Lorena Micheli, «ci siamo confrontati sulle proposte per eventuali modifiche al Piano sociale regionale. L’assessora, devo riconoscerlo, ha posto grande attenzione al Documento tanto da averlo citato, come lavoro delle associazioni, in Conferenza Stato/Regioni».

Conferenza regionale del volontariato 2017
L’Assessora Rita Visini interviene alla Conferenza Regionale del Volontariato 2017

Lo stesso documento è stato inviato anche a tutti i capigruppo regionali e al Presidente della VII Commissione Politiche Sociali e Salute Rodolfo Lena, che  «ci ha successivamente contattato per estrapolare due punti principali da portare in commissione e poi in Consiglio Regionale per l’approvazione. Al momento sono in corso i lavori nel Consiglio regionale per la discussione del Piano sociale regionale», ha detto la presidente della Conferenza.

 

PROPOSTA 3/IL CODICE DEL TERZO SETTORE. Durante gli incontri territoriali, le associazioni si sono confrontate anche sul nuovo Codice del Terzo Settore: anche su questo sono emerse proposte che l’Osservatorio regionale del Volontariato ha consegnato  alla senatrice Annamaria Parente, che ha poi invitato la Conferenza ad un gruppo di lavoro in Commissione Senato per la stesura del testo definitivo della legge.

Grazie a questo lavoro nel testo definitivo è stato inserito nel testo definitivo il fatto, che il passaggio dai Registri regionali al Registro unico nazionale debba avvenire gratis (prima era prevista una tassa di € 200,00). «Un risultato importante», chiosa Micheli, «grazie al lavoro congiunto della Conferenza e dell’Osservatorio Regionale, anche se va notato che le variazioni statutarie future saranno assoggettate al pagamento dell’imposta da cui prima eravamo esenti».

 

PROPOSTA 4/IL FUTURO DELLA CONFERENZA. Dopo l’approvazione del Codice del Terzo settore, tra Settembre e Novembre, si è svolto il secondo giro d’incontri sui territori delle province, per approfondire la legge in oggetto: sono emerse le linee guida per l’attività della Crevol nel 2018.

Una prima richiesta riguarda la necessità di una legge regionale, che recepisca la nuova normativa nazionale e che contenga la conferma e la riorganizzazione della Conferenza e la riorganizzazione dell’Osservatorio Regionale. Al momento tali organismi non sono contemplati dal Codice, che prevede solo il Consiglio Nazionale del Terzo settore. Questo non esclude che il Consiglio regionale del Lazio possa deliberare in autonomia e fare in modo che la Conferenza mantenga, ed anzi incrementi, il suo ruolo strategico, sia in termini di rappresentanza che di partecipazione effettiva delle singole associazioni, anche per favorire i rapporti tra le associazioni del territorio e le istituzioni pubbliche.

Le associazioni chiedono, inoltre, che la Conferenza abbia una sua sede istituzionale e che gli incontri territoriali della Conferenza, e quindi il ruolo dei portavoce territoriali vengano riconosciuti formalmente.

 

PROPOSTA 5/LE SEDI IN COMODATO D’USO. La seconda riguarda l’utilizzo dei beni immobiliari pubblici e la possibilità di darli in comodato d’uso alle associazioni (cosa prevista dall’art. 71 del Codice del Terzo Settore). È nota infatti la situazione di tante associazioni che, a Roma, hanno sedi in spazi del Comune e si trovano sotto sfratto per fine contratto e presunta morosità. La questione però riguarda molte associazioni in ogni Distretto regionale.

Conferenza regionale del volontariato 2017
La Conferenza ha definito le linee guida per il 2018

L’art.71 comma 2 del Codice del Terzo Settore per la prima volta introduce la possibilità di concedere in comodato beni mobili ed immobili di proprietà pubblica, non utilizzati per fini istituzionali, agli enti del Terzo settore. Racconta la presidente della Conferenza che «durante gli incontri le associazioni hanno ribadito il sacrosanto il diritto di ogni associazione di avere una “propria casa”, al fine di svolgervi le attività di interesse generale e quindi hanno proposto il recepimento di questo principio da parte dello Stato, della nostra Regione e di tutti Enti locali. Una mappatura degli edifici pubblici e delle aree verdi da destinare alle associazioni favorirebbe questo nuovo percorso».

La Conferenza regionale del Volontariato 2017 chiede inoltre di entrare a far parte dei tavoli tecnici di consultazione per la definizione di Regolamenti locali, qualora il Comune di Roma ed altri i Comuni della regione rendessero li rendessero operativi.

 

PROPOSTA 6/I FONDI. L’Atto di Indirizzo del 13 Novembre 2017 (Art. 72-73 del Codice) del Ministero del Lavoro mette a disposizione del Terzo settore fondi per 91 milioni di euro di cui 26 milioni  per “Iniziative e progetti di rilevanza locale”, da ripartire tra le Regioni.

La Conferenza regionale del volontariato 2017 propone al Consiglio regionale e all’assessora Visini che la quota della Regione Lazio, presumibilmente intorno al 10% , venga destinata alle associazioni di volontariato medio-piccole, tenendo conto delle realtà locali, senza penalizzare alcun territorio.

 

PROPOSTA 7/IN VISTA DELLE ELEZIONI. Queste sono quindi le linee che la Conferenza regionale del Volontariato 2017 si è data per il 2018, linee che andranno portate avanti insieme ai temi legati soprattutto all’attivazione reale del Piano sociale regionale e all’integrazione socio-sanitaria.

«Per questo è necessario incontrare tutti i candidati alla Presidenza della Regione Lazio, per presentare le linee giuda ed avere da loro  un impegno formale a farsene carico, dopo l’elezione del nuovo Presidente e del nuovo Consiglio della Regione Lazio», conclude Micheli.

I materiali dell Conferenza Regionale del Volontariato 2017 si trovano nel portale www.volontariato.lazio.it.

 

 

 

 

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