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emporio solidale I care

VITERBO: COSÌ L’EMPORIO SOLIDALE I CARE AIUTA LE FAMIGLIE

VITERBO: COSÌ L’EMPORIO SOLIDALE I CARE AIUTA LE FAMIGLIE

Aperto a marzo per iniziativa di una rete di associazioni, è un aiuto concreto, grazie ai volontari e alla collaborazione del territorio

«Abbiamo inaugurato pochi mesi fa l’emporio solidale I care e il bilancio è più che positivo», spiega Domenico Arruzzolo, presidente dell’Associazione Viterbo con Amore onlus.
I Care, avviato grazie ad un finanziamento di 83.000 euro di un bando della regione Lazio, è nato da Cooperativa Sociale AliceNova, Consorzio Parsifal, Casa dei Diritti Sociali della Tuscia e Viterbo con Amore.

 

COME FUNZIONA. L’emporio solidale i Care è un social market, dove si può andare a fare la spesa gratuitamente. un sistema di sostegno alimentare per le persone con disagio economico e sociale Dopo un primo colloquio, se si possiedono i requisiti calcolati in base all’ISEE (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) viene consegnata una social card, sulla quale vengono caricati i punti quale credito per fare la spesa; per usufruire di I Care bisogna essere residenti nel comune di Viterbo e nelle frazioni. «Partiti a metà marzo con la richiesta delle famiglie, abbiamo chiesto i documenti da produrre e si è iniziato con l’accettazione delle domande. Dopo un mese abbiamo dovuto interrompere la fase di accoglienza perché eravamo arrivati a 62 richieste e ci siamo fermati, la riapriremo ad ottobre».

emporio solidale I careNel minimarket le famiglie registrate possono prelevare gratuitamente generi alimentari confezionati e a lunga conservazione e per l’igiene personale e domestica. «Abbiamo fatto un lavoro di ricerca sulle realtà territoriali che fanno un lavoro simile al nostro, come la Caritas Diocesana, la Croce Rossa e i centri sociali del Comune; gran parte delle famiglie che arrivano da noi ci sono state mandate da queste associazioni che, nei centri di accoglienza e di ascolto, hanno avuto modo di conoscerle e di capirne le difficoltà economiche. La diversità da altre forme di sostegno alimentare è che, nell’emporio, le persone prendono un carrello e scelgono tra gli scaffali ciò che occorre loro: non prendono un pacco preconfezionato che non permette di scegliere e dove c’è un po’ di tutto, anche ciò che non serve in quel momento».

 

RESPONSABILIZZARE. La social card dura sei mesi. «L’obiettivo dell’emporio solidale I Care non è di creare l’ennesima forma di assistenzialismo: sanno che possono contare sul nostro aiuto per un periodo di tempo, nel quale possono dedicare le proprie energie fisiche e mentali alla ricerca di un lavoro e ad altro», continua Arruzzolo. La social card può essere rinnovata per altri sei mesi, al termine di un anno le famiglie non sono più ammesse all’emporio solidale, per dare posto ad altre persone.

«Da quando abbiamo interdetto la fase di accoglienza molte famiglie ci sono venute a chiedere se “non c’è più speranza”, ma li tranquillizziamo dicendo che ad ottobre riapriremo la nuova fase di accoglienza per venire incontro alle esigenze di altre persone. I Care è un progetto molto efficace, che risponde alle esigenze del territorio. A volte alcuni progetti non nascono in seguito ad un’analisi del contesto, come abbiamo fatto noi, e non hanno successo come lo sta avendo il nostro. Sono circa 150 le persone che attualmente stiamo aiutando, famiglie anche numerose e con bambini piccoli. All’emporio si possono trovare anche prodotti per la prima infanzia, come pannolini, che non si trovano in tutti gli empori solidali. Il nostro obiettivo è garantire la varietà di prodotti sempre disponibili. Se una famiglia viene e trova all’inizio gli scaffali pieni di prodotti e le volte successive li trova mezzi vuoti, può capire che facciamo difficoltà a reperirli e a venire incontro ai loro bisogni; cerchiamo sempre di offrire più prodotti possibili, facendoci aiutare anche dalle collette alimentari organizzate da altre realtà».

 

emporio solidale I careI VOLONTARI. «Un’altra sfida vinta è stato il reperimento dei volontari. Abbiamo avviato una campagna, all’inizio, grazie alle quattro associazioni che partecipano al progetto (l’Associazione Viterbo con Amore si è fatta carico della gestione dell’emporio). Siamo molto soddisfatti: sono stati reclutati più di venti volontari, che hanno fatto un corso di formazione sia sul volontariato, sia sull’HACCP (per la manipolazione di prodotti alimentari), sia sulla sicurezza del lavoro. I volontari si alternano in turni: siamo aperti due volte a settimana, ma negli altri giorni dobbiamo andare a fare la spesa, reperire prodotti da altre associazioni, mettere a posto gli scaffali, controllare le scadenze e fare tanto altro».

 

IL COINVOLGIMENTO DEL TERRITORIO. «Siamo andati a visitare altri empori solidali di successo, come quelli di Parma, di Terni, di Monterotondo: ognuno ha una propria specificità, in base al contesto territoriale e socioeconomico, ma abbiamo cercato di “copiare” alcune caratteristiche standard facendole nostre, aggiungendo alcune specificità del nostro territorio. Stiamo puntando anche alla sensibilizzazione delle persone e i risultati sono tangibili. Nell’ultima colletta alimentare abbiamo raccolto più di quattro quintali e mezzo di prodotti, questo ci fa capire che è uno strumento importante per reperire i prodotti che ci occorrono. Ci stiamo dando da fare per capire come ci possono aiutare le realtà locali, quali Banco Alimentare, ma anche Coldiretti», conclude il presidente di Viterbo con Amore.

L’emporio si trova in Piazzale Porsenna, nel quartiere Santa Barbara. Il Comune di Viterbo ha rimesso a posto il locale dell’emporio solidale e l’ha concesso in comodato d’uso gratuito. È aperto il martedì mattina dalle ore 9 alle 12 e il giovedì pomeriggio dalle ore 15 alle 18, ad ogni giorno di apertura vanno a fare la spesa dalle 12 alle 14 famiglie. Non circolano soldi dentro I Care, ma le persone hanno una scheda dalla quale devono scalare i punti arcobaleno di ogni prodotto: la pasta, ad esempio, ha 5 punti ed il tonno 10. Si ha diritto, se si è single, a 400 punti, se si è in due persone 600, se si è in tre 800, fino ad arrivare a 1200 punti per famiglie con quattro o più elementi.

Il progetto dell’emporio solidale I Care si occupa anche di assistenza domiciliare: la consegna a domicilio è effettuata da un’operatrice sociale per le persone anziane o malate che non possono recarsi personalmente all’emporio.

Per aiutare I Care ci si può unire ai volontari, partecipare alle raccolte del Banco Alimentare o fare una donazione.
Sulla pagina Facebook Emporio solidale I Care Viterbo si possono trovare tutte le informazioni.

Se avete correzioni o suggerimenti da proporci, scrivete a comunicazione@cesv.org

 

 

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Ilaria Dioguardi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista pubblicista freelance, vivo a Roma. Ho avuto ed ho molte esperienze professionali nel giornalismo, nell’editoria, nel non profit. Le mie passioni: il mio lavoro, la lettura, il nuoto.

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