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NONSONORIFIUTI: COME CREARE LAVORO CON IL RICICLO

NONSONORIFIUTI: COME CREARE LAVORO CON IL RICICLO

A Roma, al mercato Trionfale, è presente una microrete per la compravendita di materie prime recuperabili. Che spera di allargarsi a ogni quartiere

«Noi non gestiamo rifiuti, ma materie prime», dice Silvia Cavaniglia, Presidente di Nonsonorifiuti. Rivolta ai frequentatori del mercato rionale e non solo, l’impresa raccoglie i materiali prima che vengano immessi nel ciclo dei rifiuti, li seleziona e li differenzia nel modo corretto, infine li rivende sul mercato delle materie riciclabili per realizzare il proprio utile.

È un progetto di economia sociale, circolare che nasce per i cittadini.
Il servizio funziona così: il cliente si iscrive fornendo le proprie generalità, al sito o direttamente al box 95 del mercato Trionfale. Da quel momento, dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 14,30 (il martedì e il giovedì fino alle 19) può portare carta, pet, vetro, metalli, legno, olio esausto, vestiti ed altro agli operatori, che pesano separatamente i materiali e li “acquistano” accreditandone il prezzo su un conto personale, che il cliente può consultare on line. Quando il credito arriva a cinque euro, il server suona, si accende come una slot machine e si trasforma in contanti: il cliente decide se ritirare o continuare la propria raccolta.

Nonsonorifiuti al Trionfale

Mentre osservo le tante persone che conferiscono i propri rifiuti al box, arriva per la prima volta una signora. «Lei è la cliente numero 1208», dice Silvia Garaviglia, che si definisce “romana de Roma” e accoglie tutti i clienti con il sorriso. Ci tiene a sottolineare che la sua attività, nata nel novembre del 2014, ha dato una spinta anche all’economia interna al mercato. «Le persone vengono al mio box, scaricano i loro materiali, una volta che stanno qui comprano almeno un chilo di mele o un etto di prosciutto. Si aiuta così anche l’economia dei mercatari», dice Silvia.

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Nonsonorifiuti si trova al box 95 del mercato Trionfale, a Roma

Il mercato Trionfale è il più grande della città, tra i primi per dimensioni, sia in Italia che in Europa. È anche uno dei più antichi mercati rionali romani. «Questo progetto, inserito in tutti i mercati rionali, darebbe un vasto servizio di recupero di rifiuti. L’olio e la plastica stanno avvelenando la flora e la fauna marina».

In un’ora arrivano da Nonsonorifiuti circa 30 persone, portano materiali di vario genere, molte conferiscono l’olio. «Nel nostro statuto è scritto che a tutti i cittadini che portano l’olio esausto diciamo “grazie dell’olio”: quest’opportunità di raccolta non esisteva fino a poco fa, la maggior parte dei domicili lo sversava nel lavandino o nel water e un litro di olio inquina 10.000 litri di acqua di mare. Alcuni, prima di conoscere la possibilità di venirlo a portare al nostro box, arrivavano fino alle isole ecologiche per conferirlo, oppure lo raccoglievano tutto l’anno per portarlo poi al paese estivo, durante le vacanze».

«Quando buttiamo nei cassonetti c’è tanta confusione nella raccolta, molti sacchetti sono in terra, è tutto sporco. Qui siamo sicuri che la raccolta va a buon fine», racconta la signora Maria Teresa, che viene al box 95 da un paio d’anni ed è arrivata a raccogliere 12,95 euro. «A lei non importa dei soldi, ma di sostenere il progetto, di aiutarci a cercare di svilupparlo. A tutti i miei clienti mando, ogni volta che vengono al box, la mail con lo scontrino, mi devono controllare se ho accreditato ciò che mi hanno portato e devono sapere il prezzo al chilo di ogni materiale: loro controllano me e io controllo loro quando portano i rifiuti.

Da questo progetto sono uscite fuori tante realtà, il fatto che alcuni clienti vengono da molto lontano, non per i soldi, ma per creare posti di lavoro, fa capire quanto sia “sentito” dai cittadini il problema della raccolta dei rifiuti», spiega la presidente di Nonsonorifuti.
«Vengo qui da due anni e mezzo», dice Michelina, «abito vicino, vengo a piedi, ma mi auguro che aprano altri punti, anche all’esterno. Qui l’impresa è vincolata agli orari di mercato ed è di difficile accesso, mentre fuori potrebbe stare aperto dalla mattina alla sera. Oggi ho portato olio esausto, carta, plastica».

L’obiettivo: recupero in ogni quartiere

«Il nostro obiettivo è che ci sia un’impresa di Nonsonorifiuti, nel futuro (dai 2 ai 5 anni), dietro l’angolo di casa di ognuno di noi, al posto di un mini market. Perché il nostro progetto abbia veramente senso, bisogna poter arrivare da noi senza doverci mettere troppa energia, la gente deve raggiungerci senza la macchina o l’autobus: se no si inquina, si consuma benzina. Bisogna uscire dal portone di casa, girare l’angolo e avere la certezza che ci sia una famiglia che fa reddito mentre raccoglie le materie di ognuno di noi, che cura l’olio esausto, la plastica e tutto il resto, stando attento a non contaminarli perché è questo che porta reddito», spiega Silvia Cavaniglia. Tutte le persone che arrivano hanno già separato le bottiglie dai tappi, perché “i tappi hanno più valore, e loro lo sanno”.

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Le persone portano materiale già selezionato, ma anche vestiti, peluche, oggetti

La presidente di Nonsonorifiuti lavora con altre due persone. Acquistano le materie prime dai loro clienti: hanno valore di mercato perché sono prive di contaminazione, per questo hanno molto valore. Dopo la raccolta al box, trasportano il materiale agli impianti Ama, che li paga di più di quanto l’impresa paga i cittadini.

«Ma non sarà mai un business per il cittadino. Il business è nelle persone che si assumono per fare questo lavoro. Ogni impresa che apre un’attività come la mia permette a due famiglie di campare più che bene. E loro non gestiranno mai i rifiuti, saranno sempre ed esclusivamente commercianti, questa è una compravendita di materie commerciali. C’è tanta gente che non lavora, aprire imprese come la mia potrebbe essere un modo per fare reddito… »

A scuola di recupero delle materie prime

Al box 95 di Silvia si possono portare anche vestiti, borse, scarpe, cinture, portafogli, peluche. «Tutto quello che riesco a portare agli impianti con questo tipo di procedimento sono sicura che non va bruciato. Quando si bruciano i rifiuti si inquina. Il principio è: evitare la discarica e la termovalorizzazione, ma reimmettere tutto in un’economia che funziona». Questo progetto ha senso perché si evita la contaminazione e si ridà un valore di mercato alle cose. «Ci hanno fatto tutti credere che tutti questi materiali sono rifiuti, così noi li rifiutavamo. Invece, tutto ciò che normalmente è considerato “rifiuto” viene recuperato dai miei clienti, noi lo acquistiamo e ce ne prendiamo cura. I libri che sono stati dentro la biblioteca di casa tua per 20 anni non sono rifiuti: qui la carta e tutto il resto sono valorizzati tantissimo».

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Per partecipare è necessario iscriversi al sito

Anche molte scuole partecipano alla raccolta presso Nonsonorifiuti. Ad esempio, tutta una classe della scuola Cairoli porta i materiali. «Una mamma ha coinvolto le famiglie di 28 bambini, che ci portano le materie prime, quando arrivano a 5 euro comprano il sapone e la carta igienica per la scuola. Il secondo anno di raccolta sono riusciti anche a comprare il regalo per le maestre: 28 famiglie producono tanto, sono soldi utili per la classe».

Nonsonorifiuti ha tenuto da poco uno dei corsi per avviare un’impresa, ne sono previsti altri. Le informazioni sono reperibili sul sito www.nonsonoriifiuti.it, il costo del corso verrà rimborsato a chi aprirà un’attività. Visti l’interesse e la partecipazione dei cittadini, speriamo che ne aprano presto molte altre.

Ilaria Dioguardi

Laureata in Scienze della Comunicazione, sono una giornalista pubblicista freelance, vivo a Roma. Ho avuto ed ho molte esperienze professionali nel giornalismo, nell’editoria, nel non profit. Le mie passioni: il mio lavoro, la lettura, il nuoto.

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