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POLIS MENTIS: NASCE L’OSSERVATORIO SULLA SALUTE MENTALE NEL LAZIO

POLIS MENTIS: NASCE L’OSSERVATORIO SULLA SALUTE MENTALE NEL LAZIO

Presentato da Progetto Itaca Roma, ha analizzato la presenza della salute mentale nei programmi elettorali regionali e ne monitorerà l’attuazione

Presentato ieri nella Capitale l’ Osservatorio Polis Mentis ideato dall’Associazione Progetto Itaca Roma,  che si occupa di promuovere programmi gratuiti di supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da schizofrenia. Nato in occasione della tornata elettorale del quattro marzo, l’Osservatorio si propone di indagare il peso delle tematiche legate alla Salute Mentale nelle politiche dei nove candidati alla Presidenza della Regione Lazio. Per poi verificare, successivamente alle elezioni, che le proposte di intervento inserite nel programma elettorale vengano effettivamente portate avanti dall’Amministratore eletto.

Il quadro iniziale che emerge dal monitoraggio dell’Osservatorio Polis Mentis non è,  però, rassicurante: solo 3 candidati su 9 si sono occupati con un focus specifico di Salute Mentale, in una Regione che vede i servizi preposti alla cura delle persone affette da schizofrenia versare in condizioni critiche. Nel Lazio la spesa dedicata è pari solo al 3,3 per cento della spesa sanitaria totale (inferiore rispetto al valore nazionale del 3,5 per cento), una cifra ben lontana dalla soglia minima del 5 per cento cui si erano impegnate le Regioni nel 2001, come sottolinea l’associazione stessa.

 

Osservatorio Polis Mentis

 

LA NEGAZIONE DEL PROBLEMA. Il monitoraggio dell’ Osservatorio Polis Mentis nasce per contrastare una tendenza comune: quella al nascondimento, se non alla negazione, del problema.  Su 240 mila persone affette da schizofrenia nel nostro Paese, i centri di salute mentale riescono ad intercettare solo la metà dei pazienti. Solo nella Capitale oltre 30 mila persone, secondo Renato Frisanco, Ricercatore sociale presso la Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, soffrono di disturbi psichici. Oltre il 75 per cento del campione preso in esame, però, tende a nascondere la malattia, cerca di non parlarne, teme che diventi visibile in pubblico. Un sentimento di vergogna condiviso dagli stessi medici, che ammettono la sussistenza, all’interno del servizio sanitario nazionale, di  un pregiudizio nei confronti dei pazienti schizofrenici. Per questo motivo il fine ultimo dell’ Osservatorio Polis Mentis, nelle parole della dottoressa Vaccaro, Responsabile Area Welfare e Salute CENSIS, è stato fin dall’inizio quello di informare la popolazione, «per negare la negazione» stessa del problema.

 

DISAGIO MENTALE E DISOCCUPAZIONE. L’indagine Vivere con la schizofrenia: il punto di vista dei pazienti e dei loro caregiver”, recentemente presentata dal Censis e inserita all’interno del Report dell’ Osservatorio Polis Mentis, mette in risalto molte criticità. In primis le problematiche relazionali che la malattia mentale crea, legate all’impossibilità di crearsi una famiglia, complice anche la difficoltà di trovare lavoro. I disoccupati, infatti, sono ben il 35 per cento dei pazienti. La malattia ha un impatto prorompente dal punto di vista esistenziale e le principali conseguenze sembrano quindi essere la perdita del lavoro e la difficoltà nel creare relazioni interpersonali e affettive stabili al di fuori del nucleo familiare.

 

RITARDI NELLA DIAGNOSI. Altro problema è quello dei ritardi nelle diagnosi, dato che il tempo che intercorre dalla comparsa dei primi sintomi alla prognosi è in media di 3 anni. Il 64 per cento dei 68 mila utenti dei servizi psichiatrici erogati nel Lazio, infatti, dichiara di ricevere la prima diagnosi in occasione della prima visita, che coincide quasi sempre con un episodio acuto di ospedalizzazione. Tempistiche molto lunghe che dipendono sia da problematiche nel rapporto tra pazienti e Istituzioni, sia dalla difficoltà di questi ultimi e dei caregiver di accettare la sussistenza della malattia.

 

 

LA PROPOSTA. In risposta al problema l’Associazione di Volontariato Progetto Itaca Roma ha scritto una lettera aperta ai candidati alla Presidenza della Regione Lazio, per proporre l’adozione di un metodo di riabilitazione non clinica che favorisca l’inserimento lavorativo e la socializzazione dei pazienti in contesti protetti, come quelli delle strutture diurne non sanitarie. Gestite secondo la formula del circolo, le cosiddette Clubhouse sono luoghi in cui le persone con disagio psichico trascorrono la giornata in unità di lavoro, in modo da recuperare l’autostima e l’autonomia sociale e lavorativa.

Antonio Concina, Presidente di Progetto Itaca Roma, ha infatti affermato: «Per la Salute Mentale è necessario guardare a soluzioni innovative e integrative a basso costo quali la riabilitazione non clinica con il metodo Clubhouse International, adottato con successo in oltre 320 centri di 34 Paesi nel mondo tra cui il nostro a Roma. Dove sono garantiti servizi completamente gratuiti, finanziati attraverso donazioni così da non gravare sul portafogli delle famiglie né sulla spesa pubblica».

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Micaela Mauro
Micaela Mauro

Appassionata di comunicazione digitale, cultura e sociale, consegue con lode la laurea magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo, specializzandosi con un master in Digital Communications Specialist presso L'Università Cattolica. Editor di Wikipedia, accresce le sue competenze come Digital e Social PR lavorando presso un'agenzia di ufficio stampa milanese.

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