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RETAKE ROMA: PERCHÈ COLLABORIAMO CON AMA

RETAKE ROMA: PERCHÈ COLLABORIAMO CON AMA

WakeUp Roma sarà il più grande retake mai organizzato. Intanto volontari e operatori ecologici lavoreranno insieme per bonificare i luoghi imbrattati dai vandali.

Reti Solidali li aveva incontrati ad Ottobre 2014 per farsi raccontare il loro progetto ambizioso per la città di Roma: creare una rete capillare di volontari del decoro urbano per riqualificare i quartieri più disagiati della capitale. E ci sono riusciti. Oggi i retakers sono organizzati in più di 70 gruppi di zona – senza contare quelli attivi nella provincia – che settimanalmente si incontrano per riverniciare i muri imbrattati dai graffiti, rimuovere manifesti e adesivi abusivi, pulire gli arredi urbani e molto altro.

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Roma, 6 Febbraio. La firma del protocollo di collaborazione tra Retake Roma e Ama

Ma gli “angeli del decoro” non si sono fermati qui. Lo scorso 6 Febbraio 2016 il presidente di Retake Roma insieme con il Direttore generale di Ama Spa Alessandro Filippi, hanno firmato un protocollo di collaborazione per il recupero di zone degradate di Roma. Un accordo di 12 mesi in cui volontari retakers e operatori ecologici lavoreranno insieme per bonificare viali, strade e piazze imbrattate da vandali. Una supplenza al lavoro che l’azienda municipalizzata del Comune di Roma non porta a termine? Per il presidente di Retake Roma, Simone Vellucci, non è così.

Cosa prevede questo accordo?
«L’accordo prevede l’ampliamento del supporto di Ama negli eventi organizzati da Retake Roma. Passeremo da 15 a 75 eventi al mese raggiungendo un totale di 900 potenziali retake all’anno. Ci sarà, inoltre, un canale privilegiato tra le strutture municipali di Ama e i referenti Retake di zona attraverso cui segnalare disservizi e criticità. Quindi da una parte coinvolgere sempre più i cittadini a denunciare e recuperare situazioni di degrado e dall’altra stimolare l’azienda Ama ad intervenire celermente».

Ama fornirà attrezzature tecniche specifiche per il recupero di ambienti pubblici degradati?
«Questo accordo formalizza quello che già facciamo da tempo. Sin dall’inizio Ama ci ha supportato mettendoci a disposizione strumenti professionali adatti alla pulizia (ad esempio idropulitrici, vernici adatte alla rimozione di graffiti eccetera…) Naturalmente, quando richiediamo questo tipo di interventi, sono gli stessi operatori ecologici a a coordinare la bonifica di piazze o vie».

Il vostro è un progetto lodevole ma non pensate che i retakers stiano colmando l’inefficienza di un’azienda come Ama?
«Immaginiamo se ogni romano gettasse cicche per terra. Come dovrebbe agire il Municipio? Impiegherebbe un operatore Ama per ogni singolo cittadino che compie questo gesto? Davanti alle forme di illegalità che continuano ad evolversi a Roma (pensiamo agli adesivi abusivi sui pali della luce) cosa dovrebbe fare un’azienda di raccolta rifiuti? Rincorrere uno per uno questi vandali? Occorrerebbe più personale e questo comporterebbe un costo maggiore sui bilanci che verrebbe scaricato sulle tasse che ognuno di noi paga. È un circolo vizioso che noi vogliamo rompere. Siamo consapevoli che Ama potrebbe fare di più (ad esempio non spetta a noi fare la raccolta differenziata), ma dall’altra parte ci rendiamo conto che molti romani si sono abituati al degrado e molti di loro reiterano comportamenti scorretti che aggravano la situazione. Noi non vogliamo colmare l’inefficienza di un’azienda come Ama, noi combattiamo quel surplus di degrado causato dagli stessi cittadini».

RetakeInsieme ad altre realtà avete lanciato la campagna “Boicotta chi sporca” per invitare i cittadini a non votare quei candidati che faranno campagna elettorale con manifesti abusivi.
«La campagna “Boicotta chi sporca” che, come Retake Roma, stiamo appoggiando è un pre-requisito: ci sembra logico che chi si candida a governare questa città debba innanzitutto rispettarla. Iniziando col non attaccare manifesti elettorali abusivi».

Che risposte vi aspettate dalla nuova giunta che si insedierà in Comune nei prossimi mesi?
«Roma vive una condizione di Far West dal punto di vista di controlli e sanzioni di atti vandalici. È vero che i nostri interventi di bonifica riducono le possibilità che questi fenomeni si ripetano, ma è anche vero che molte zone della capitale vengono lasciate al libero arbitrio di vandali, taggaroli e incivili. Quindi non servono nuove leggi, ma occorre la volontà politica di contrastare questi fenomeni mettendo in campo un certo numero di forze dell’ordine che sanzionino questi illeciti (civili o penali che siano). Dobbiamo far cessare l’idea che a Roma tutto è lecito perché “tanto non ti scoverà mai nessuno”. Noi ed Ama non abbiamo poteri sanzionatori quindi chiediamo un esplicito intervento da parte di chi può farlo».

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WakeUp Roma sarà il più grande retake finora organizzato. Il 12 Marzo, in 4 piazze della Capitale

Il 12 Marzo sarà il giorno di WakeUp Roma, il più grande retake che abbiate mai organizzato. Cosa farete?
«WakeUp Roma nasce da una realtà profit – Luiss Enlabs – e una realtà non profit come Retake Roma. Sarà un grande evento che si articolerà in 4 piazze (Piazza di Porta Maggiore, Piazza Vittorio, Villa Paganini e Piazza Anco Marzio ad Ostia) con l’obiettivo di coinvolgere i romani a bonificare e ripulire queste zone degradate. Ci sostengono già cinquanta partner (aziende, ambasciate, scuole, associazioni e media) e siamo sicuri che altri si uniranno nei prossimi giorni. La scommessa di WakeUp Roma è quella di portare il tema del contrasto al degrado, dell’educazione civica, del rispetto dei beni comuni ad un livello di dibattito pubblico e partecipato in cui coinvolgere istituzioni e cittadini».

Da qualche mese, in alcuni dei quartieri che avete bonificato, compaiono slogan offensivi nei vostri confronti. I vandali di Roma cominciano a temervi?
«Loro non temevano le forze dell’ordine, forse perché li reputavano inoffensivi per i loro fenomeni criminali. Ed adesso stanno temendo noi, perché siamo una risposta concreta al loro agire illecito. Naturalmente non vogliamo metterci a fare la guerra con nessuno ma queste scritte offensive nei nostri confronti sono sintomo della nostra forza a smuovere questa città».

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Ermanno Giuca
Ermanno Giuca

27 anni, laureato in scienze della comunicazione sociale. Ho collaborato come redattore e video-maker con diverse realtà non-profit tra cui la FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) e "Salesiani per il sociale" in cui attualmente curo la comunicazione web

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