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SEMPRE AL FIANCO, ANCHE SE DISTANTI, CON “RADICI DI COMUNITÀ”

SEMPRE AL FIANCO, ANCHE SE DISTANTI, CON “RADICI DI COMUNITÀ”

Il progetto contro la povertà educativa si è adattato all'emergenza, per non lasciare soli i bambini e le loro famiglie. Ecco perché e come.

Radicare comunità è stato l’obiettivo di partenza del progetto “Radici di Comunità“: giudicavamo i legami sociali uno dei migliori antidoti a quella povertà educativa di cui ci siamo scoperti invasi e che ha costituito per tanti un virus persistente e aggressivo. Abbiamo affrontato la sfida in territori diversi e dissimili, confrontandoci con la
burocrazia e l’inconcludenza in tanti casi, ma trovandoci a fianco di insegnanti appassionati, di scuole attente, di collettivi popolari e di quartiere, di associazioni e gruppi di cittadini che maturavano un pensiero di ciò che è comune.

Proprio la situazione di allontanamento forzato, di rarefazione sociale legata all’emergenza da Covid 19, dimostra con ferocia quanto sia essenziale poter contare sulla relazione. Con i partner del progetto “Radici di Comunità” abbiamo affrontato la virtualità della distanza, mettendoci in gioco con incontri di confronto metodologico e di riflessione, per analizzare le problematiche di questa condizione di isolamento forzato e per condividere una programmazione di attività, che andassero a ripensare, sotto forma di sperimentazioni online, i percorsi rivolti a bambini, ragazzi, genitori e insegnanti, per i quali ci sentiamo competenti e con i quali pensiamo di poter dare sollievo e sostegno ai partecipanti, specie ai bambini, tra i più colpiti da questa condizione di clausura, di assenza di riferimenti, di perdita di lavoro e reddito delle famiglie.

I nostri obiettivi

In queste drammatiche condizioni la povertà educativa nei territori coinvolti nel progetto può solo aggravarsi e incidere ancor più negativamente sulle relazioni familiari e sui percorsi di crescita dei figli, agganciandosi alla povertà in senso stretto e a una drastica mancanza di futuro. I bambini poi scontano ancora di più la totale disattenzione della politica al tema dell’infanzia, confinata nelle quattro mura domestiche senza avere la possibilità di correre, giocare, stare all’aria aperta…

La nostra azione si rivolge a tutti i bambini e i ragazzi, alle situazioni familiari già fragili e vulnerabili, che con la quarantena rischiano di subire danni e vivere regressioni che  lasceranno un segno persistente, nei percorsi scolastici, nei rapporti interpersonali già  limitati e difficili, nelle relazioni familiari problematiche, che già soffrivano in qualche misura di isolamento e marginalità…
Agiamo continuando a interrogarci su come recuperare il senso delle relazioni, ideare attività da condividere in famiglia, sostenere genitori in difficoltà, perché non in grado o con scarsi strumenti per gestire dinamiche relazionali ancor più complicate, dare la possibilità alle famiglie di condividere un tempo di qualità con i propri figli, aiutare a recuperare serenità, divertendosi ed imparando insieme.
Vogliamo farlo in rete, con partner e compagni di viaggio diversi e plurali che ci aiutino a raggiungere le persone, far arrivare proposte educative sui territori, con i quali scegliere immagini e parole per coinvolgere e attivare i destinatari, per sperimentare strumenti per favorire l’incontro e la comunicazione… anche a distanza!

Le attività proposte sono da intendersi come generatrici di percorsi di coinvolgimento e di scambio sia all’interno dei nuclei familiari, per offrire occasioni di connessione in forma ludica tra genitori e bambini, sia con l’obiettivo finale di collegare tra loro diversi nuclei familiari, di far dialogare bambini e ragazzi, lontani tra loro ma più vicini nella condivisione di una stessa attività/proposta laboratoriale.

I problemi della scuola

Sapendo che la scuola, centrale in questo tipo di progetto, affronta una rivoluzione organizzativa e simbolica di prima grandezza, si espone e attiva a partire dalle energie e strumenti dei singoli insegnanti ed è assorbita e concentrata in quanto dirigenza a fronteggiare l’incertezza della futura riapertura e la difficoltà dei propri processi di riorganizzazione.
In questi casi le difficoltà e il disorientamento portano a chiudere i percorsi sperimentali e così ci siamo ritrovati a non poter dare la nostra collaborazione o proporre attività mutuate dal progetto per arricchire le lezioni a distanza, lamentando un eccesso di stimoli e di richieste per le famiglie, già sovraccariche di attività online da seguire e a cui rispondere.

In questi giorni c’è voglia di tornare alla normalità, ma noi, che con questo progetto cercavamo di cambiarla, sappiamo che la normalità ERA il problema, e siamo attivi, con la scuola, le famiglie, le reti territoriali a proteggere e rinforzare una comunità che sappia dare forza alle sue radici.

Qui di seguito vi riportiamo alcune attività in corso nei diversi territori del progetto.

Roma, Municipio 5

Data la partecipazione della scuola al progetto e l’investimento personale di alcuni insegnanti sul lavoro di rete territoriale, abbiamo investito il nostro primo mese di quarantena in un tempo dedicato al confronto metodologico ed educativo, con incontri skype settimanali, che hanno portato alla costruzione delle attività a distanza proposte:

 

CERF (Centro Ricerche sulla Famiglia): Viviamo un momento di grande incertezza, ci sentiamo sospesi e impotenti, abbiamo bisogno di mantenere le nostre certezze e nutrire speranze positive per il futuro. In continuità con lo Sportello di ascolto attivo nel plesso Pezzani dell’IC Artemisia Gentileschi  a Centocelle (Roma), il CERF offre uno spazio d’ascolto e consulenza psicologica in cui si potranno condividere emozioni, ansie, difficoltà legate ai cambiamenti della vita familiare e professionale e alla gestione dei figli. Nel rispetto della privacy si potrà accedere al servizio contattando le psicoterapeute telefonicamente o successivamente tramite collegamento Skype il martedì e il sabato dalle 10:00 alle 12:00 o il mercoledì dalle 15:00 alle 17:00 (per info: 328.0478023)

 

progetto radici di comunitàCemea del Mezzogiorno: Laboratorio di costruzione di giochi “Fate il vostro gioco”. In questo periodo di isolamento casalingo e, spesso di noia, mancano proposte che si rivolgano alla famiglia, che possano supportare i nuclei familiari nel riscoprire e reinventarsi relazioni che di solito avvengono seguendo schemi ordinati. Il tempo da trascorrere insieme è molto, il tempo passato davanti agli schermi anche, perché non
provare a costruire qualcosa che ci permetta di giocare e conoscerci meglio, faccia a faccia? La proposta prevede un laboratorio di costruzione e sperimentazione di giochi semplici da fare in casa, usa materiali facili da reperire ed è adatto a bambini di varie fasce d’età. Sarà possibile ritrovare alcuni giochi della nostra tradizione, scoprirne altri che vengono da ogni parte del mondo, antichi e moderni, facilissimi o veri e propri rompicapo(contatti: giochicemeamg@gmail.com; tel. 351.9487828).

 

progetto Radici di ComunitàIl Semaforo Blu. Tre proposte di percorso attivo (individuale o di gruppo) che partono da un albo illustrato.

Il meccanismo dell’offerta è quello di lavorare secondo un percorso organico: LETTURA – OSSERVAZIONE – ATTIVITÀ – RIFLESSIONE. Ogni laboratorio è pensato per coinvolgere attivamente, laddove possibile, l’intero nucleo familiare.

Sarà possibile svolgere i laboratori in live streaming con l’operatrice, oppure richiedere il materiale per giocare in famiglia (contatto: semaforoblulab@gmail.com)

 

progetto Radici di comunitàLa Spiga. L’associazione organizza la mostra collettiva “…E adesso racconto io”: come si vive, lontani da scuola e dagli amici, in tempo di coronavirus? Nessuno può raccontarlo meglio dei nostri protagonisti: i bambini e le bambine e i ragazzi e le ragazze. A loro si chiede di esprimere attraverso un disegno i loro sogni, i loro pensieri in queste giornate da reinventare. Il disegno può essere accompagnato da un testo (ad es. un racconto, una poesia, una filastrocca o un piccolo messaggio, anche in formato audio). Le opere, accompagnate da nome, cognome, età dell’autore o autrice, scuola, classe frequentata e Quartiere/Paese va fotografato e inviato  via whatsapp al 349.8387123 entro il 31 maggio 2020. Alla fine dell’emergenza, con i lavori originali si organizzerà una mostra.

 

Focus -Casa dei diritti Sociali. La proposta si articola in attività differenti, messe a disposizione della scuola e delle famiglie: avviare dei percorsi di rinforzo linguistico per l’italiano L2 rivolti ai bambini stranieri che frequentano la scuola primaria (7-10 anni); impostare delle attività che si possano estendere a tutto il gruppo classe, partendo dall’analisi delle emozioni che i bambini provano in questo difficile momento e che sono sicuramente più difficili da gestire.

Per info: tel 348.7311514.

 

 

Nel Municipio 3

Anche su questo territorio il progetto “Radici di Comunità” proporrà delle attività/stimolo, adatte a far emergere nei bambini le proprie emozioni e il proprio stato d’animo e sosterrà i bambini stranieri nella comprensione e nello svolgimento dei compiti assegnati.

Partener del progetto è l’Istituto Uruguay, che con i suoi 9 plessi copre un territorio molto esteso, considerato “la periferia della periferia” del Municipio 3, situandosi a ridosso del raccordo anulare verso fuori Roma. La scuola, nonostante le difficoltà, è disponibile a
promuovere le attività del progetto “Radici di Comunità” tramite il sito e le chat delle insegnanti e dei genitori rappresentanti. Di conseguenza abbiamo verranno proposti anche in questo territorio le attività già ideate dagli stessi partner per il Municipio 5.
Prosegue inoltre anche a distanza, l’attività di costruzione dell’archivio vivente delle buone pratiche organizzata da Raccontarsi Raccontando.

 

progtto Radici di ComunitàA Subiaco

Il Comitato Locale Integrato di Subiaco, insieme al Comune che è partner di progetto accanto alla scuola, ha pensato di proseguire a distanza lo sportello d’ascolto psicologico per i genitori dell’istituto e di istituire un numero verde a disposizione di tutte le famiglie del territorio, per offrire un supporto in questo periodo complicato per le varie difficoltà.

Entrambi i servizi sono gestiti dall’associazione La Fonte (per info 389.3118384)

A Latina

Il progetto “Radici di comunità” ha già avviato due attività per i genitori e due per i bambini.
Prosegue, in modalità telefonica, lo sportello di ascolto psicologico per i genitori già iniziato presso l’Istituto Don Milani, con la psicologa della Confraternita delle stimmate di Cisterna (Caritas) disponibile 5 giorni a settimana per due ore al giorno (mattina e pomeriggio per favorire la possibilità di fruizione da parte dei genitori lavoratori).

 

Inoltre proseguiranno a distanza gli incontri di coinvolgimento della comunità educante, organizzati e condotti da Progetto 2000 #Emoticon: “Essere genitori, la  sfida del secolo”, pensati sia come percorsi di alfabetizzazione emotiva dei genitori e come spazio di confronto per esprimere e condividere le proprie ansie, paure e difficoltà, sia come occasioni di alfabetizzazione digitale dei genitori, per chi intende essere più vicino al mondo dei propri figli e mettersi in grado di usare strumenti digitali messi a disposizione dalla scuola per la collettività, per abbattere barriere sociali, culturali
ed economiche (per info: 338.4831830, 380.6840984)
Le attività per i bambini comprendono invece un laboratorio di coding e di logica matematica con Fantasticart il martedì e il giovedì dalle ore 15:00 alle 16:30 (per info: 324.6951170) e un laboratorio di supporto in lingua italiana per bambini e ragazzi stranieri con Auser (il martedì dalle 16:30 alle 18:30 e di supporto ai compiti il giovedì dalle 16:30 alle 18:30) (per info: 329.5974058)

Ad Anzio e Nettuno

L’associazione Con_tatto continua la collaborazione con la scuola Nettuno 1, portando avanti a distanza i percorsi con i diversi gruppi di bambini e di ragazzi già avviati in presenza. Inoltre ci si sta organizzando per rispondere anche alla richiesta di organizzare un servizio di sostegno psicologico telefonico per i genitori.

Per essere aggiornato sulle associazioni che si mobilitano per l’emergenza sanitaria di COVID 19, vai a questo link.

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Claudio Tosi
Claudio Tosi

Claudio Tosi, autodidatta e artigiano, nel 1987 diviene presidente del Cemea del Mezzogiorno. È educatore e formatore, collabora con i maggiori movimenti per l'educazione attiva ed è nel gruppo di formatori della LUDEA. Esperto di servizio Civile e di volontariato giovanile lavora presso il CSV del Lazio. Canta nel coro Romolo Balzani e costruisce mobiles.

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