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volontariato e istituzioni

PER IL VOLONTARIATO È TEMPO DI PARTECIPAZIONE. MA IN AUTONOMIA

PER IL VOLONTARIATO È TEMPO DI PARTECIPAZIONE. MA IN AUTONOMIA

Per non essere strumentalizzato, il volontariato deve essere preparato e consapevole del proprio potere. Un dibattito a Frosinone

“Volontariato + Partecipazione = Cambiamento” è il tema affrontato in un assolato pomeriggio di Luglio nei locali della Casa del Volontariato di Frosinone, su iniziativa della Conferenza provinciale del Volontariato di Frosinone.
Sala gremita nonostante l’afa, perché il mondo del volontariato non fa mai mancare la sua presenza su temi che lo coinvolgono, come quello del rapporto volontariato e istituzioni: confronto delle esperienze delle varie associazioni per capire le criticità del mondo del volontariato e poter ripartire dopo la pausa estiva con maggiori stimoli ed energie.

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L’incontro è stato organizzato dalla Conferenza provinciale del Volontariato

A moderare la discussione il portavoce della Conferenza provinciale, Antonio Fargnoli.
Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva, nel suo intervento introduttivo ha delineato un quadro preciso della situazione attuale, facendosi forza dei mesi passati a raccogliere testimonianze sulle criticità incontrate dal volontariato nelle province del Lazio. Tra i punti critici  ha evidenziato come proprio sulla programmazione dei servizi sociali ci sia in questa fase il forte rischio della strumentalizzazione da parte della politica. È tempo, ha suggerito Rosati, che il volontariato prenda coscienza del proprio “potere”; del giusto peso che ha il “nostro” “lavoro”, “gratuito”, che difficilmente può essere sostituito dal mondo dell’imprenditoria.
«Dobbiamo diventare parte attiva… non succube della politica… non accettare compromessi, ma credere nel nostro valore».

Esperienze con le Asl

Nel vivo del convegno ci hanno portato le testimonianze delle associazioni territoriali. Per l’associazione Verbene ha preso la parola la presidente Maria Grazia Fanfarillo, che ha testimoniato come l’esperienza di partecipazione al Tavolo Misto per la Partecipazione della ASL di Frosinone abbia costituito un importante momento formativo ed al tempo stesso abbia messo in evidenza la criticità del mancato accoglimento delle loro richieste da parte dell’ASL: hanno ottenuto il solo riconoscimento e verbalizzazione delle loro richieste, ancora inevase.

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Il volontariato deve diventare parte attiva, non succube della politica

Per l’associazione Pioggia Cadente, che si occupa di recupero di fragilità infantili, ha preso la parola Giacomo Mariani, che ha raccontato la propria esperienza pilota tra le associazioni presenti nella prima casa della salute (Pontecorvo) aperta in provincia. L’obiettivo era prendersi cura dell’umanizzazione dell’accoglienza degli utenti e per il momento hanno incominciato ad “incassare” il primo protocollo d’intesa. Una conquista, in quanto si è riusciti a far riconoscere il ruolo fondamentale del lavoro svolto dal volontariato. Il percorso non è stato facile, viste le resistenze attivate dagli operatori sanitari, che hanno faticato a scoprire il volontariato come valore aggiunto. Ma Cadente ha anche sottolineato come quella resistenza abbia stimolato le associazioni a sviluppare un maggiore spirito unitario nello sviluppo della rete.
Per l’associazione Il Faro è intervenuto Armando Caringi, che ha portato la sua esperienza nell’ambito del Distretto SanitarioFR/C. La decisione di non essere al tavolo della Asl, bensì di crearne uno con Enti d’impresa locale, è stata presa per evitare di essere succubi. È parsa la chiave di volta, che ha permesso di condividere la propria operatività sociale sul territorio, includendo tanti segmenti operativi, facendoli interfacciare fuori dagli schemi rigidi imposti dalle Istituzioni. Grazie a quella scelta hanno potuto permettersi una progettazione fluida e meno vincolata alle rigide regole di orari e fruibilità degli spazi.

Volontariato e istituzioni: servono competenze

Eros Sbardella del Tribunale per i Diritti del Malato, ha ripercorso l’evoluzione della legge 328, ricordando che è nata da un’azione d’iniziativa popolare .
Una prima analisi a caldo a fine interventi l’ha delineata Walter Bianchi, volontario di Libera, che imputa la scarsità di adesioni al volontariato da parte dei giovani al non essersi saputi adeguare alle nuove tecnologie e all’usare un linguaggio sorpassato, ma soprattutto all’aver perso nel tempo il significato originale del volontariato.
Luigi De Matteo di CittadinanzaAttiva, in sintonia con quanto affermato in precedenza, ha confermato che dobbiamo stare al passo dei tempi, in termini d’immagine e vocabolario. Ed ha ribadito, fra l’altro, che gli anni della formazione sono terminati: il mondo del volontariato si è laureato con ottimi voti ed è pronto per esercitare il suo potere di controllo, passando finalmente da soggetto passivo ad attivo, per poter cambiare ed avere finalmente il mondo che abbiamo sempre voluto.

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Serve preparazione, per cogliere i tempi ed i modi in cui intervenire

Le conclusioni sono lasciate ad Alessandro Reali, presidente della Conferenza Regionale del Volontariato del Lazio,che ha riconosciuto i danni fatti da anni di lottizzazione dei servizi sociali da parte della politica, ma anche da una parte del volontariato, che peraltro è stato tenuto in considerazione solo perché portatore di servizi gratuiti, mai per la professionalità. Ed ha esortato i presenti a non abbandonarsi alla sola indignazione, ma a trasformarla in produttività. Il volontariato, ha detto, deve crearsi una propria identità, riconoscersi in essa, per poter puntare ad un maggiore potere contrattuale nell’interazione con le istituzioni. Non si tratta di prepararsi allo scontro, che soprattutto in questa fase non è produttivo. Piuttosto, bisogna essere preparati sui temi che andranno affrontati, per essere capaci di cogliere i tempi ed i modi giusti per un confronto positivo e fruttuoso.
Questo è il messaggio che è emerso dalla discussione e, raccogliendo l’invito di Antonio Fargnoli, raccogliamo gli stimoli che ci sono stati proposti, per ripartire a Settembre con nuovo slancio nel rapporto volontariato e istituzioni.

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Maria Lorena Micheli
Maria Lorena Micheli

Presidente dell'associazione Famiglia futura di Ceccano. È impegnata sul fronte del contrasto alla violenza di genere e nell'area comunicazione del Laboratorio Teu. Solare e amante della vita, è in formazione continua.

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