MIGRANTI. REGOLARIZZAZIONE 2020: PRATICHE FERME

Sulla regolarizzazione straordinaria 2020 la campagna Ero straniero, con una lettera al Ministro Piantedosi, chiede lo snellimento delle procedure e l’assunzione di nuovo personale

di Ilaria Dioguardi

A denunciare una macchina amministrativa inceppata è la campagna Ero straniero, che ha pubblicato l’aggiornamento sull’attuazione della regolarizzazione straordinaria del maggio 2020. Nell’ultimo dossier, emerge che ancora un quarto delle oltre 220mila richieste è in attesa di essere finalizzato: decine di migliaia di pratiche giacciono presso prefetture e questure, lavoratori e lavoratrici sono costretti a vivere in un limbo giuridico, senza potersi stabilizzare e poter uscire dalla precarietà lavorativa e sociale perché le loro pratiche non sono ancora state esaminate.

Una lettera al Ministro

ero straniero

Nel 2017 nacque la campagna Ero straniero. L’umanità che fa bene, una rete trasversale di organizzazioni impegnate a imporre nel dibattito pubblico il tema della gestione dei flussi e la necessità di modificare la normativa.
Ora la campagna chiede al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di adottare quanto prima una circolare che semplifichi parte delle procedure e di provvedere velocemente all’assunzione di nuovo personale in modo da consentire agli uffici di portare a termine in tempi più rapidi la definizione delle tante pratiche ancora sospese e di quelle che arriveranno a breve. “Tali pesanti ritardi nella definizione delle pratiche hanno dato vita a numerosi ricorsi in sede amministrativa e a una serie di sentenze intervenute nel merito anche delle procedure previste per l’emersione e del funzionamento degli uffici a esse preposti. Inoltre, il 5 ottobre 2022 è stata presentata un’azione collettiva per l’efficienza della pubblica amministrazione di fronte al Tribunale Amministrativo per il Lazio (trattenuta in decisione lo scorso 31 gennaio) e a quello per la Lombardia, con fissazione di udienza per il prossimo 27 aprile”, si legge nella lettera indirizzata al Ministro. E ancora: “Alla luce di quanto emerso in sede di contenzioso, la campagna Ero Straniero, insieme alle altre associazioni coinvolte nella citata azione collettiva, con la presente lettera pubblica propone di fare tesoro della giurisprudenza in merito e di adeguare a tali decisioni l’attività delle amministrazioni interessate con una circolare volta a porre rimedio ai ritardi sopra descritti”.

Più di 100mila in attesa

È lungo l’elenco dei promotori di Ero straniero: Radicali Italiani, A Buon Diritto, ActionAid Italia, ASGI, Centro Astalli, CNCA, CILD, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Oxfam Italia, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI, ARCI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.
Le pratiche per la regolarizzazione straordinaria dei cittadini stranieri procedono molto a rilento: fino al 19 ottobre 2022 sono stati rilasciati 83.032 permessi di soggiorno, solo il 37,7% sul totale delle domande presentate. Il numero dei permessi di soggiorno rilasciati dalle questure a fine febbraio 2022 era di 55.202, pari al 26,6% del totale delle istanze. Sono 72.554 i permessi di soggiorno rilasciati (30.266 lavoratrici e 42.288 lavoratori) per lavoro domestico o subordinato (principalmente in agricoltura) su circa 207.000 domande presentate seguendo la prima procedura prevista dalla norma rivolta a datori e datrici di lavoro. Per quanto riguarda la provenienza, le maggiori domande presentate provengono da persone di nazionalità: ucraina (7.689), georgiana (7.314), marocchina (6.659), pachistana (6.615), albanese (6.522), bengalese (5.486), peruviana (5.486), indiana (5.005).
Quanto alle pratiche in lavorazione, sono circa l’80% del totale delle domande ricevute: 127.652 le domande accolte in attesa che venga rilasciato il permesso di soggiorno, 29.159 i rigetti e 4.383 le rinunce. Sono, quindi, oltre 100mila i lavoratori e le lavoratrici in attesa di concludere le pratiche di regolarizzazione e, nello stesso tempo, datori e datrici di lavoro che aspettano di finalizzare l’assunzione e stabilizzare il rapporto con queste persone. I tempi di attesa enormi hanno un impatto fortissimo sulla vita di lavoratori e lavoratrici e delle famiglie presso le quali lavorano.
Come evidenziato anche nei precedenti dossier della campagna Ero straniero, proprio i tempi lunghi dell’esame delle domande rappresentano la maggiore criticità di una misura che, prevista nel momento più difficile dell’emergenza sanitaria del 2020, avrebbe dovuto togliere dall’invisibilità e dalla precarietà le persone rimaste senza documenti in Italia. Molte persone hanno continuato a vivere e lavorare nella precarietà, altre hanno perso la possibilità di mettersi in regola per il venir meno della disponibilità di chi voleva assumerle.
È importante ricordare che, in attesa di regolarizzazione, il lavoratore o la lavoratrice non può allontanarsi dall’Italia. Durante le prime settimane di conflitto in Ucraina, è venuta a galla l’assurdità di questa situazione, quando migliaia di lavoratrici ucraine in emersione non potevano andare a prendere i loro figli e altri familiari rimasti nel paese di origine per metterli in salvo, erano bloccate in Italia altrimenti sarebbero state escluse dalla procedura di emersione. Anche grazie alla Campagna Ero Straniero, si è ottenuta una deroga, si è consentito solo alle persone di nazionalità ucraina di poter uscire e rientrare dall’Italia senza mettere a rischio l’emersione, ma alle persone di altre nazionalità non è stato permesso e decine di migliaia tra loro non vedono i propri affetti ormai da anni.

Le criticità di Roma

ero stranieroLa situazione nella Capitale è molto critica: su 17.371 domande di regolarizzazione presentate, al 3 ottobre 2022 il numero di istanze risolte positivamente era di 5.202 e 330 erano le persone convocate in Prefettura per procedere alla conclusione del procedimento. Non è, purtroppo, disponibile il dato relativo ai permessi di soggiorno rilasciati dalla Questura di Roma, passaggio finale della procedura. Sono invece 8.836 i preavvisi di rigetto: pratiche ancora da definire in attesa di ulteriori elementi utili all’esame della domanda da parte degli uffici competenti. Sono 2.373 le domande che hanno avuto un esito negativo. Alla luce di questa grave situazione, nel giugno 2022, su iniziativa di alcuni legali, è stata inviata una diffida alla prefettura di Roma e al ministero dell’interno da 30 tra lavoratori e lavoratrici in emersione e sottoscritta da alcune associazioni. Successivamente a quest’azione legale, di 30 persone, 24 sono state nel frattempo convocate in prefettura per procedere alla definizione della domanda. Il 5 ottobre scorso gli stessi promotori si sono rivolti al Tar Lazio, depositando una class action contro i gravi e continui ritardi della prefettura di Roma.

Obiettivi a breve termine

La campagna Ero straniero, nei prossimi mesi, oltre alla riforma del sistema attuale della gestione di flussi per lavoro e all’introduzione di un meccanismo su base individuale di regolarizzazione, lavorerà perché cambi radicalmente l’approccio della pubblica amministrazione verso le persone straniere condannate a subire tempi di attesa enormi e ostacoli burocratici intollerabili per le conseguenze pesanti in termini di inclusione e partecipazione alla vita del paese.

Immagini campagna Ero straniero

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