
DONAZIONE SANGUE, IL LAZIO MAI AUTOSUFFICIENTE
In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, il 13 giugno Avis intercomunale San Pietro organizza un incontro presso il Centro Studi San Giovanni di Dio, all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma. Il presidente Fulvio Vicerè: «Il Lazio prende 16mila unità di sangue l’anno da fuori regione»
10 Giugno 2026
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“La situazione del sangue nel nostro ospedale. Lavorare insieme”, si chiama così l’incontro organizzato da Avis intercomunale San Pietro, con il supporto di CSV Lazio, presso il Centro Studi San Giovanni di Dio, all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma per sabato 13 giugno. «Questo appuntamento è una nostra consuetudine», dice il presidente, Fulvio Vicerè. «Ogni anno, per la Giornata mondiale del Donatore di sangue del 14 giugno, creiamo questa occasione che mette intorno ad uno stesso tavolo esperti e varie specializzazioni e torniamo a ribadire quanto il bisogno di sangue sia continuo», dice Vicerè, con cui riusciamo a parlare telefonicamente durante una breve pausa delle donazioni in ospedale.
Il Lazio prende 16mila unità di sangue l’anno da fuori regione
«L’evento vuole essere un momento di riflessione sui più importanti aspetti tecnologici della donazione, senza trascurare gli aspetti della gestione del sangue, in tutte le sue fasi, nell’ottica del raggiungimento dell’autosufficienza regionale», si legge sul pieghevole dell’iniziativa. «Abbiamo realizzato una pubblicazione, Acqua e sangue. Il titolo rappresenta la necessità di avere acqua e sangue come segni vitali: non abbiamo trattato solo il sangue ma anche l’acqua, fonte di vita. Nel nostro territorio abbiamo sia tanti donatori che ci forniscono sangue, sia tante sorgenti, tanti punti per garantire l’acqua alla popolazione», spiega Vicerè. «Rispetto all’anno scorso, noi dell’intercomunale San Pietro siamo calati di 100 donazioni, ma era il 2025 che era molto cresciuto, c’è stato il picco di donatori, quest’anno siamo ritornati ai vecchi numeri. La Regione Lazio prende ancora da fuori regione 18mila unità di sangue l’anno e 4mila dall’Ospedale Bambino Gesù, la differenza fra produzione e consumo è di circa 16mila unità nel Lazio. Siamo ancora in calo».

La pubblicazione Acqua e sangue
«La pubblicazione Acqua e sangue è stata realizzata grazie a iniziative sul nostro territorio. Per ogni comunale abbiamo organizzato un convegno e una mostra, abbiamo fatto in modo che l’associazione fosse più unita con l’amministrazione comunale», prosegue Vicerè. «Nasce con l’obiettivo di ricordare un percorso su tutte le comunali del nostro territorio. Abbiamo scelto le foto più belle per raccontare come il nostro territorio sia ricco sia di acqua che di donatori: acqua e sangue hanno un percorso simile», spiega Stefania Macioci, curatrice della pubblicazione Acqua e sangue insieme a Fulvio Vicerè, curatrice della mostra fotografica e autrice delle foto. «La differenza è che l’acqua nasce pubblica e diventa privata e il sangue nasce privato e diventa pubblico. Però quello che abbiamo voluto sottolineare è l’importanza di un’organizzazione in questi due percorsi. Se non c’è un’organizzazione a monte dove deve partecipare tutto il territorio, dall’amministrazione al singolo cittadino, si rischia o l’eccellenza o la carenza. Entrambi i casi, sia per l’acqua che per il sangue, sono un danno per la comunità. Con la pubblicazione abbiamo voluto “fermare” questo percorso con le immagini, e lasciare uno spunto di riflessione per tutti». Tutti i partecipanti al convegno del 13 giugno troveranno a disposizione gratuitamente le copie di Acqua e sangue.
Il percorso della pubblicazione «ha visto sia l’impegno delle nostre comunali sia di tante associazioni del territorio, che, comune per comune, ci hanno aiutato e di associazioni naturalistiche, oltre al coinvolgimento di tutte le amministrazioni comunali. C’è stata una sensibilizzazione e una sensibilità da parte di tutti gli attori del territorio».
Avvicinare i giovani alla donazione di sangue
L’età media del donatore nella Regione Lazio è tra i 45 e i 50 anni. «I giovani sono abbastanza restii, molti hanno paura dell’ago. È importante avvicinarli alla donazione, al volontariato in genere, non chiediamo solo sangue, ma anche una partecipazione. Se è vero che nel nostro territorio è in aumento il numero dei giovani donatori, è sempre abbastanza basso rispetto alla proporzione con il numero totale dei donatori. Siccome c’è un turnover naturale, è importante che i giovani conoscano l’Avis», prosegue Macioci. «I giovani spesso conoscono la donazione di sangue soltanto perché hanno in famiglia un genitore o un parente donatore o perché hanno un amico o un parente che ne ha bisogno urgentemente. Non pensano al fatto che chiunque di noi può averne bisogno da un momento all’altro. Quello che cerchiamo di spiegare è che chiunque di noi può averne bisogno senza saperlo, non soltanto in casi di eventi eccezionali come un terremoto o se si ha un incidente stradale, ma anche in caso di talassemia, ad esempio. Non c’è molto una cultura del dono, che è quello che cerchiamo di fare come intercomunale sul territorio. Cerchiamo di trasmettere un senso di appartenenza a una comunità».
Il programma del convegno
La mattinata del 13 giugno presso il Centro Studi San Giovanni di Dio, all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, si apre con un caffè di benvenuto, dalle ore 8,45, per poi iniziare con i saluti istituzionali. Il primo intervento riguarda “Acqua e sangue, poche pagine per fermare un concetto” di Stefania Macioci, Ada Maria D’Addosio, Filippo Moretti. Poi, segue “Il Sangue: cos’è, come si ottiene, a chi serve” di Luca Mele, direttore UOC SIMT Asl 3 Ospedale Grassi di Ostia. Rossana Putzulu, direttrice SIMT Ospedale San Pietro FBF di Roma, parlerà de “Il SIMT del San Pietro e la Rete Trasfusionale Regionale”. “Il senso delle Associazioni e la gestione dei donatori” è il titolo dell’intervento di Fulvio Viceré, presidente Avis Intercomunale San Pietro. Spazio anche per il Bando Giovani 2026, con le premiazioni dei donatori. «il principio è lavorare sul territorio e sensibilizzare il territorio con la finalità, per quanto riguarda il Bando giovani, di creare un senso di appartenenza, di creare nuovi donatori. Crediamo molto nei giovani, nel fatto di stimolare la loro la loro creatività, cercando sempre l’aiuto e l’appoggio sia delle istituzioni sia delle scuole e sia delle associazioni del territorio», dice Macioci.
La fine dell’incontro, prevista per le ore 13, sarà allietata da un aperitivo di saluto.






