
DAL FESTIVAL DELLE TERRE 2026. IL SERVIZIO CIVILE È SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE
“A Corto Di Fiato… Ma Siamo Natura” è il cortometraggio sul Lago Bullicante Ex Snia realizzato da un gruppo dai ragazzi in servizio civile di Centro Internazionale Crocevia e Legambiente Lazio. Inserito nella programmazione del Festival delle Terre 2026, ha regalato un tempo e uno spazio per fermarsi su quante opportunità ci siano dentro un anno di servizio civile universale
13 Aprile 2026
7 MINUTI di lettura
ASCOLTA L'ARTICOLO
Sporcarsi le mani per capire davvero in che cosa si è dentro. E da che parte stare. Questo il senso di un incontro sull’impatto che servizio civile universale ha e può avere sui giovani e le nuove generazioni, all’interno dell’edizione 2026 del Festival delle Terre, al Nuovo Cinema Aquila, a Roma. Un momento a più voci, con Maria Domenica Boiano, Direttrice Legambiente Lazio, Maria Enrica Braga, operatrice territoriale CSV Lazio e Danilo Licciardello, Centro Internazionale Crocevia e direttore artistico del Festival. Lo spunto è stato la proiezione del corto A Corto Di Fiato… Ma Siamo Natura sul Lago Bullicante Ex Snia, realizzato dai ragazzi in servizio civile di Centro Internazionale Crocevia e Legambiente Lazio. «Il Servizio Civile nasce da un’importante storia di lotta delle persone che hanno combattuto in questo Paese per il pacifismo e per l’impegno non armato» ha ricordato Maria Enrica Braga del CSV Lazio. «Un’esperienza sostanziale, strutturata, non estemporanea: non si sceglie mai fino in fondo da che parte stare fino a che non ci stiamo dentro e non ci sporchiamo le mani. È dare forma, sperimentare, capire, facendo, dove si vuole stare. È possibilità di scegliere, per un anno intero, tutti i giorni. La partecipazione civica, l’attivismo, il fare sono una scelta anche di posizionamento. Di come si sta nella vita».
Il servizio civile universale per Centro Internazionale Crocevia e Legambiente Lazio
Il Centro Internazionale Crocevia accoglie ogni anno molti ragazzi in servizio civile universale. «Chi arriva da noi fa un’esperienza che speriamo sia arricchente per loro» ha spiegato Danilo Licciardello. «Per noi lo è sicuramente. Lo scambio tra generazioni è fondamentale. Vogliamo avere uno sguardo sulla realtà che non sia soltanto il nostro. Per quello che riguarda le persone che lavorano con noi, la scelta è di avere sempre persone sotto i 30 anni: non sempre ci va bene, la maggior parte delle volte sì. E ci arricchiamo ogni volta». E fondamentale il servizio civile universale è anche per Maria Domenica Boiano. «All’interno di Legambiente Lazio i ragazzi fanno effettivamente tutte le attività, sporcandosi le mani, appunto: i monitoraggi del mare sulla Goletta Verde, i prelievi dalle acque, le analisi, il monitoraggio dei rifiuti e dell’aria. È stato un percorso completo, e ha toccato tutte le tematiche, anche la piantumazione degli alberi. Vale la pena fare il servizio civile: è un’esperienza che penso possa dare ai ragazzi qualcosa nella vita. E portarli a continuare ad affrontare queste tematiche».

A Corto Di Fiato… Ma Siamo Natura
A Corto Di Fiato… Ma Siamo Natura, sul Lago Bullicante Ex Snia, è stato realizzato dai ragazzi in servizio civile di Centro Internazionale Crocevia e Legambiente Lazio. È una storia scelta da loro, che vive proprio vicino al Nuovo Cinema Aquile del Pigneto: il Lago Bullicante è poco distante da qui. I ragazzi hanno studiato le regole del racconto cinematografico, scritto il film e lo hanno girato in pochissimo tempo. Ne è nato un lavoro che riesce a farci vivere in maniera diretta, evidente, gli effetti dell’inquinamento. La mancanza di respiro, il senso di soffocamento, la tosse. E poi la scoperta di un polmone verde come il parco del Lago Bullicante. È una storia di impegno civile che si chiude con la canzone degli Assalti Frontali e Muro del Canto. «È stata una cosa nuova» ci ha spiegato Leonardo Cusmai, uno dei ragazzi, che è anche l’attore protagonista del corto. «Abbiamo imparato in poco tempo a fare una cosa che pensavamo non avremmo mai fatto. La prospettiva di proiettare il corto al Festival è stata una sfida». Leonardo ha parlato anche della sua esperienza di servizio civile. «Ci siamo accorti che si entra dentro qualcosa di diverso. Non è un lavoro qualsiasi: ti dà un respiro, una parte formativa che fa la differenza. Non abbiamo fatto gli stessi esperimenti dei ragazzi di Legambiente, ma tante cose diverse, rivolte agli studenti più piccoli. Abbiamo imparato a parlare con i bambini di che cos’è l’ambiente, ma anche a stare alla FAO a combattere per un movimento contadino».
Il Lago Bullicante Ex Snia: una storia molto particolare
Quella del Lago Bullicante Ex Snia è una storia molto particolare. È l’unico lago naturale nel territorio di Roma, è un’area verde al centro del quartiere, che è di proprietà privata, ma è stata a lungo abbandonata. I cittadini hanno deciso di appropriarsi di questo spazio verde. «C’è stata una dinamica di lotta sociale, di presenza, di cortei. E una presa del lago in coda a un corteo di un 25 aprile» ha raccontato Licciardelli. «La gente ha detto “Basta, entriamo e godiamoci questo spazio”. Nessuno ha rubato niente» Laddove l’istituzione manca deve arrivare la nostra presenza. Abbiamo diritto a un tot di metri quadri di verde». C’è un contenzioso con l’amministrazione che va avanti da anni. «L’amministrazione deve prendersi la sua responsabilità» commenta Licciardelli. «Le amministrazioni non riescono a prendere coraggio, a fare quello che la legge consente, cioè un esproprio. Ma se tu espropri per un bene comune stai portando avanti il tuo ruolo».
Il Lago Bullicante Ex Snia: cosa sta succedendo
Enzo De Martino, del Forum del Parco delle Energie, ci ha aggiornato sulla situazione. «La vertenza con il proprietario, uno dei palazzinari romani, dura da 30 anni», ha spiegato. «Che in questi anni ha provato a fare di tutto: un centro commerciale negli anni Novanta, le piscine per i Mondiali di nuoto, 4 grattacieli. Fino all’ultima idea, quella di ripristinare la fabbrica del 1922, 280mila metri cubi di volumetria, per realizzare un polo logistico, un centro Amazon a Largo Preneste». «La cosa assurda è che il Comune di Roma gli abbia rilasciato questo permesso, dopo tutti i tentativi e le opposizioni che il territorio ha fatto» continua. «La vertenza è andata avanti, l’opposizione pure. E ora il Comune ha fatto marcia indietro, ha detto che non si può fare tutto, non si può fare il polo logistico perché i camion non possono entrare dentro la fascia verde, non si possono utilizzare tutti i 280mila metri cubi perché andrebbero a impattare su un monumento naturale, l’unico lago naturale di Roma. Sta cercando un compromesso con la proprietà. Noi invece abbiamo sempre spinto per l’esproprio. L’ultimo atto è stato il 31 marzo, giorno in cui c’è stata una mozione del Consiglio Comunale in cui il ruolo del proprietario rientra di nuovo in campo. Sarebbe dovuto uscire dai discorsi, invece è di nuovo presente». C’è un risultato positivo, però. «Finalmente si parla di allargamento del parco» illustra De Martino. «L’area che è ancora rimasta fuori è di 4 ettari e mezzo, di questi, 3 ettari dovrebbero andare ad allargare il parco. Il problema è che non si sa ancora cosa potrebbe essere realizzato in quello che rimarrebbe nelle mani della proprietà: la voce più ricorrente è quella dello studentato, l’ennesimo che si vuole realizzare a Roma. È un’operazione a cui il territorio si oppone: non perché non ce ne sia bisogno, ma dobbiamo evitare situazioni come il Social Hub di San Lorenzo e altri esperimenti che hanno realizzato in tutta Roma. Questo è uno dei quartieri con la più alta densità abitativa, aumentare il carico antropico in un quartiere già carente di spazi verdi vorrebbe dire continuare a peggiorare la qualità della vita degli abitanti. La vertenza è ancora aperta». Sabato 18 aprile ci sarà una camminata da varie parti del quartiere verso il lago per raccogliere suggerimenti e suggestioni per quello che può diventare quel luogo una volta che gli ultimi 4 ettari finalmente diventeranno pubblici.
Una raccolta alimentare per Gaza
Nel prosieguo della serata una serie di film dedicati alla Palestina, un’occasione per ricordare la raccolta alimentare organizzata a Roma da una rete di realtà sociali, tra cui Global Movement to gaza e Nonna Roma con il sostegno di CSV Lazio, che andrà avanti fino al 16 aprile per il secondo viaggio della Global Sumud Flotilla per Gaza. A questo link tutte le informazioni per partecipare.






