
A Flumen Festival 2026. Essere comunità per cambiare le cose
Cambiamento, parola necessaria e ricorrente al Flumen Festival 2026, appena concluso al Porto turistico di Ostia. Claudio Tosi, CSV Lazio: «Ascoltare per fare insieme e sostenere la società civile per modificare lo stato delle cose». Mario G. De Luca, CSV Lazio: «Le attività e le intenzioni dei volontari sono il cuore del nostro lavoro. Conoscersi per aiutarsi e poi incidere. Perché le associazioni vogliono modificare il mondo. Nel loro piccolo, ma ognuna vuole cambiare il mondo» . Flavia Restivo, RomaXRoma: «Fare comunità per dare soluzioni ai problemi».
07 Settembre 2026
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«If you want to make the world a better place, take a look at yourself and make a change». «Se vuoi rendere il mondo un posto migliore guarda te stesso e cambia». Lo diceva Michael Jackson. Cambiamento è stata la parola che è ricorsa più volte nella seconda giornata di Flumen – Festival dell’ecologia, della nonviolenza e delle migrazioni, sabato 5 settembre al Porto Turistico di Ostia. Cambiare l’ordine delle cose si può, si deve. Si tratta di continuare – o di iniziare – a provarci. È per questo che esistono le associazioni. È per questo che, per aiutarle, esiste CSV Lazio, protagonista di una serie di incontri nell’ambito di Flumen Festival 2026, che spegne quest’anno 8 candeline e il Centro di Servizio sostiene e supporta. Produrre cambiamento, risolvere le questioni nella città è anche l’obiettivo di una realtà come RomaXRoma, un progetto di cittadinanza attiva, un movimento diffuso che crede nell’ascolto partecipato e attivo come strumento per affrontare i problemi. A Flumen Festival per RomaXRoma c’era una delle fondatrici, Flavia Restivo, politologa, scrittrice e nota attivista romana.
Flavia Restivo, RomaXRoma: «L’idea è quella di fare comunità il più possibile, di portare in modo trasversale una serie di messaggi che possano essere utili per la cittadinanza»
RomaXRoma «nasce da una riflessione: abbiamo associazioni su tantissimi temi, però serve qualcosa di trasversale, che possa coinvolgerle sul territorio» ci ha spiegato Flavia Restivo. «In ogni municipio ci sono persone che affrontano temi diversi in modi diversi. Così cerchiamo di essere presenti, per persone che possono essere anche il nostro vicino di casa». Tramite un Qr code, che Flavia pubblica spesso sui suoi profili social, si viene indirizzati a un gruppo WhatsApp che riguarda la propria zona. «Si tratta di richieste anche semplici, qualcosa che spesso viene sottovalutato» ci spiega la fondatrice. Ma è facile ascoltare tutti? «È difficile. Ma è bello, perché dà la possibilità di incontrarsi, di stare insieme, di conoscersi. Insieme riusciamo a fare spesso un punto delle situazioni più importanti e a creare un contatto diretto con le amministrazioni». E poi ci sono i social. «Spesso i giornali sono influenzati dai social più che il contrario, è una possibilità di trarne qualche vantaggio positivo», dice Restivo. Stiamo entrando nell’anno in cui a Roma ci saranno le elezioni. Ed è il momento di fare leva anche su questo.
L’idea è quella di fare comunità il più possibile, «di non chiuderci sotto cappelli istituzionali o associativi, ma di portare in modo trasversale una serie di messaggi che possano essere utili per la cittadinanza», ci spiega Flavia Restivo. «Ho visto tante persone avere questa necessità, sentirsi sole. Si sono avvicinati a noi molti fuori sede che non fanno parte di associazioni, ma che hanno voglia di dire, di essere ascoltati: sulla piazza sotto casa che non è vivibile, sul degrado, sulla fatica a usare i mezzi pubblici. Risolvere problemi come questi dovrebbe essere scontato. Dobbiamo partire dall’accessibilità, dal senso di comunità, che è una cosa che manca tantissimo, e usare tutte le possibilità che abbiamo: fare rete, incontrarsi, che è una cosa che non si fa più, rendere notiziabili i problemi. In questi mesi l’azione di RomaXRoma ha già interessato diversi territori, da piazzale Jonio a Piazza Ettore Rolli, al laghetto dell’EUR».
Claudio Tosi, vice presidente vicario CSV Lazio: «Non siamo qui solo per ascoltare. La cosa interessante è ascoltare per fare insieme»
L’ascolto, il senso della comunità, il fare insieme che produce cambiamento. «Non siamo solo ascolto ma impegno»: lo ha detto bene il vicepresidente vicario di CSV Lazio, Claudio Tosi, che ha introdotto l’incontro con le associazioni in calendario per sabato al Flumen Festival. «Non siamo qui solo per ascoltare. La cosa interessante è ascoltare per fare insieme, per cambiare la nostra direzione nel senso dei bisogni che le associazioni esprimono. Tutte le cose che facciamo, tutto ciò per cui ci conoscete lo facciamo nella logica di sostenere la società civile a modificare lo stato delle cose. Non aiutiamo la singola associazione, ma la situazione nella quale l’associazione lavora perché quella situazione cambi. Ci incontriamo nel momento in cui non chiedete cose per voi ma per il vostro territorio e le persone a cui date il vostro impegno».
Mario German De Luca, presidente CSV Lazio: «Conoscersi per aiutarsi. E poi incidere. Perché le associazioni vogliono modificare il mondo. Nel loro piccolo, ma ognuna vuole cambiare il mondo»
«Il nostro lavoro consiste anche nell’abbassare le ansie». Così il presidente del CSV Mario German De Luca a conclusione dei lavori, con un richiamo anche alla mole di adempimenti con cui le organizzazioni devono confrontarsi nel corso della vita associativa. «Le associazioni sono piene di ansie. C’è il RUNTS, c’è il rendiconto, c’è stata una regolamentazione che ha caricato di più adempimenti le associazioni. Ma il 90% delle Odv e Aps e il 50% degli ETS non hanno problemi fiscali e amministrativi semplicemente perché sono composti da volontari. Bisognerebbe allora stimolare e promuovere un po’ di rilassamento nel voler costituire associazioni di volontari che lavorano insieme. In ogni caso c’è il CSV. Che sostiene i volontari che si vogliono organizzare. Tutti i servizi, anche professionalmente elevati, sono gratuiti. Sono già finanziati. Questo genera un’interessante opportunità: il fatto che siamo autonomi, che non dobbiamo a nessuno la nostra esistenza, se non alla legge dello Stato che prevede il finanziamento da parte delle fondazioni di origine bancaria. Questo ci posiziona come soggetti terzi. Se dovete confrontarvi con il vostro municipio e vi mettete insieme noi siamo lì in prima fila con voi». Le attività e le intenzioni dei volontari «sono il cuore del nostro lavoro», ha continuato il presidente: «per questo aiutiamo e sosteniamo Flumen Festival: perché questo aiuta le associazioni. Conoscersi, poi aiutarsi. E poi incidere. Perché le associazioni vogliono modificare il mondo. Nel loro piccolo, ma ognuna vuole cambiare il mondo».






