
L’ITALIA DELLE POVERTÀ. TRA DINAMICHE SOCIALI, RISPOSTE PUBBLICHE E NARRAZIONE
Ripensare gli interventi e gli strumenti puntando su qualità dei servizi e presa in carico personalizzata, lavorare sul riconoscimento delle vulnerabilità invisibili, decostruire una narrazione mediatica improntata all’emergenza. Spunti di riflessione a partire dal report di Alleanza contro la povertà
12 Febbraio 2026
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È stato presentato il 5 febbraio scorso a Roma il report L’Italia delle povertà, pubblicazione di Alleanza contro la povertà in Italia, che offre una lettura articolata delle povertà quale processo sociale e relazionale che investe più ambiti: sociali, relazionali, lavorativi, territoriali.
Nel documento si affrontano la narrazione che viene portata avanti in merito alle povertà, le trasformazioni avvenute in questi ultimi anni, i metodi di contrasto e gli strumenti che sono stati adottati. Secondo gli ultimi dati Istat, sta emergendo il fenomeno delle famiglie quasi povere ed appena povere accanto a quelle sotto il livello di povertà.
Le povertà nascoste
Molte forme di povertà non coincidono più con l’esclusione sociale radicata ormai nell’immaginario collettivo, sono più nascoste, sono le persone che non arrivano ai servizi sociali, forse vanno alla parrocchia a ritirare il pacco viveri, magari c’è anche chi risulta proprietario di una casa fatiscente che non può affrontare ristrutturazioni in quanto con la sua pensione o il lavoro povero deve scegliere se fare la spesa o pagare le bollette.
Oltre il 10% delle persone che lavorano in Italia è a rischio povertà, valore superiore alla media europea. Non è al sicuro dal rischio povertà neanche chi ha un lavoro: crescono, infatti, i lavoratori poveri e diminuiscono quelli completamente esclusi dal mondo del lavoro.
Tra gli eventi che aumentano il rischio povertà, va annoverata anche la nascita di un figlio: tra le coppie che hanno tre o più figli, quasi una su cinque si trova in una condizione di povertà assoluta.
Nell’Italia delle povertà necessario ripensare gli interventi
Riguardo le misure di contrasto, gli ultimi dati raccolti evidenziano la necessità di ripensare gli interventi adottati finora, quali l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), che presentano criticità strutturali e di attuazione, suggerendo misure quali la qualità dei servizi, la presa in carico personalizzata, la capacità di riconoscere vulnerabilità al momento completamente invisibili a chi programma interventi di politiche sociali. Il terzo settore è diventato sempre più centrale nel supporto alla povertà, ma si segnala il fenomeno sempre più diffuso di esternalizzazione della gestione dei servizi per le persone indigenti.
Dai media una narrazione emergenziale
Come raccontano i media la povertà? Spesso vengono enfatizzati aspetti emergenziali e non si affrontano e comprendono gli aspetti strutturali, influenzando le pubblica opinione e la politica (pensiamo ad esempio alle conseguenze sul reddito di cittadinanza abolito anche sotto la pressione delle notizie sulle frodi da parte dei beneficiari). Le soluzioni sono complesse, emergono nuovi problemi e nuove sfide che vanno lette ed affrontate con nuovi strumenti e metodi adeguati ai cambiamenti avvenuti negli ultimi anni. Qui per approfondire
Immagine di copertina Aitziber Ruiz de Eguino






