CENTRO FORMAZIONE SUPEREROI. CON LA SCRITTURA AIUTIAMO I RAGAZZI AD ESPRIMERSI

Centro Formazione Supereroi è un’associazione di professionisti della parola scritta nata per diffondere la scrittura come “superpotere per affrontare il mondo”. «Adesso i ricordi stanno qui dentro, non possono più sfuggire e tutti sapranno quello che è successo»

di Maurizio Ermisino

Leggi queste parole, Centro Formazione Supereroi, e viaggi subito con la mente verso un mondo più bello. Quando vai a vedere di che cosa si tratta capisci che è uno di quei progetti a cui vuoi bene da subito. Il Centro Formazione Supereroi è un’associazione non-profit di professionisti della parola scritta (autori, editor, giornalisti, operatori culturali) nata nel 2016 con la missione di diffondere la scrittura come “superpotere per affrontare il mondo”. Il centro ora ha trovato casa a Milano di fronte al parco Baden Powell, in uno spazio privato convenzionato ad uso pubblico concesso dal CCL, il Consorzio Cooperative Lavoratori: 130 mq in un complesso residenziale a corte che si apre sul quartiere, un luogo inclusivo che ambisce a essere ponte tra cultura, creatività e scuola. Per completare questa casa è stata lanciata la campagna di crowdfunding “Scriviamo insieme il futuro” sulla piattaforma Eppela.

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«I ragazzi hanno difficolta ad esprimersi. Ma se dai loro un foglio e permetti loro di scrivere, loro raccontano di sé. L’obiettivo è far capire lo che ognuno di loro conta, che hanno una voce»

Ma come è nato questo progetto? «Tutto parte dal presidente, Edoardo Brugnatelli, che è editor in Mondadori, che ha pubblicato in Italia il primo libro di Dave Eggers» ci ha spiegato Luca Maccarelli, del direttivo del Centro Formazione Supereroi. «Ha conosciuto così questa sua attività collaterale che utilizza la scrittura per stimolare i ragazzi.  Avendo aperto questa sua attività, 826 Valencia, in un quartiere ad alto tasso ispanico a San Francisco, aveva iniziato l’attività per farli scrivere, che è un modo per esprimersi e per mettere ordine ai propri pensieri. Ma aveva proprio un intento didattico: molti ragazzi avevano bisogno di qualcuno che li aiutasse con la lingua. Il progetto nasce così e poi si espande: aprono nuove sedi in America e anche in Europa, alcune di queste grazie a Nick Hornby e Roddy Doyle». Brugnatelli e il traduttore del libro di Dave Eggers decidono così di provarci. Nel 2016 riescono a costituire questa associazione culturale per portare avanti il concetto alla base. «Non stiamo insegnando a scrivere ai ragazzi e non vogliamo creare nuovi scrittori esordienti» precisa Maccarelli. «Ma crediamo che la scrittura sia un superpotere, uno strumento che permette a te di crescere.  Quando scrivi capisci meglio te stesso, e ti permette di analizzare meglio il mondo che circonda. I ragazzi hanno difficolta ad esprimersi. Ma se dai loro un foglio e permetti loro di scrivere, in maniera ludica, ci mettono dentro contenuti che riguardano se stessi. Magari per gioco creiamo distopie milanesi, ma loro comunque raccontano di sé. L’obiettivo era far capire lo che ognuno di loro conta, ognuno di loro è un autore del libro che poi facciamo. E che hanno una voce e possono esprimersi. Ci mettiamo in ascolto, diamo degli stimoli e loro partono e scrivono. E di solito viene fuori qualcosa di bellissimo. La cosa fondamentale è che non deve essere legato a qualcuno tipo di valutazione da parte della scuola».

Il lockdown e quei ricordi che non possono più sfuggire

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«La professoressa di una classe ci ha scritto una lettera in cui ci ha raccontato quando sono arrivati i libri»

Il Centro Formazione Supereroi ha alle spalle 6 anni di attività itinerante, oltre 50 laboratori svolti all’interno delle scuole di Milano. Ha coinvolto più di tremila ragazzi in laboratori di scrittura. Ha realizzato, stampato e consegnato ai giovani autori 120 libri ed è riuscito a lavorare con ben 93 scuole durante il lockdown nell’ambito del progetto speciale “Le Storie Siamo Noi”. Ora, il Centro Formazione Supereroi potrà ampliare il perimetro delle attività dedicate agli studenti di età compresa tra i 10 e i 18 anni: l’età dei grandi cambiamenti, gli anni in cui ogni generazione avverte più forte il bisogno di scrivere la propria storia. Ma che storia è stata quella del lockdown? «È stato un periodo complicato anche pero noi: stare fermi per un periodo così lungo è stato come dare il colpo di grazia all’associazione» ci spiega Luca Maccarelli. «Edoardo ha avuto un’idea, ha detto: “non possiamo andare in classe ma tutti noi stiamo vivendo la Storia; perché non proviamo a lanciare una call agli insegnanti perché dicessero ai ragazzi di raccontarci cosa stessero provando?”. Abbiamo avuto dei grandi numeri. Certo, non era obbligatorio, scriveva chi voleva, ma abbiamo raccolto 1700 pagine di diari, e abbiamo promesso che avremo fatto un libro per ogni classe. Abbiamo potuto pubblicare una settantina di libri, che accorpavano il lavoro di più classi. In ognuno c’era qualcosa di particolare, e abbiamo fatto un best of con i più significativi, integrati da qualche pagina scritta da scrittori e scrittrici». «Una delle cose che mi ha colpito di più è che la professoressa di una classe ci ha scritto una lettera, come se fosse scritta da un bambino, in cui ci ha raccontato quando sono arrivati i libri» continua. «I ragazzi erano in giardino, la professoressa ha poggiato la scatola su una panchina. Il primo ragazzo ha capito che era il libro. Uno dei bambini ha detto: “adesso i ricordi stanno qui dentro, non possono più sfuggire e tutti sapranno quello che è successo”».

Un posto pieno di suggestioni

Edoardo Brugnatelli, editor di Narrativa Straniera in Mondadori e Presidente del Centro Formazione Supereroi, ha spiegato come stiano progettando «uno spazio immaginifico e stimolante, scaldato dalle suggestioni tipiche di chi vive quotidianamente un’esistenza ricca di superpoteri: wall writing sulle pareti a opera di writers e disegnatori; poltrone, divani, pouf; scaffali pieni di libri, atlanti, mappe…». Quanto è importante per un progetto del genere un luogo così suggestivo e stimolante? «Per noi cambia la vita» ci risponde Luca Maccarelli. «Non smetteremo di andare nelle scuole. Ma era un po’ complesso. Grazie alla sede ti dai una struttura diversa e puoi fare molta più attività. Per cui è un po’ più semplice, puoi fare venire più persone durante una mattinata, puoi dire “venite ogni mercoledì”. Hai tante opportunità in più. E, soprattutto, è un posto fuori dalla scuola, e quindi è qualcosa di diverso, che li accoglie con suggestioni, ci sono mille cose da poter fare, da poter vedere, da poter vivere. La nostra idea è che ci sia la libertà più assoluta. E poi che, per ogni classe che ci viene a trovarci, ogni studente o studentessa se ne vada via con un libro. “Venite, giocate, e andatevene con un libro”. E questa cosa mette un piccolo seme per il futuro: alla fine tutto è legato all’empowerment e alla creazione di cittadine e cittadini più consapevoli».

Tu sei qui, ti ascolto perché è importante quello che hai da dire

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«Quello che percepisco quando vado nelle classi è la possibilità di far sentire che ognuno è libero di usare la propria voce senza strutture rigide»

In quella che sarà la base dei tanti giovani supereroi arriveranno tanti studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e potranno fare laboratori, eventi e attività di vario genere, tutte ad alto impatto di creatività. La scrittura li trasformerà, e non saranno più gli stessi. La cultura, poi è anche un’occasione di inclusione, di sviluppo personale e di divertimento. «Quello che percepisco quando vado nelle classi è la possibilità di far sentire che ognuno è libero di usare la propria voce: quello che vuole raccontare con i contenuti che vuole dare» ci spiega Maccarelli. «Non c’è nessuna struttura rigida. Sono andato in una scuola, dove c’è una ragazza con grandi disabilità e non può scrivere. Così inseriremo una stringa di comunicazione aumentativa o dei disegni: anche quello è un modo per dire che tutti possono esprimersi con la propria voce. Inclusione è far sentire tutti protagonisti e presenti, nessuno in un ruolo secondario. Dire: “tu sei qui, ti ascolto perché è importante quello che hai da dire”».

 Creare un’occasione stimolante che potrebbe rimanere nel tempo

Al centro del progetto c’è la scuola, soprattutto quella pubblica, che si trova oggi a operare spesso in situazioni di estrema difficoltà, anche se al suo interno ha tanti insegnanti che sono proprio dei supereroi. Il Centro Formazione Supereroi vuole anche fornire una forma mirata di supporto a studenti e insegnanti. «Non mi va di essere la stampella, l’intervento sulla scuola deve essere centralizzato» dice Maccarelli. «Quello che posso dire è che quando gli studenti fanno progetti integrativi, la qualità del progetto ha impatto su come loro lo vivono e ne traggono soddisfazione. Il nostro valore non è dare un supporto vero alla didattica. Ma quello di creare un’occasione stimolante che potrebbe rimanere nel tempo. Magari due si interesseranno di più, magari uno a cui interessava scrivere da domani deciderà di tenere un diario e buttare giù i suoi pensieri».

Dalle fiabe ai fumetti agli haiku

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Il Centro Formazione Supereroi vuole anche fornire una forma mirata di supporto a studenti e insegnanti

Nel futuro prossimo del Centro Formazione Supereroi c’è anche una Summer School che si terrà durante le vacanze con campus creativi settimanali. Si imparerà come si concepisce e produce una copertina, le tecniche di illustrazione, si faranno esercizi di drammatizzazione teatrale. E ancora si lavorerà a booktrailer, poesie, testi di canzoni, racconti, articoli, manifesti letterari, fiabe, leggende, recensioni, haiku e molto altro. Perché a volte non ci pensiamo, ma la scrittura può prendere davvero le forme più svariate. Ed è davvero ovunque, tutto intorno a noi. «L’idea è quella di avere la sede allestita in meno di due mesi, entro marzo-aprile e in questo ultimo scampolo di anno fare delle attività in sede» spiega Maccarelli. «Molti di noi sono legati alla scrittura creativa, alla narrativa più tradizionale. Ma ci sono molti giornalisti. O una scrittrice come Carmen Covito che ha fatto scrivere un libro di haiku a studenti del liceo. Ma stiamo lavorando anche alla scrittura per la musica, ai podcast, alla scrittura per la comicità, la scrittura di battute. E poi ci sono i fumettisti. Si tratterà soltanto di capire quanti formatori hanno voglia di comunicare con noi, ognuno con il proprio linguaggio».

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