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LA CONFERENZA REGIONALE CHIEDE CHE IL VOLONTARIATO SIA RICONOSCIUTO
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LA CONFERENZA REGIONALE CHIEDE CHE IL VOLONTARIATO SIA RICONOSCIUTO

LA CONFERENZA REGIONALE CHIEDE CHE IL VOLONTARIATO SIA RICONOSCIUTO

Riconoscere la Conferenza e le sue articolazioni, darle spazio nel Consiglio del Terzo settore, attuare la co-programmazione. Queste le richieste della associazioni

È stata un’esperienza molto positiva la riunione della Crevol (Conferenza Regionale del Volontariato) sul Progetto di Legge regionale sul Terzo Settore:  si è tenuta il 15 luglio e  hanno partecipato circa 200 associazioni (per la prima volta, anche di promozione sociale). «Un’ottimo risultato, tanto più che ho ascoltato associazioni molto preparate e ne ho viste altre nuove, segno positivo di un coinvolgimento sempre più ampio», dice la presidente della Conferenza, Maria Lorena Micheli. «Una motivazione dell’ampia partecipazione potrebbe essere il fatto che sia stata fatta on line: questo risolve molti problemi, soprattutto alle piccole associazioni o a quelle più lontane, per le quali gli spostamenti sono complicati. Ma io credo che dipenda soprattutto dal percorso partecipativo fatto grazie al lavoro di squadra tra Crevol e CSV Lazio: gli operatori delle Case hanno fatto un ottimo lavoro in sinergia con i portavoce territoriali, e quindi c’è stato un coinvolgimento delle associazioni a 360°».

Riconoscere il ruolo del volontariato

Nei mesi scorsi, infatti, sono stati organizzati 10 incontri territoriali (uno per ogni Asl), nei quali le associazioni hanno potuto discutere e fare proposte attorno al Progetto di Legge regionale sul Terzo Settore e in più è stato lanciato un questionario on line.

 

Maria Lorena Micheli, presidente della Conferenza Regionale del Volontariato

«Abbiamo fatto un’operazione di ascolto capillare», spiega Micheli, «con gli incontri on line, con il questionario, con i contributi arrivati dalle associazioni via mail. In sintesi, possiamo dire che il volontariato vuole un ruolo riconosciuto, e quindi chiede che venga riconosciuta la Conferenza, con le sue articolazioni territoriali, e che abbia un posto nell’organo di rappresentanza, che è il Consiglio Regionale del Terzo settore» (del percorso e delle proposte sulla legge abbiamo parlato qui).

In attesa della legge

Alla Conferenza ha partecipato Rodolfo Lena, presidente della Commissione VII del Consiglio Regionale, che è rimasto per tutta la durata dell’incontro, ascoltando gli interventi delle associazioni e rispondendo puntualmente.

 

Rodolfo Lena, presidente della VII Commissione del Consiglio regionale del Lazio

«La sua presenza è stata importante», spiega Micheli. «Lui è sempre stato un amico della Conferenza ed è sempre stato disponibile sui temi del volontariato. Adesso che è tornato a presiedere i lavori della VII commissione, a cui è stata affidata la legge, il suo ruolo è ancora più importante. Dunque noi siamo soddisfatti, ma credo che anche lui possa esserlo, perché immagino sia felice di portare a fine percorso questa legge, di cui parlavamo da tanti anni. Speriamo davvero riesca a farlo nei tempi che ha preannunciato». Il presidente della Commissione ha infatti detto di avere l’intenzione di avviare le consultazioni da ottobre, perché la legge possa essere approvata in Consiglio entro dicembre 2021.

Un percorso culturale

Lena ha detto che, perché il volontariato possa davvero giocare il proprio ruolo, accanto al percorso legislativo, che ovviamente è fondamentale, serve anche un percorso culturale. «Io noto una differenza tra le associazioni che hanno seguito un percorso di crescita e di formazione e le associazioni che si avvicinano per la prima volta a temi come quelli della co-progettazione e co-programmazione», racconta Maria Lorena Micheli. «Alcune associazioni hanno ancora un percorso da fare, per formarsi e perdere un po’ di autoreferenzialità (che non significa perdita di identità). Però anche il mondo degli Enti pubblici e di quelli privati deve cambiare il proprio approccio culturale alle associazioni di volontariato: anche questo è un percorso da intraprendere. Il volontariato deve essere coinvolto, perché conosce veramente i bisogni del territorio, le fragilità delle persone e soprattutto perché ha soluzioni da proporre. Per questo deve essere chiamato e tenuto in considerazione, nel momento in cui si prendono le decisioni per il territorio».

Qui, in allegato, le slide con la sintesi delle proposte di emendamento al progetto di Legge regionale sul Terzo Settore, presentate in assemblea: Crevol proposte del volontariato per la Legge regionale

 

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Redazione

La redazione di Reti Solidali

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