
LA PSICOLOGIA MILITARE AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ
Il 24 marzo un incontro promosso dall’AIPM fa il punto sull’evoluzione della psicologia militare e sulle sue applicazioni nei contesti organizzativi. Dalla prevenzione dello stress alla gestione delle emergenze, fino al supporto alle famiglie. Un confronto tra accademici e professionisti per riflettere sul contributo della disciplina alla comunità
di Redazione
04 Marzo 2026
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Qual è oggi il contributo della Psicologia Militare alla società? È la domanda al centro dell’incontro di formazione in programma il 24 marzo 2026, dalle 9.00 alle 13.45, presso l’aula convegni del Centro Servizi per il Volontariato (CSV) del Lazio, in via Liberiana 17. L’iniziativa, rivolta a psicologi e psicoterapeuti, è organizzata dall’Associazione Italiana Psicologia Militare (AIPM).
Il titolo scelto “La Psicologia Militare: quale valore aggiunto per la Comunità?” chiarisce l’obiettivo: mostrare come questa disciplina, nata dopo la Prima guerra mondiale dagli studi e dalle ricerche sul campo di Padre Agostino Gemelli, non si rivolga esclusivamente al personale in uniforme (forze armate, polizia, vigili del fuoco), ma contribuisca al benessere dei contesti organizzativi in cui esso opera.
Tra i relatori il professor Santo Di Nuovo, professore emerito di Psicologia Generale all’Università di Catania ed ex presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia, e il professor Stefano Livi, ordinario di Psicologia Sociale alla “Sapienza” Università di Roma, insieme a professionisti impegnati da anni nei settori della selezione, della formazione, dell’emergenza e del recupero clinico in ambito militare.
Una disciplina utile per chiunque lavori in contesti ad alta pressione
Oggi gli psicologi militari operano in Italia e all’estero: sul territorio nazionale svolgono un lavoro di prevenzione e promozione del benessere volto a preparare il personale e le organizzazioni ad affrontare situazioni critiche ed estreme. Un’esperienza che si rivela utile anche per altre categorie impegnate in contesti ad alta pressione, come forze di polizia, vigili del fuoco e personale sanitario dell’emergenza.
Negli ultimi decenni la disciplina ha sviluppato interventi in diversi ambiti istituzionali: selezione del personale, processi organizzativi e formativi, addestramento, gestione delle emergenze e recupero clinico. Ha attivato servizi di supporto psicologico alle famiglie in occasione di eventi gravi, programmi di prevenzione dello stress e di sostegno al personale impiegato in calamità naturali o missioni estere, percorsi di orientamento professionale e iniziative di contrasto al disagio e ai fenomeni di autolesionismo, in collaborazione con università e organizzazioni nazionali e internazionali.
L’incontro del 24 marzo proporrà una ricognizione sull’evoluzione della psicologia militare dal 2005 al 2026, analizzando i principali trend di pubblicazione e la crescente attenzione a concetti come training cognitivo, resilienza, performance e salute mentale. Saranno presentati modelli, metodi e strumenti — dalla mindfulness all’Intelligenza Artificiale — utili a rafforzare fiducia, resilienza e morale, intesa non in modo astratto ma come elemento misurabile della salute organizzativa.
L’evento ECM (Educazione Continua in Medicina) n. 478317 (4,6 crediti) è aperto a un massimo di 50 partecipanti (psicologi o psicologi specializzati in psicoterapia). Per partecipare basta andare sul link https://forms.gle/2moou6gZuMjgUqoo7 e compilare i vari campi. Per i soci l’iscrizione è gratuita, per gli altri colleghi è previsto un contributo di partecipazione di 20 euro, da versare ad Associazione Italiana Psicologia Militare (AIPM) – APS IBAN: IT69E0503403264000000004851, causale: nome, cognome, evento ECM n. 478317. La ricevuta del bonifico va spedita a: segreteria.aipm@gmail.com o presentata il giorno dell’evento.






